CNR Istituto di Scienze Polari

CNR Istituto di Scienze Polari Pagina Facebook dell’ Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

page of the Institute of Polar Sciences of the National Research Council. La nostra missione è contribuire ad accrescere la qualità della ricerca scientifica e tecnologica dell’Italia nelle regioni polari e fornire un contributo alle conoscenze sui cambiamenti globali, anche a sostegno delle politiche ambientali italiane ed europee e nello sviluppo di nuove tecnologie e metodologie di ind

agine. Our mission is to contribute to increasing the quality of scientific and technological research in Italy in the polar regions and to provide a contribution to knowledge on global changes, also in support of Italian and European environmental policies and in the development of new technologies and methodologies of investigation. Segui in nostri osservatori in tempo reale - Follow our real time observatories:
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What do   and terrestrial ecosystems have in common? Perhaps much more than we think.Researchers from the INAR - Institu...
08/08/2026

What do and terrestrial ecosystems have in common? Perhaps much more than we think.

Researchers from the INAR - Institute for Atmospheric and Earth System Research at the University of Helsinki are visiting the Stazione Artica Dirigibile Italia CNR to maintain their instruments and continue a years-long research effort: understanding how particles form in the Arctic atmosphere.

These microscopic and invisible particles can act as for formation, influencing weather patterns and climate on a broader scale. Their impact on the entire Arctic system is significant, but the mechanism by which they form remains largely a mystery to science.

Since 2017, INAR has been collaborating with CNR Istituto di Scienze Polari in Ny-Ålesund to shed light on this phenomenon. This summer, for the first time in the Arctic, researchers are measuring gas-phase , a key link between local and the formation of atmospheric aerosols.

The results could change our understanding of the Arctic atmosphere.



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CNR DTA Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente
Ny-Ålesund Research Station

La   sostiene gli ecosistemi artici terrestri fornendo habitat, acqua e materia organica. È inoltre un significativo “se...
05/08/2026

La sostiene gli ecosistemi artici terrestri fornendo habitat, acqua e materia organica. È inoltre un significativo “serbatoio” di carbonio che viene stoccato nel suolo dalla e dalle (comunità viventi superficiali formate da cianobatteri, mu**hi, licheni e funghi), che attraverso la fotosintesi trasformano l’anidride carbonica (CO2) dell’atmosfera in materia vivente. Questa fondamentale funzione è anche un importante regolatore del clima, poiché sottrae CO2 dall’ . Ma questo equilibrio è fragile e il cambiamento climatico lo sta mettendo alla prova.

Quest'estate finora è stata particolarmente calda e secca anche alle Svalbard. A fine luglio, gran parte della vegetazione mostrava già i segni di un invecchiamento ( ) precoce: le piante, colpite dal caldo e dalla siccità, hanno anticipato di settimane il loro normale ciclo stagionale, ingiallendo e appassendo come se fosse già autunno. Quando questo accade, la rallenta. Il suolo, però, continua a rilasciare CO2. Il risultato? La tundra, che di solito funziona da "polmone" del clima, si trasforma in una sorgente netta di CO2.

Con il progetto CZO@Bayelva, durante la campagna estiva 2026 abbiamo misurato gli scambi di CO2 tra il suolo e l'atmosfera ed eseguito misure della riflessa dalla vegetazione e dal suolo ad alta risoluzione in frequenza (dette ) in ambienti molto diversi tra loro: dalla tundra secca sulle antiche morene glaciali alle rive umide e mu**hiose dei laghi costieri. L'obiettivo è capire cosa spinge la tundra ad assorbire o rilasciare carbonio e costruire modelli che ci permettano di rispondere a questa domanda su aree molto vaste.

Le firme spettrali associate ai diversi stati del suolo e della vegetazione potrebbero rivelare segnali precoci di stress idrico e senescenza: strumenti preziosi per monitorare in tempo reale come la tundra artica risponde ai cambiamenti climatici.

L’attività è stata finanziata da SIOS Knowledge Centre



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Kings Bay AS

Siamo a Ny-Ålesund con il team del progetto iSE-Arctic (CNR Istituto di Scienze Polari e EU Science Hub - Joint Research...
29/07/2026

Siamo a Ny-Ålesund con il team del progetto iSE-Arctic (CNR Istituto di Scienze Polari e EU Science Hub - Joint Research Centre) per studiare l’ artica, circondati da un paesaggio con colori brillanti che cambiano con il passare delle nuvole nel cielo. La neve è scomparsa da settimane ormai, e qui fa più caldo di quanto ci si aspetti.

Siamo qui per capire come l’ – minuscole particelle sospese nell’aria – contribuisca al riscaldamento dell’Artico. Con questo progetto vogliamo ottimizzare la tecnica della microscopia (Interferometric Scattering Microscopy) per caratterizzare rapidamente le proprietà delle particelle di aerosol, di dimensione micrometrica e nanometrica, fino a 100 volte più sottili di un capello.

Per questo abbiamo installato nel laboratorio atmosferico di un piccolo per raccogliere particelle di aerosol che poi analizzeremo nei nostri laboratori. Grazie alla tecnica che stiamo sviluppando, potremo analizzare più efficacemente un gran numero di particelle, migliorando la nostra conoscenza dell’aerosol artico. Questo aiuterà a sviluppare modelli climatici più precisi, fornendo informazioni cruciali per politiche ambientali sostenibili e contribuendo a proteggere l’ambiente artico.

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Cosa succede quando specie marine che non appartengono all'Artico cominciano a bussare alla sua porta?È questa la domand...
24/07/2026

Cosa succede quando specie marine che non appartengono all'Artico cominciano a bussare alla sua porta?

È questa la domanda al centro del progetto (Knocking on Arctic Door).

Il team, composto da Adriana Profeta (IRBIM CNR), Virginia Sciacca (CNR Istituto di Scienze Polari) e Nadia Marinchel (Università di Roma Tor Vergata), ha condotto dal 13 al 23 luglio 2026 la sua campagna di monitoraggio nelle acque costiere del Kongsfjorden (Svalbard) per studiare la possibile comparsa di specie marine non indigene ( ) in un Artico sempre più influenzato dal cambiamento climatico. Man mano che le acque si scaldano, alcune specie provenienti da latitudini più temperate trovano le condizioni adatte per spingersi sempre più a nord. Individuarle in tempo è fondamentale per capire come si sta trasformando l'ecosistema marino polare.

Per farlo, il team ha utilizzato una combinazione di tecniche diverse: nasse per il campionamento degli organismi, registrazioni video subacquee, raccolta di dati acustici e di tramite l’utilizzo di campionatori passivi.

I dati raccolti amplieranno le serie storiche di monitoraggio delle acque polari e rafforzeranno il ruolo della Stazione Artica Dirigibile Italia come avamposto della ricerca italiana in Artico.

Un ringraziamento allo Station Leader .cairns per il supporto durante tutta la campagna.



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Il 14 luglio si è conclusa una prima campagna di test per la validazione di sistemi wireless destinati al monitoraggio a...
23/07/2026

Il 14 luglio si è conclusa una prima campagna di test per la validazione di sistemi wireless destinati al monitoraggio ambientale e glaciale. Le attività si sono svolte sul ghiacciaio della Marmolada, tra Porta Vescovo e Punta Rocca, a 3.265 m s.l.m., dove sono stati installati sensori ambientali e una rete di acquisizione dati basata sulla tecnologia LoRaWAN:

Porta Vescovo (2519 m slm): Installazione di Gateway LoRaWAN e palo meteo equipaggiato con termo-igrometro e anemometro sonico;

Ghiacciaio della Marmolada, Punta Rocca (3213 m slm): Installazione di i) palo meteo con termo-igrometro e anemometro sonico, ii) sensore LiDAR per la misurazione dell’altezza del manto nevoso, iii) sensore per la stima del contenuto in acqua liquida presente nella neve (SWE), iv) sistema di trasferimento dati tramite tecnologia LoRaWAN;

Ghiacciaio della Marmolada, Punta Serauta (2999 m slm): Installazione di palo meteo con termo-igrometro e anemometro sonico e sistema di trasferimento dati tramite tecnologia LoRaWAN;

Passo Fedaia (1947 m sl,): Installazione di palo meteo con termo-igrometro e sistema di trasferimento dati tramite tecnologia LoRaWAN;

L'attività è stata realizzata dal personale di CNR-ISTI, CNR-ISP e CNR Istituto di Ricerca Sulle Acque come preparazione alla prossima spedizione scientifica presso il Laboratorio-Osservatorio Piramide (Monte Everest, Nepal), prevista per la fine dell'anno.

Nell'ambito del progetto CliC-PYRAMID (Climate and Cryosphere at PYRAMID Laboratory), verrà installata una rete di monitoraggio ambientale ad alta quota per acquisire serie temporali di lungo periodo. L'obiettivo è comprendere meglio le interazioni tra ghiacciai e clima e il ruolo che i sistemi glaciali possono avere nel modulare temperatura e precipitazioni nelle regioni d'alta quota del cosiddetto Terzo Polo.

Le attività si sono svolte in condizioni meteorologiche oramai tipiche delle condizioni estive degli ultimi anni. A punta Rocca, a 3265 m di quota, il termometro della stazione di arrivo della funivia segnava 13° C alle 11:30 (immagine). Il ghiacciaio della Marmolada, l’ultimo esteso corpo glaciale delle Dolomiti, registra una copertura nevoso inferiore al 25% rispetto all’area totale (immagine). Le due pesanti ondate di calore di maggio e giugno di quest’anno hanno determinato una scopertura del ghiaccio che tipicamente si dovrebbe registrare a fine agosto (immagine). Suggestivo il con confronto del ghiaccio il 31 luglio del 2004 e il 14 luglio del 2026.

Un sincero ringraziamento a Funivie Arabba, e Marmolada - Move To The Top per il prezioso supporto alle operazioni logistiche nonché alla Guida Alpina Giacomo De Menech per il supporto alle attività in ghiacciaio.

Il test sulla Marmolada rappresenta un passo importante verso la realizzazione di una piattaforma di monitoraggio affidabile in uno degli ambienti più estremi del pianeta.
Finapp Srl Decentlab

𝐔𝐧 𝐠𝐡𝐢𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐢𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐥𝐝𝐨. 𝐂'𝐞̀ 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐢𝐥𝐞 𝐢𝐧 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐨.Sul ghiacciaio Midtre Lovénbreen, alle...
21/07/2026

𝐔𝐧 𝐠𝐡𝐢𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐢𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐥𝐝𝐨. 𝐂'𝐞̀ 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐢𝐥𝐞 𝐢𝐧 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐨.

Sul ghiacciaio Midtre Lovénbreen, alle Svalbard, la neve è quasi del tutto scomparsa. Affiora il ghiaccio blu: una superficie compatta, più scura della neve fresca, che assorbe più energia solare e accelera la fusione. Mentre l'acqua scorre abbondante nei canali che si formano sulla superficie, le impurità intrappolate nel ghiaccio emergono e si concentrano in superficie: minerali, glaciali, , particelle da combustione (il cosiddetto ). È qui che il loro effetto diventa più rilevante: meno riflessione, più calore assorbito, più ghiaccio che fonde.

Con il progetto (Investigating the Radiative Impact of Impurities on Snow and Ice), in collaborazione con Università degli Studi di Milano-Bicocca, CNR Istituto di Scienze Polari e Norsk Polarinstitutt stiamo studiando esattamente questi processi. Sul campo combiniamo misure , campionamenti di ghiaccio e suolo nella piana proglaciale — per identificare le possibili sorgenti locali delle impurità — e osservazioni satellitari da e -2. I campioni raccolti verranno analizzati in laboratorio per le loro proprietà fisiche, chimiche e ottiche, a supporto di modelli di trasferimento radiativo e di algoritmi per l'osservazione della criosfera da satellite.

Grazie a Norges forskningsråd per il finanziamento dell'Arctic Field Grant e a Stazione Artica Dirigibile Italia CNR, Kings Bay AS e Norsk Polarinstitutt per il supporto logistico. Un ringraziamento speciale a Virginia Toscano, Stephanie Sherpa e Francesco Ficetola (progetto ) per la collaborazione sul campo, e a Biagio Di Mauro per l'aiuto da casa.



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📍 Ilulissat, Groenlandia 🇬🇱 È stata completata con successo la prima missione sul campo del progetto europeo Horizon Eur...
20/07/2026

📍 Ilulissat, Groenlandia 🇬🇱

È stata completata con successo la prima missione sul campo del progetto europeo Horizon Europe .

Il team del BioSoundEcology Lab dell'Istituto di Scienze Polari del CNR (ISP-CNR) di Messina ha raggiunto Ilulissat per preparare le prossime attività di monitoraggio dedicate al paesaggio sonoro sottomarino e al rumore subacqueo prodotto dalle grandi navi.

La campagna ha consentito di raccogliere informazioni fondamentali sul campo e di installare le prime due stazioni subacquee per il monitoraggio acustico del rumore generato dalla nave Fridtjof Nansen di HX, partner del progetto.

🌊🎧 A presto con i prossimi aggiornamenti!
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🏔️ Missione scientifica sul Gran Combin: monitorare i ghiacciai per comprendere il cambiamento climaticoIl 9 luglio 2026...
16/07/2026

🏔️ Missione scientifica sul Gran Combin: monitorare i ghiacciai per comprendere il cambiamento climatico
Il 9 luglio 2026 il team dell'Istituto di Scienze Polari del CNR (ISP-CNR) ha raggiunto il ghiacciaio del Gran Combin (Svizzera), a 4.200 metri di quota, per una missione dedicata allo studio della criosfera alpina.
In collaborazione con la Scuola di Dottorato in Scienze Polari dell'Università Ca' Foscari Venezia il Dipartimento di Geoscienze dell'Università di Padova e la Fondazione Montagna sicura, sono state svolte attività di manutenzione della stazione meteorologica automatica, di misura dell'accumulo di neve e di rilievi geofisici e geomagnetici mediante GPR, LiDAR e fotogrammetria.
Queste osservazioni consentono di monitorare l'evoluzione del ghiacciaio e di comprendere come gli ambienti d'alta quota rispondano all'aumento delle temperature.
I segnali osservati durante la missione sono significativi: temperature superiori a 3,5 °C per diverse ore consecutive, intensa fusione della neve e affioramento del ghiaccio in superficie anche a quote elevate.
Studiare questi ambienti significa raccogliere dati fondamentali per comprendere il futuro dei ghiacciai alpini e delle risorse idriche che da essi dipendono.
🙏 Un ringraziamento ad Air-Glaciers SA e alla Guida Alpina Teodoro Bizzocchi per il prezioso supporto logistico.

Chi bussa alla porta?Dopo giorni di restrizioni serrate sui movimenti a causa dell'allerta orso... ci ha pensato lui a v...
13/07/2026

Chi bussa alla porta?

Dopo giorni di restrizioni serrate sui movimenti a causa dell'allerta orso... ci ha pensato lui a venirci a trovare! 🐻‍❄️ Spuntato dal nulla proprio all'ora di cena, si è fatto una passeggiata tranquilla proprio davanti alla mensa di Ny-Ålesund. ❄️

Niente sessioni di monitoraggio fuori oggi, la natura ha deciso di fare il suo show direttamente nel nostro cortile (mentre noi eravamo al sicuro all'interno!). Un promemoria spettacolare di quanto l'Artico sappia essere selvaggio, imprevedibile e meraviglioso.
Inviateci le vostre curiosità su questo animale e sulla sua convivenza con i ricercatori di Ny-Ålesund nei commenti!



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Vi presentiamo Warren, che sarà capobase per il mese di Luglio presso Dirigibile Italia. Il suo è un compito importante,...
10/07/2026

Vi presentiamo Warren, che sarà capobase per il mese di Luglio presso Dirigibile Italia. Il suo è un compito importante, dovrà assicurarsi che le attività dei molti ricercatori e ricercatrici che soggiorneranno a Ny-Ålesund procedano nei tempi richiesti e in sicurezza. Gli abbiamo fatto alcune domande, ecco le sue risposte

𝗖𝗼𝗺𝗲 𝘁𝗶 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗶?
Il mio nome è Warren Cairns

𝗗𝗼𝘃𝗲 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶?
Lavoro per il CNR Istituto di Scienze Polari a Mestre.

𝗤𝘂𝗮𝗹𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶 𝘁𝘂𝗼𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶 𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶?
I miei interessi scientifici riguardano l'uso della chimica analitica per seguire i cicli biogeochimici di elementi potenzialmente tossici come il , il e il , e gli effetti del cambiamento globale sui loro cicli. Credo anche nel valore della comunicazione della scienza, perché se non raccontiamo noi il nostro lavoro, lo farà qualcun altro.

𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗶𝗻 𝗔𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼?
La mia prima esperienza in è stata nel 2021, durante la crociera scientifica nell'ambito del Synoptic Arctic Survey. Da allora sono stato due volte nel sub-Artico canadese: la prima a Churchill, in Manitoba, come vincitore del Premio Innovazione Canada-Italia, e la seconda a Kuujjuarapik, nel Nunavik, come membro di un progetto Interact.
Questa è la mia prima volta a Ny-Ålesund, ed è un'esperienza emozionante vedere di persona un sito di cui ho sentito parlare e sui cui campioni ho lavorato per così tanto tempo. Non ho mai ricoperto il ruolo di station leader prima d’ora; spero quindi di essere all'altezza del compito, in un periodo dell'anno così frenetico, pieno di allarmi , uccelli in nidificazione e che nuotano nel fiordo.

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Indirizzo

Via Torino 155
Mestre
30172

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:30
Martedì 08:30 - 17:30
Mercoledì 08:30 - 17:30
Giovedì 08:30 - 17:30
Venerdì 08:30 - 17:30

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