13/05/2025
Un boato, l’esplosione e le fiamme. Oltre sessanta case saltarono letteralmente in aria. L’elicottero si era avvicinato al suo obiettivo e Frank Powell aveva armato una carica satchel con esplosivo al plastico C-4. La innescò e la gettò: pochi secondi dopo, un intero isolato venne letteralmente raso al suolo. C’è un dettaglio incredibile riguardo questa storia: non siamo né in Vietnam né in un teatro di guerra. Siamo a Philadelphia, Pennsylvania, Stati Uniti. L’anno è il 1985. Frank Powell non è un marine, ma un artificiere della polizia cittadina. L’obiettivo era la casa al numero 6221 di Osage Avenue. All’interno vi erano una dozzina di appartenenti all’organizzazione MOVE: la metà erano bambini o ragazzini.
Tale organizzazione era stata una delle più radicali - seppur oggi meno conosciuta, ad esempio, delle Black Panthers - fra quelle attive negli Stati Uniti tra gli anni Settanta e Ottanta. I membri di MOVE erano quasi tutti afroamericani. MOVE si muoveva nell’ambito del “Black Power” più radicale, ma sviluppava al contempo varie prospettive riguardanti sia l’antispecismo - i membri di MOVE erano tutti vegani - e l’ecologismo, assumendo in vari ambiti posizioni anche primitiviste. Il ritorno alle origini, nello specifico verso l’Africa, era alla base anche della decisione di tutti i membri dell’organizzazione di rinunciare al proprio cognome in favore di “Africa”, appunto. Già nei primi anni di attività MOVE si scontrò con le autorità statunitensi che arrestarono diversi suoi membri. Spesso, inoltre, sorgevano diversi problemi di convivenza tra le comuni create dall’organizzazione e il loro vicinato. Nel 1978 una sparatoria nei pressi di una delle loro case comuni terminò con la morte di un agente di polizia che portò ad un’ulteriore stretta repressiva. Ma fu nel 1985 che lo scontro fu portato ai massimi livelli: quando, il 13 maggio di quell’anno, la polizia decise di arrestare quattro membri dell’organizzazione al 6221 di Osage Avenue. Ma i quattro decisero di non consegnarsi, dando il via ad una sparatoria in piena regola, alla quale seguì la decisione di sganciare l’ordigno dall’elicottero. Fu una strage: 11 membri di MOVE, tra i quali il fondatore John Africa e 5 bambini, morirono all’istante. Si salvarono solo un adulto e un altro bambino. Oltre sessanta case bruciarono in seguito all’esplosione, lasciando 250 persone senza dimora. I pompieri non vennero fatti avvicinare per spegnere gli incendi. La successiva indagine accusò la polizia e la città di Philadelphia di aver compiuto un gesto di straordinaria e immotivata violenza, ma nessuno venne mai condannato per il bombardamento.
Cronache Ribelli