Auntie and me
(Mia zia ed io)
di Morris Panych
con Alessandro Benvenuti e Barbara Valmorin
regia e spazio scenico Fortunato Cerlino
traduzione Valentina Rapetti
core trainer Andrea Calbucci
aiuto regia Ester Tatangelo
disegno luci Gianluca Cappelletti
disegno audio Mirco Mencacci
musiche Peppe Bruno
costumi Oriana D’Urso
diarista Roberto Cardone
realizzazione scene Antonio Laino
fonica Andrea Ciac
chini, Alessandro Romano
ufficio stampa Cristina Roncucci, Elisabetta Cosci
organizzazione e distribuzione Monica Vicinanza
grazie a Mario Podeschi
una produzione LungTa film srl in co-produzione con Teatro Dante, Comune di Campi Bisenzio (fi) - Benvenuti srl in collaborazione con Rialtosantambrogio sostenuto e patrocinato da Ambasciata del Canada, Canada Council for the Arts, Dipartimento di Studi Euro-Americani dell’ Università degli Studi Roma Tre
La maggior parte dei miei personaggi deriva direttamente da un monologo di Cechov in cui un uomo maltrattato dalla moglie tiene un discorso sui danni del tabacco, e finisce per parlare di quanto odi la sua vita. È un autentico clown, una completa nullità, un timido perdente, ma con una grande rabbia dentro. Morris Panych
Utilizzando brillantemente i tempi della commedia, in Auntie and Me, Panych espone il dolore e la solitudine dei non amati. Con una scrittura a tratti di una comicità esilarante, compone una pièce meravigliosamente nera, divertente, triste, tenera e parecchio dura, crudele. Si precipita da lei, mollando tutto, ovvero quel poco di messa in scena che regge la sua vita, per assicurarsi della morte della zia e riscattare un’eredità più affettiva che materiale. La morte annunciata e attesa, però, tarda ad arrivare e Kemp è costretto ad aspettare. Passano i giorni, i mesi. Le stagioni si susseguono. I due, costretti a stare insieme in una piccola stanza, si confrontano a colpi di sferzanti trovate da humor nero: Kemp cerca di convincere in tutti i modi la Zia che deve morire. Lei, per contro, fa di tutto per rimanere in vita. Messo alle strette il nipote precipita in una sorta di delirio goffo che lo porterà ad immaginare i più fantasiosi ed esilaranti espedienti per far fuori Grace che incredibilmente continua a ringiovanire.