27/08/2026
«Sulla barca avevo due amici. Uno stava molto male e l’hanno evacuato, l’altro è là, morto. Avevano la mia stessa età. Erano giovani. Ho ancora il telefono di uno di loro.»
Non ha nemmeno 18 anni e viene dalla Somalia. Ha viaggiato per un anno prima di salire sulla barca con cui ha attraversato il Mediterraneo.
È uno dei naufraghi che abbiamo soccorso nella missione 45 della .
Tra le 7 persone morte che abbiamo portato a terra oggi c’è uno dei suoi due amici. 7 morti probabilmente per soffocamento, nella stiva del barchino dove hanno fatto il viaggio.
Dopo quello che hanno visto e vissuto, lui e le altre persone sopravvissute sono in condizioni di estrema vulnerabilità fisica e psicologica.
Per questa ragione in questi giorni abbiamo chiesto al Governo italiano di assegnarci un porto di sbarco più vicino rispetto a Bari. Le nostre richieste non sono state accolte.
Abbiamo impiegato 3 giorni di navigazione per raggiungere la Puglia.
3 giorni con tutto questo dolore a bordo. Una scelta che conferma l’orientamento delle politiche italiane ed europee nei confronti di chi cerca una vita migliore.