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IntroduzioneI coronavirus sono virus a RNA (Ribo Nucleic Acid) che, nell'essere umano, causano infezioni respiratorie li...
28/02/2020

Introduzione
I coronavirus sono virus a RNA (Ribo Nucleic Acid) che, nell'essere umano, causano infezioni respiratorie lievi, nella maggior parte dei casi, e gravi, solo raramente.
Coronavirus
Forniti di capsula e di dimensioni comprese tra gli 80 e i 160 nm, i coronavirus rientrano, insieme ai rhinovirus, ai virus influenzali e ai virus parainfluenzali, tra i principali responsabili del raffreddore.
Quando infettano l'essere umano, i coronavirus causano solitamente sintomi quali naso che cola, mal di gola, tosse, cefalea e febbre.
Non esistono terapie specifiche contro i coronavirus, ma solo rimedi sintomatici; attualmente, peraltro, non esiste nemmeno un vaccino. Nell'ultimo ventennio i coronavirus si sono imposti alle attenzioni del mondo per tre motivi: l'epidemia di SARS, tra il 2002 e il 2003, l'epidemia di MERS, tra il 2012 e il 2013, e la recente epidemia di SARS-CoV-2, iniziata a fine dicembre 2019.
Cosa sono i Coronavirus?
I coronavirus sono virus a RNA che, nell'essere umano, causano per lo più infezioni respiratorie lievi e limitate alle vie aeree superiori (tratto naso-faringeo, seni paranasali e gola), e solo in rare circostanze infezioni respiratorie gravi ed estese alle vie aeree inferiori (bronchi e polmoni).
Assieme ai rhinovirus, ai virus influenzali e ai virus parainfluenzali, i coronavirus rientrano tra i principali agenti scatenanti il raffreddore.
Origine dei Coronavirus
I coronavirus sono virus che normalmente circolano tra gli animali. Alcuni di loro, tuttavia, hanno la capacità di infettare anche l'essere umano, il che li rende naturalmente oggetto di studi scientifici.
Le infezioni risultanti da virus capaci di trasmettersi dagli animali all'essere umano sono meglio conosciute come zoonosi.
Perché si chiamano Coronavirus?
I coronavirus devono il loro nome al fatto che, al microscopio elettronico, si presentano come una sorta di bulbo frangiato, che ricorda molto una corona regale o la corona solare.
A costituire la frangia che circonda il bulbo – che è l'elemento virale entro cui risiede il genoma a RNA – sono i peplomeri, strutture proteiche necessarie al tropismo (cioè al movimento) dell'agente infettivo. Il termine "coronavirus" è frutto dell'unione della parola latina "corona" – che in italiano vuol dire "corona" o "alone" – e della parola virus.
Storia dei Coronavirus
La prima descrizione dei coronavirus risale al 1960, dopo che alcuni ricercatori avevano analizzato nei dettagli alcuni casi di raffreddore.
Epidemia di SARS
Nel novembre 2002, i coronavirus si imposero all'attenzione del mondo, in quanto una loro particolare variante diede avvio, in Cina, a un'epidemia di una nuova malattia infettiva delle vie respiratorie molto aggressiva, denominata SARS o Sindrome Acuta Respiratoria Grave.
L'epidemia di SARS si concluse nel 2003 inoltrato e interessò molti altri Stati dell'Asia (es: Hong Kong, Taiwan, Vietnam e Singapore) e non solo; secondo le stime più attendibili, limitatamente alle regioni Asiatiche, la SARS contagiò più di 8.000 persone, fu responsabile di quasi 800 morti e dimostrò di avere un tasso di letalità del 9,6%.
Epidemia di MERS
Curiosamente, 10 anni dopo la comparsa della SARS, in Arabia Saudita, cominciò a diffondersi un'altra infezione respiratoria da coronavirus alquanto aggressiva e virulenta; l'infezione in questione è la MERS o Sindrome Respiratoria Medio-Orientale.
L'epidemia di MERS ebbe un impatto minore, in termini di numerici, rispetto all'epidemia di SARS (circa 840 contagi e 320 decessi); tuttavia, l'infezione si dimostrò, in percentuale, molto più letale: il tasso di letalità assegnato alle MERS fu di poco oltre il 34%.
Epidemia di SARS-CoV-2 (COVID-19)
Il 31 dicembre 2019, l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) riceveva la notizia che, in Cina, nella città di Wuhan, diverse persone si erano ammalate di un'infezione respiratoria grave, della quale non si conosceva l'agente infettivo responsabile, capace di causare anche una forma di polmonite mortale.
Pochi giorni dopo – il 9 gennaio 2020 – le autorità cinesi annunciavano che l'infezione respiratoria suddetta era effettivamente una nuova malattia infettiva e che a causarla era stato un coronavirus con il quale l'essere umano non era mai entrato a contatto prima di allora.
Questa nuova infezione da coronavirus prende il nome di COVID-19 e l'agente che la causa è stato denominato SARS-CoV-2 (o Novel Coronavirus o Coronavirus di Wuhan).
Nel mese di gennaio 2020, COVID-19 si è era diffusa in tutte le principali città della Cina e registrava alcuni casi anche in altri paesi del Mondo (erano per lo più turisti o persone che per lavoro si erano recate in Cina poco prima dello scoppio dell'epidemia).
Al 26 gennaio 2020, i casi confermati di COVID-19 nel Mondo erano poco più di 2.000 (la maggior parte in Cina) e i decessi 56.
A un mese quasi di distanza (febbraio 2020), COVID-19 si è diffusa, al di fuori della Cina, in altri 27 Paesi del Mondo, registrando 77.794 contagi confermati ( 76.392 in Cina e 1.402 nel resto del Mondo )e 2.348 decessi.
Epidemiologia
I coronavirus sono virus alquanto diffusi nella popolazione umana e, salvo casi particolari (come per esempio il coronavirus SARS o il Novel Coronavirus), non destano particolari preoccupazioni.
Secondo un'indagine relativa alle cause virali di raffreddore, i coronavirus sarebbero responsabili di circa il 10-15% dei casi di raffreddore rinvenuti nella popolazione generale.
È altamente probabile che molti di noi, senza saperlo, abbiano contratto, anche più di una volta nella vita, una qualche infezione da coronavirus.
Struttura e Come sono fatti i Coronavirus?
Appartenenti insieme ai torovirus alla famiglia virale dei Coronaviridae, i coronavirus sono virus capsulati (cioè con involucro) a simmetria elicoidale, di dimensioni comprese tra gli 80 e i 160 nm.
Il genoma (o materiale genetico) a RNA dei coronavirus è a singola elica e può avere dimensioni comprese tra le 26 e le 32 kilobasi. Tra i virus a RNA, i coronavirus sono gli agenti virali con il genoma più grande.
Coronavirus più "famosi":
Alfa coronavirus 229E, Alfa coronavirus NL63, Beta coronavirus OC43, Beta coronavirus HKU1 SARS coronavirus (SARS Co-V), MERS coronavirus (MERS Co-V), Novel Coronavirus (SARS Co-V2)
Come si trasmettono i Coronavirus?
La trasmissione dei coronavirus nella popolazione umana (cioè tra persona e persona) avviene principalmente in due modi:
Attraverso l'inalazione delle goccioline volatili emesse dagli individui contagiati dal virus, quando parlano, starnutiscono, tossiscono o respirano. Questa modalità di trasmissione è la più comune e quella che causa il maggior numero di infezioni.
Attraverso il contatto fisico con mani, superfici, cibi od oggetti contaminati. Per esempio, può risultare determinante: toccare pulsanti, telefoni, maniglie o servizi igienici oppure condividere stoviglie, posate ecc.
Ecco perché è importante conoscere le norme di prevenzione dal contagio del coronavirus.
Modalità di trasmissione dei coronavirus:
Dirette:
Goccioline volatili dovute a starnuti, colpi di tosse, respiro ecc.
Indirette:
Contatto con oggetti contaminati (telefoni, tastiere del computer ecc). Contatto con liquidi organici di un paziente (feci).
Periodo di Incubazione dei Coronavirus
Per i coronavirus, il periodo di incubazione – ossia il lasso di tempo che intercorre tra l'esposizione a un agente infettivo e la comparsa dei primi sintomi – può variare da 1 a 14 giorni; mediamente, tuttavia, si attesta sui 5-7 giorni.
Durante il periodo di incubazione, diversi coronavirus, tra cui il coronavirus SARS e il SARS-CoV-2 sono contagiosi; in termini pratici, questo vuol dire che una persona infetta può trasmettere l'infezione ad altri, quando ancora i sintomi di questa non sono comparsi (e l'individuo che la sta incubando è apparentemente sano).
Fattori di rischio
In generale, le infezioni da coronavirus sono più probabili durante la stagione autunnale o in inverno; tuttavia, è bene ricordare che i coronavirus possono infettare l'essere umano tutto il tempo dell'anno.
Un altro fattore di rischio che incide fortemente sulla possibilità di sviluppare un'infezione da coronavirus è la stretta vicinanza con un individuo contaminato.
Sintomi Come si manifestano i Coronavirus?
Nella maggior parte dei casi, le infezioni da coronavirus inducono i sintomi classici osservati in occasione delle più comuni infezioni alle vie respiratorie, ossia:
Naso chiuso e naso che cola, Tosse, Mal di gola, Febbre tra i 38°C e i 39°C, Infiammazione delle mucose nasali, della gola e dei bronchi, Cefalea, Perdita di appetito, Senso di malessere generale.
Complicazioni
In genere, le infezioni da coronavirus riguardano le vie respiratorie superiori (dalla bocca e il naso fino alla trachea esclusa); tuttavia, non è escluso che l'agente infettivo virale possa raggiungere anche le vie respiratorie inferiori (dalla trachea ai polmoni) e causare bronchite o, peggio, una polmonite virale.
Il rischio di polmonite da coronavirus è maggiore nelle persone anziane, nei soggetti malati di cuore e nelle persone con un sistema immunitario debole; tale rischio, inoltre, dipende anche dall'aggressività del coronavirus infettante: per esempio, i coronavirus di MERS, SARS e COVID-19 si sono dimostrati capaci di provocare polmonite anche in persone in buono stato di salute (ed è il motivo per il quale sono temuti).
Il coronavirus della SARS e ancora di più quello della MERS presentavano un tasso di letalità superiore al coronavirus responsabile di COVID-19 (fonte: Ministero della Salute).
Diagnosi
Per conoscere il tipo preciso di coronavirus che ha infettato un individuo, sono necessari alcuni test di laboratorio sul sangue e sui tamponi naso-faringei.
Tuttavia, è bene precisare che la realizzazione di tali test avviene soltanto se sussistono particolari ragioni; normalmente, infatti, i medici si affidano al solo esame obiettivo, seguito dall'anamnesi (o storia clinica).
Terapia e Come si Curano i Coronavirus?
Non esiste alcun trattamento specifico contro i coronavirus e le infezioni che quest'ultimi provocano.
In genere, a un paziente in buona salute, con una comune infezione da coronavirus, i medici raccomandano di:
Stare a completo riposo fino alla scomparsa della sintomatologia.
Bere molti liquidi (reidratazione), per evitare la disidratazione.
Assumere farmaci antinfiammatori e analgesici, contro il mal di gola e la febbre. Tra i farmaci più usati, rientrano l'ibuprofene, il paracetamolo e l'aspirina (N.B: si ricorda che l'aspirina è assolutamente controindicata ai soggetti di età inferiori ai 16 anni, per il pericolo di sindrome di Reye).
Reidratazione: in cosa consiste?
Di solito, la reidratazione di un soggetto con un'infezione da coronavirus consiste nell'assunzione di liquidi a base di acqua, sali minerali e zuccheri.
Prevenzione
Esiste un Vaccino contro i Coronavirus?
Non esiste alcun vaccino contro i coronavirus. Esistono, però, dei comportamenti - consigliati anche dall'OMS e dall'ISS- che riducono, in maniera efficace, il rischio di infezione.
Tra i suddetti comportamenti, rientrano:
Il lavaggio accurato (40-60 secondi) e frequente delle mani con sapone e acqua calda o con soluzioni a base di alcol, studiate appositamente per non irritare la pelle. Lavarsi le mani, infatti, elimina il virus;
Se non si ha la possibilità di lavare le mani, non toccare occhi, naso e bocca;
Evitare il più possibile il contatto con persone con un'infezione da coronavirus o con sintomi sospetti;
In caso di starnuti o colpi di tosse, coprire con la piega interna del gomito o con un fazzoletto di carta, bocca e naso;
Pulire con una certa frequenza le superfici maggiormente a contatto con le mani utilizzando una soluzione a base di cloro o alcol (esistono degli appositi disinfettanti).
Come Evitare di Contagiare le altre persone?
Rimanere a casa fino al termine dell'infezione, evitare il contatto con le altre persone, coprirsi la bocca e il naso con un fazzoletto a ogni starnuto o colpo di tosse (e ovviamente gettare il fazzoletto subito dopo), avere cura di disinfettare gli oggetti e le superfici più toccate e alla portata di tutti sono i principali accorgimenti che una persona con un'infezione da coronavirus deve seguire, per evitare di contaminare qualcun altro.
Hettiarachchige Antonella, Dissanayakage Jesmin, Ann Fernando, Pavani Fernandopulle, Sheshmi Fernando
Sono gli Studenti Oddontotecnico e Socio Sanitari dell’istituto superiore Alfonso Casanova -Napol

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