La lingua ceca all’università “L’Orientale” di Napoli

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La lingua ceca all’università “L’Orientale” di Napoli Questo gruppo è dedicato a tutti gli studenti interessati allo studio della lingua ceca.

Corsi di laurea triennale
- Corsi di laurea magistrale
- Manuale di ceco per studenti italofoni
- Corsi estivi a Praga, Brno, Olomouc e České Budějovice
- Erasmus a Praga, Brno e České Budějovice

Buon anno a tutti! 😊
01/01/2023

Buon anno a tutti! 😊

Buongiorno cari lettori 😍Siamo lieti di invitarvi ad un evento on-line organizzato dal Centro Ceco Milano! Insieme alla ...
12/12/2022

Buongiorno cari lettori 😍
Siamo lieti di invitarvi ad un evento on-line organizzato dal Centro Ceco Milano!
Insieme alla direttrice del Centro Ceco di Milano, Simona Calboli, parleremo della Cecoslovacchia degli anni '70 e delle nostre esperienze traduttive. Quando?
📯 martedì 13 dicembre
⏰ 𝗗𝗶𝗿𝗲𝘁𝘁𝗮 on-line streaming dalla pagina 𝗙𝗮𝗰𝗲𝗯𝗼𝗼𝗸 del Centro Ceco Milano
📌 Ore 18:00 presentazione
🎬 Ore 21:00 proiezione del film "Osmy / Denti del giudizio" di Jiří Strach, 2014
Vi aspettiamo! 🤩

04/10/2022
Buon pomeriggio cari lettori! 🥰Il post di questo venerdì è un po’ più speciale dei precedenti perché è stato curato da t...
24/06/2022

Buon pomeriggio cari lettori! 🥰
Il post di questo venerdì è un po’ più speciale dei precedenti perché è stato curato da tutti gli studenti che negli ultimi mesi hanno preso parte a questa rubrica, portandovi in viaggio per l’intera Repubblica Ceca, sia attraverso la scoperta di posti nuovi che della sua tradizione culinaria. 🇨🇿✈️🍲
Speriamo abbiate gradito i nostri contenuti! 🥹
In vista delle vacanze, dimentichiamoci per un po’ della sessione d’esami in corso e del caldo. Quale modo migliore per augurarvi una buona estate, se non deliziandovi con il dolce più tipico di questo Paese? Il 𝙠𝙤𝙡𝙖́𝙘̌!
Si tratta di una torta, simile ad una crostata, generalmente farcita con frutta fresca o confettura ed è spesso decorata con la 𝘥𝘳𝘰𝘣𝘦𝘯𝘬𝘢, la sbriciolata dolce che aggiunge croccantezza. Gli ingredienti per prepararla sono facili da reperire, quindi, qualora aveste voglia di un’ottima colazione o una merenda dolce, non vi resta che prendere appunti!
Alla base dell’impasto ci sono latte, b***o, zucchero, uova e farina. Dopo averli amalgamati insieme, l’impasto viene steso sulla teglia da forno, così da essere farcito. Per preparare il ripieno, non dovete fare altro che scegliere il tipo di frutta. Di solito, i 𝘬𝘰𝘭𝘢́𝘤̌ più comuni sono 𝘮𝘦𝘳𝘶𝘯̌𝘬𝘰𝘷𝘺́ 𝘬𝘰𝘭𝘢́𝘤̌ (con albicocche) e 𝘣𝘰𝘳𝘶̊𝘷𝘬𝘰𝘷𝘺́ 𝘬𝘰𝘭𝘢́𝘤̌ (con mirtilli). I cechi però non disdegnano altre varianti, come la farcitura al 𝘵𝘷𝘢𝘳𝘰𝘩 (tipico formaggio fresco della Repubblica Ceca) o alla crema, ma la preferita resta quella con la frutta fresca di stagione! In ogni caso, nessuno ne rifiuta una fetta quando la casa viene invasa dal profumo di questo dolce.
Con questa ricetta, ci salutiamo, ma solo per il momento! Vi diamo appuntamento all’inizio del nuovo anno universitario con nuove rubriche sul Paese che portiamo nel cuore! Auguriamo a tutti delle buone vacanze e, agli studenti come noi, facciamo un enorme in bocca al lupo per gli esami!
Buona estate!
𝑴𝒆̌𝒋𝒕𝒆 𝒔𝒆 𝒉𝒆𝒛𝒌𝒚! ⛱

È venerdì cari lettori! 😍E, in vista delle meritate vacanze estive, lo studente Giovanni Polizzi ha pensato di suggerirv...
17/06/2022

È venerdì cari lettori! 😍
E, in vista delle meritate vacanze estive, lo studente Giovanni Polizzi ha pensato di suggerirvi una meta non ancora affollata dal turismo di massa!😌
Siamo sicuri che la apprezzerete! 😉
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Situata al confine settentrionale della Repubblica Ceca, vicina sia alla Polonia che alla Germania, la città di Liberec è fuori dalle rotte turistiche più popolari del paese, nonostante abbia molto da offrire.
Il cuore della città si trova nella piazza Edvard Beneš, dove è ubicato il municipio di Liberec in stile neorinascimentale con una facciata riccamente decorata, che ricorda molto il municipio di Vienna. La piazza è intitolata al secondo presidente della Cecoslovacchia, successore di T.G.Masaryk, che vide, durante il suo mandato, la città di Liberec entrare a far parte del territorio dei Sudeti del terzo Reich a seguito dei tristemente noti accordi del Patto di Monaco. Dimessosi dall’incarico di presidente in segno di protesta, organizzò un governo in esilio in Inghilterra e divenne una figura di riferimento per la resistenza cecoslovacca fino al 1945, quando assisté alla rifondazione della Cecoslovacchia indipendente. Il centro storico della città è molto concentrato, ma offre bellissimi scorci, grazie soprattutto alla presenza delle casette di Wallenstein, graziose costruzioni a graticcio del XVII secolo. La città di Liberec, che fino all'Ottocento era famosa soprattutto come grande città manifatturiera della Boemia settentrionale, adesso è anche un luogo di cultura e divertimento. Nel centro città si trovano, ad esempio, il giardino botanico più vecchio della Repubblica Ceca, lo zoo più antico della regione e anche uno dei più grandi centri benessere della nazione.
Liberec gode di una posizione invidiabile, a due passi dai Monti Iser (in ceco Jizerské hory) e ai piedi del monte Ještěd. La città è infatti nota come punto di partenza per le gite alla scoperta delle bellezze naturalistiche che la circondano, dove è possibile fare sport, soprattutto in inverno, quando le piste da sci si riempiono di turisti appassionati sia di sci di fondo che di discesa libera. La torre situata sul monte Ještěd (nella foto) è probabilmente il monumento più riconoscibile della regione di Liberec. Si trova a ovest della città e ospita al suo interno un hotel moderno, un ristorante, una caffetteria e un terrazzo con una vista mozzafiato. Proprio grazie al progetto della Torre Ještěd (in ceco rozhledna Ještěd), l’architetto cecoslovacco Karel Hubáček è stato insignito nel 1969 del prestigioso Premio Perret per l'architettura.
Nonostante non sia grande come Praga, Liberec è una città tutta da scoprire, come tante ce ne sono in Repubblica Ceca, con una storia lunga e gloriosa, circondata da una natura bellissima e, fortunatamente, non ancora intaccata dal turismo di massa.
Adesso che sapete dove passare le prossime vacanze invernali aspettiamo con trepidazione le vostre foto sotto la Torre Ještěd!

Questo venerdì ci siamo messi d'impegno, cari lettori! 😎La studentessa Concetta Di Martino ha preparato per voi due rice...
10/06/2022

Questo venerdì ci siamo messi d'impegno, cari lettori! 😎
La studentessa Concetta Di Martino ha preparato per voi due ricette della tradizione culinaria ceca che potreste preparare anche in casa!
Sì, lo confessiamo, volevamo farvi ve**re fame e correre subito ad impastare qualcosina... e chissà se ci riusciremo! 😉
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La cucina ceca riesce a soddisfare proprio ogni palato e chi preferisce il dolce al salato, con le due ricette di oggi non resterà deluso! Quelli che vi presentiamo questo venerdì sono due dolci lievitati che potrebbero avere un’aria familiare per voi, ma rimarrete stupiti dal conoscerne le vere origini.
Iniziamo dalle 𝘤̌𝘦𝘴𝘬𝘦́ 𝘣𝘶𝘤𝘩𝘵𝘺, brioche ceche, nel cui impasto ci sono ingredienti facili da trovare in ogni casa: latte, zucchero, lievito, farina e b***o. Dopo aver lasciato riposare il composto finché non duplica di volume, lo si lavora nuovamente e poi lo si divide in parti uguali. In ciascuna si fa un incavo nel quale va il ripieno. O meglio, i ripieni, perché le české buchty classiche possono avere tre farciture differenti. Se fate un salto in Repubblica Ceca, potrete assaggiare le 𝘵𝘷𝘢𝘳𝘰𝘩𝘰𝘷𝘦́ 𝘣𝘶𝘤𝘩𝘵𝘺, le 𝘮𝘢𝘬𝘰𝘷𝘦́ 𝘣𝘶𝘤𝘩𝘵𝘺 oppure le 𝘱𝘰𝘷𝘪𝘥𝘭𝘰𝘷𝘦́ 𝘣𝘶𝘤𝘩𝘵𝘺. Le prime sono farcite con il tvaroh, una sorta di formaggio morbido ceco che un potreste accostare più o meno alla nostra ricotta, nelle seconde trovate i semi di papavero, mentre le terze sono ripieni di marmellata di prugne molto densa.
Qualsiasi ripieno scegliate, dopo averle farcite vanno messe in una teglia ben imburrata e poi in forno, finché non risultano dorate. Al termine della cottura e quando la teglia si è un po’ raffreddata, le buchty vengono separate e servite con una spolverata di zucchero a velo.
Ora scommettiamo che il secondo dolce avrà una forma conosciuta e forse vi ricorderà le donut americane? I 𝘬𝘰𝘣𝘭𝘪𝘩𝘺 (o 𝘬𝘰𝘣𝘭í𝘻̌𝘬𝘺), che qui in Italia verrebbero accostati più ai bomboloni. Le loro origini si perdono un po’ nel mistero: secondo gli austriaci, la ricetta è stata inventata nel 1690 nel loro Paese dalla cuoca di corte Cäcilie Krapfen (questo spiegherebbe anche il nome tedesco “krapfen” dei bomboloni), ma in Repubblica Ceca e in Polonia si friggevano koblihy già a partire dal 13° secolo. Nel “𝘵𝘶𝘤̌𝘯𝘺́ 𝘤̌𝘵𝘷𝘳𝘵𝘦𝘬” (giovedì grasso) venivano regalati a chi si spostava da un villaggio all’altro, mascherato o meno, cantando le canzoni del carnevale. Le koblihy sono un dolce così tipico da essere addirittura l’irrequieto protagonista di una favola per bambini!
Nella ricetta tradizionale, ci sono b***o, zucchero, latte, lievito, farina e uova. L’impasto viene lasciato lievitare e poi diviso in piccole pagnotte che vengono fritte da ambo i lati fino a diventare dorate. Infine, i koblihy più tradizionali, che potete comprare sia in panetteria che nei supermercati, vengono farcite con marmellata di fragole o di albicocche. Sul web però potete trovare altre varianti, ma sicuramente uno dei ripieni più gettonati resta quello alla marmellata, anche se molti preferiscono quello alla crema alla vaniglia.
Qualunque sia il ripieno che preferite, vi assicuriamo che assaggiati una volta, cercherete sempre il pretesto per mangiarne uno o due!

Buon pomeriggio cari lettori! 😍Sarà il fine settimana alle porte o l'estate ormai palesemente arrivata, ma oggi abbiamo ...
03/06/2022

Buon pomeriggio cari lettori! 😍
Sarà il fine settimana alle porte o l'estate ormai palesemente arrivata, ma oggi abbiamo proprio voglia di relax. E voi? 😪
Vorremmo farvi una proposta: partire per un'esperienza di benessere tipicamente ceca 😎 le terme! 💆‍♀️💆
La studentessa Concetta Di Martino è pronta a suggerirvi due mete che ricaricheranno le vostre batterie 🔋garantito! 😉
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Nel piccolo ufficio turistico in 𝘑𝘪𝘳̌í𝘩𝘰 𝘯𝘢́𝘮𝘦̌𝘴𝘵í, ogni souvenir riporta la medesima scritta: 𝘗𝘰𝘥𝘦̌𝘣𝘳𝘢𝘥𝘺 𝘭𝘦́𝘤̌í 𝘴𝘳𝘥𝘤𝘦, Poděbrady cura il cuore. Chi arriva in questa cittadina della Boemia centrale per trascorrere del tempo nelle sue terme, sa bene che la frase poco ha a che fare con qualcosa di romantico.
Nel cortile del castello che tra Trecento e Quattrocento aveva ospitato i re Giovanni di Lussemburgo e Giorgio di Boemia, nel 1905 con l’aiuto del barone tedesco Karel Bülow, da uno scavo di 96,7 metri sgorga per la prima volta un tipo di acqua ferrosa minerale gassata, conosciuta ora come “𝘗𝘰𝘥𝘦̌𝘣𝘳𝘢𝘥𝘬𝘢”. La sorgente di Bülow sarà soltanto la prima delle dodici fonti che consacreranno il posto a stazione termale, resa poi famosa dalla presenza del cardiologo Václav Libenský e anche da pazienti illustri, come il primo presidente della Cecoslovacchia Tomáš Garrigue Masaryk.
Hotel termali, fontane pubbliche di acqua curativa e il parco attraversato dalla 𝘓𝘢́𝘻𝘦𝘯̌𝘴𝘬𝘢́ 𝘱𝘳𝘰𝘮𝘦𝘯𝘢́𝘥𝘢 (la passeggiata delle terme), la strada principale sulla quale si affacciano ristoranti e caffetterie eleganti, fanno di Poděbrady il posto perfetto per chiunque abbia bisogno di curare problemi cardiovascolari.
Durante l’estate, le villette in stile liberty ai margini del centro storico della città vengono occupate anche da turisti, più attratti dalle mete storiche del posto che dalle sue terme. Il castello con gli arredi barocchi, la cui costruzione risale tra il XII e il XIII, la pittoresca Chiesa dell’Esaltazione della Santa Croce del XIV secolo, la centrale idroelettrica progettata dal famoso architetto Antonín Engel e la stazione ferroviaria in stile funzionalista sono luoghi imprescindibili per chi vuole ripercorrere la Storia della odierna Repubblica Ceca dal Trecento al Novecento.
E se invece, per esempio attratti dal buon vino, siete arrivati fino in Moravia e volete aggiungere al viaggio un’esperienza termale? Buone notizie! Per un po’ di meritato relax, condito da gustose specialità del posto, vi consigliamo di fermarvi allo stabilimento termale di Luhačovice, nel distretto di Zlín!
L’acqua che sgorga dalle sorgenti del luogo ha un alto contenuto salino ed è ricca di minerali, utile per curare i disturbi dell’apparato respiratorio. La sorgente più famosa, la 𝘝𝘪𝘯𝘤𝘦𝘯𝘵𝘬𝘢, il cui ritrovamento risale alla fine del XVII secolo, viene addirittura imbottigliata ed è possibile comprarla in tutta la Repubblica Ceca.
Ora potreste pensare che l’aria del posto odori di salsedine, ma in realtà il parco termale di Luhačovice ha un profumo ben più dolce! Il parco è disseminato di chioschetti nei quali si possono gustare le 𝘓𝘢́𝘻𝘦𝘯̌𝘴𝘬𝘦́ 𝘰𝘱𝘭𝘢𝘵𝘬𝘺, sottilissime cialde di wafer tipiche delle terme ceche perché prodotte appunto con l’acqua delle fonti. Un’ottima alternativa da portare a casa come souvenir, invece della classica magnetina da attaccare al frigo!

Buon venerdì cari lettori! 😍Speriamo che abbiate già mangiato perché il post di oggi, scritto dallo studente Giovanni Po...
27/05/2022

Buon venerdì cari lettori! 😍
Speriamo che abbiate già mangiato perché il post di oggi, scritto dallo studente Giovanni Polizzi, potrebbe causare un enorme attacco di fame improvviso! 😋
Potreste però cogliere l'occasione per prendere appunti e preparare, per questo pomeriggio, lo spinto ceco per eccellenza! 😋
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In Repubblica Ceca l'amore per i 𝘤𝘩𝘭𝘦𝘣í𝘤̌𝘬𝘺 è forte quasi quanto la voglia di festeggiare qualsiasi occasione. Spesso queste due passioni vanno di pari passo, dato che i cechi trovano sempre un motivo di festeggiare e se non si beve in osteria ma a casa con amici o parenti, questa bevuta è accompagnata da dei chlebíčky. In italiano tradurremmo il termine chlebíček con la parola “tartina”, ma questo significato non gli rende del tutto giustizia, perché le tartine ceche hanno davvero una marcia in più. Sulle fette di pane viene spalmata una 𝘱𝘰𝘮𝘢𝘻𝘢́𝘯𝘬𝘢 (crema spalmabile) che può avere migliaia di gusti onde evitare che la tartina risulti asciutta. Il pane si può farcire a piacere con vari ingredienti, ad esempio un salume, del formaggio, uovo s**o, cetriolo, paprika dolce e così via. L'importante è non lasciare nemmeno un minimo di spazio libero. Ne verrà fuori uno spuntino molto invitante e colorato (anche se può essere un po’grasso!). Come accennato prima, i chlebíčky sono ottimi compagni di una buona bevuta, per questo si preparano per le feste in famiglia, quando si hanno ospiti a casa e soprattutto non possono mancare per celebrare nel migliore dei modi il Capodanno.
La sera di Capodanno si preparano anche gli 𝘫𝘦𝘥𝘯𝘰𝘩𝘶𝘣𝘬𝘺, degli stuzzichini molto più piccoli, da mangiare in un sol boccone (la parola jednohubka è infatti composta da due sostantivi, 𝘫𝘦𝘥𝘦𝘯 = uno e 𝘩𝘶𝘣𝘬𝘢 = piccola bocca). Sulla fettina di pane rotondeggiante, di norma tagliata da una baguette sottile, viene spalmata una crema o un formaggio cremoso e vengono aggiunti gli ingredienti più disparati, ad esempio del prosciutto, formaggio, olive, sottaceti, pomodoro, peperoni, salmone e altro ancora.
Se le mia descrizione non vi ha ancora convinto a provare i chlebíčky e gli jednohubky, vi invito a guardare le foto qui sopra, valgono più di mille parole…

È finalmente venerdì cari lettori! 😍E oggi, la studentessa Roberta Giaccio Osaki ci porta nella Moravia di  Tomáš Baťa.....
20/05/2022

È finalmente venerdì cari lettori! 😍
E oggi, la studentessa Roberta Giaccio Osaki ci porta nella Moravia di Tomáš Baťa... questo nome non vi dice nulla? 🤔
Scommettiamo però che i negozi di scarpe Bata, con le loro insegne rosse, vi sono più familiari, vero? 😎
Sì, si tratta proprio di un marchio ceco! 😍
Ma per conoscere la città che ha dato i natali a questo famosissimo calzaturificio, vi toccherà continuare a leggere!
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𝙕𝙡í𝙣 si trova in Moravia orientale, una regione storica piuttosto variopinta, dove ci si perde tra le bellezze culturali delle città e anche tra i paesaggi naturali. Zlín è una città molto particolare, dallo stile architettonico funzionalista e unica nel suo genere; nonostante lo stile urbanistico e moderno, la città conserva le sue tradizioni millenarie, le persone del luogo sono molto simpatiche e accoglienti!
Numerose industrie hanno favorito lo sviluppo della città dopo la seconda metà dell’800, tra queste non si può non citare la famosissima azienda di calzature 𝘉𝘢ť𝘢, una marca che conosciamo tutti anche in Italia con il nome “𝘽𝙖𝙩𝙖” e il suo logo rosso.
Proprio a Zlín l’imprenditore Tomáš Baťa fondò la sua prima fabbrica nel 1894, il suo successo contribuì alla crescita economica del luogo, creando molti posti di lavoro e quindi anche un aumento della popolazione. Inoltre, l’azienda fece costruire numerose abitazioni per i suoi dipendenti, oltre che diversi palazzi moderni. Tutto il complesso di edifici ed ex fabbriche sono numerate, il palazzo numero 21 (jednadvacítka) è uno dei più conosciuti, poiché è il più alto ed è proprio quello in cui c’era l’ufficio di Baťa ; infatti viene scherzosamente definito come grattacielo. Queste costruzioni hanno portato alla città il suo tipico stile urbanistico, ed infatti anche i cechi lo riconoscono proprio per questa sua particolarità.
All’edificio numero 14 nel 2013 è stata inaugurata una mostra dedicata alla storia della scarpa, si chiama "𝘗𝘳𝘪𝘯𝘤𝘪𝘱 𝘉𝘢ť𝘢" (“𝘐𝘭 𝘱𝘳𝘪𝘯𝘤𝘪𝘱𝘪𝘰 𝘥𝘪 𝘉𝘢ť𝘢”) ed è ancora aperta tutt’oggi. In esposizione ci sono anche le prime calzature del marchio ed i modelli più iconici, ma non solo! Lì ci raccontano la storia di ogni scarpa esposta, ci sono anche alcune esotiche e storiche; pensate che la scarpa più antica che c’è risale al 1558!
Quindi, anche se le calzature non si producono più qui, l’impronta di Baťa è rimasta per via delle sue costruzioni e anche per i saloni d’arte ed atelier acquistati dall’azienda, i quali sono un’attrazione imperdibile per molti turisti e appassionati di arte e moda.
Tuttavia, Zlín non è solo Baťa. Ci basterà spostarci di soli pochi chilometri dal centro per visitare un altro pezzo di storia del posto: si tratta del castello di Lešná. La struttura che vediamo oggi è stata edificata alla fine del XIX secolo, dove sorgeva un altro stabile che andò in rovina e venne demolito per far spazio ad una costruzione dallo stile puramente storicista. Essendo stato realizzato in era moderna, il castello è fornito di tutti i comfort possibili dell’epoca: elettricità, condotte dell’acqua calda e fredda, riscaldamento, c’era perfino il telefono. Tutt’oggi vi sono ancora gli allestimenti originali: possiamo vedere la mobilia con le porcellane, l’argenteria e le opere d’arte.
Dopo la visita al castello si può anche fare una passeggiata nel parco oppure visitare lo zoo; questa è sicuramente la zona preferita dai bambini ma anche dagli amanti degli animali esotici!
Vi abbiamo parlato dei luoghi più conosciuti, ma solo andando lì potete respirare l’atmosfera accogliente e la bellezza della città. Non vi resta che pianificare la vostra gita a Zlín!

Buon venerdì! 😍Siamo giunti quasi alla fine del nostro viaggio nella cultura culinaria della Repubblica Ceca, ma come og...
13/05/2022

Buon venerdì! 😍
Siamo giunti quasi alla fine del nostro viaggio nella cultura culinaria della Repubblica Ceca, ma come ogni pranzo che si rispetti, non esiste finale migliore di quello dolce, giusto lettori? 😉
Non potevamo certo lasciare fuori dalla nostra esplorazione i dolci tradizionali di questo Paese, ma prima di proseguire abbiamo una domanda da parte di Concetta Di Martino, la studentessa che ha curato il contenuto di oggi. 🧐
Conoscete il 𝘵𝘳𝘥𝘦𝘭𝘯í𝘬?🧐
Probabilmente se almeno una volta siete stati a Praga, vi sarà capitato di passare davanti ad un chioschetto di questi dolci dalla forma cilindrica e profumati alla cannella, vero? E magari li avrete subito classificati come “il dolce tradizionale ceco”… allora dobbiamo darvi una cattiva notizia: non si tratta di un dolce proprio tipico della Repubblica Ceca, benché ormai venga preparato nelle piazze più turistiche da una ventina di anni! 🙄
Qual è allora il dolce la cui ricetta si tramanda in ogni famiglia ceca? 😋
La 𝙗𝙖́𝙗𝙤𝙫𝙠𝙖! Una torta dalla tipica forma a ciambella, tanto famosa in Repubblica Ceca quanto non molto impegnativa da preparare. I suoi ingredienti principali sono latte, b***o, zucchero, uova, farina e lievito, comuni e facilmente reperibili quindi, vi basterà fare una breve ricerca on-line per capire in quanti modi questa ricetta viene declinata! Una delle versioni più gettonate è, ad esempio, la 𝘮𝘳𝘢𝘮𝘰𝘳𝘰𝘷𝘢́ 𝘣𝘢́𝘣𝘰𝘷𝘬𝘢 nel cui impasto è presente anche il cacao che dà alla ciambella un effetto marmorizzato.
Vi abbiamo fatto venir fame? Beh non è finita qui! Sì perché se il ciambellone è il dolce per eccellenza, preparato per la domenica o anche solo per la colazione, un altro dolce tradizionale arriva invece quando si parla di tavole imbandite a festa: il 𝙠𝙤𝙡𝙖́𝙘̌𝙚𝙠!
La sua forma è rotonda, gli ingredienti alla base sono farina, zucchero, latte, uova e lievito, ma la parte migliore è il suo ripieno, o meglio, i suoi ripieni. I 𝘬𝘰𝘭𝘢́𝘤̌𝘬𝘺 possono essere riempiti in tre modi: con marmellata di prugne, la cui consistenza è molto densa, con la crema di 𝘵𝘷𝘢𝘳𝘰𝘩, preparata amalgamando questo formaggio morbido ad un tuorlo, zucchero vanigliato o con un composto di semi di papavero macinati, latte e zucchero. In ogni caso, qualsiasi sia la versione, su ogni 𝘬𝘰𝘭𝘢́𝘤̌𝘦𝘬 spesso si aggiunge una spolverata di 𝘥𝘳𝘰𝘣𝘦𝘯𝘬𝘢, fatta con b***o, zucchero e farina mescolati insieme e poi sbriciolati in padella, per dare la giusta croccantezza ad un dolce dalla consistenza molto morbida.
Scommettiamo che ora vi è davvero venuta voglia di un buon dolce! 😉

Buon venerdì cari lettori! 💓Sulla meta di oggi siamo indecisi. 🤔Sarà l’atmosfera medievale, una discesa nelle vecchie mi...
06/05/2022

Buon venerdì cari lettori! 💓
Sulla meta di oggi siamo indecisi. 🤔
Sarà l’atmosfera medievale, una discesa nelle vecchie miniere d’argento o un buon calice di vino all’ombra della chiesa gotica di Santa Barbara a conquistarvi? 😍
Ad ogni modo, siamo sicuri che una giornata trascorsa nel piccolo centro storico di questa cittadina patrimonio dell’UNESCO dal 1995, riuscirebbe a trasformarsi senza fatica in un ennesimo piacevole ricordo della Repubblica Ceca. Il motivo è semplice, o meglio, i motivi e a spiegarveli sarà la studentessa Concetta Di Martino.
Buona lettura!
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𝗞𝘂𝘁𝗻𝗮́ 𝗛𝗼𝗿𝗮, cittadina della Boemia centrale le cui radici affondano nel X secolo, è luogo di numerosi punti di interesse sia storico che religioso e, forse ora ne resterete sorpresi, legata sin dal Medio Evo all’Italia!
Intorno al 1300 Venceslao II invita a Kutná Hora gli avvocati e i banchieri fiorentini artefici della riforma monetaria della riforma monetari che stravolse l'Europa del periodo. Lo avrebbero aiutato nella creazione di una moneta la cui valuta verrà poi utilizzata ampiamente nell’Europa centrale: il 𝘱𝘳𝘢𝘻̌𝘴𝘬𝘺́ 𝘨𝘳𝘰𝘴̌ (grossus Pragensis). La scelta del luogo però non è casuale, sotto la cittadina vi sono enormi giacimenti minerario d'argento. La massiccia produzione del nuovo conio spinge il re a stabilire proprio a Kutná Hora la prima sede della zecca. La piccola corte, il cui palazzo sembra quasi fare da ingresso alla città alta, si riempie in poco tempo di mercanti e maestranze italiane, prendendo così il nome di 𝘝𝘭𝘢𝘴̌𝘴𝘬𝘺́ 𝘥𝘷𝘶̊𝘳, Corte italiana, diventato oggi un museo.
Questo palazzo però è soltanto la prima delle mete a cui fare visita. Seguendo l’acciottolato medievale della via Barborská si arriva al Museo ceco dell’argento e alla miniera d’argento. Qui è possibile sperimentare per un paio d’ore la vita di un minatore medievale, scendendo negli antichi cunicoli un tempo ricchi di argento.
Attraverso le stradine del suggestivo centro storico si ci inerpica poi fino a ciò che l’occhio riconoscerà come un ponte, simile al famoso Ponte Carlo di Praga per la disposizione delle statue, ma che nella realtà è una lunga strada che fa da parapetto al settecentesco ex collegio dei gesuiti. E proprio alla fine di questa, sorge l’imponente chiesa di stile tardogotico che, a partire dal 1380, le famiglie più importanti del posto commissionarono per devozione a Santa Barbara, protettrice dei minatori.
Grazie al suo lungo processo di costruzione, durato all’incirca 500 anni, la 𝘤𝘩𝘳𝘢́𝘮 𝘴𝘷. 𝘉𝘢𝘳𝘣𝘰𝘳𝘺 (Chiesa di Santa Barbara) è ricca di particolari che riescono a raccontare la storia di Kutná Hora. Le sue vetrate raffigurano minatori e artigiani al lavoro con l’argento, mentre il suo stile e la sua grandezza, in aperto concorso con la cattedrale di San Vito a Praga, sono in grado di rendere architettonicamente la disputa di queste due città durante il Medio Evo. La facciata est spicca invece per il suo essere priva di rifiniture. Si tratta del lato “più giovane” e risale agli inizi del 1900 quando ormai le miniere sotto Kutná Hora erano state del tutte svuotate. La mancanza di argento aveva fatto sì che le famiglie più influenti andassero via dalla cittadina, smettendo di finanziare la costruzione della chiesa che, purtroppo, venne finita senza poter mantenere l'opulenza architettonica del resto della costruzione.
Dopo un tour all’intero della chiesa, cercando ristoro nei giardini sul retro, potrete ammirare l’intero panorama che dai vigneti scende fino alla città bassa, sul fiume 𝘝𝘳𝘤𝘩𝘭𝘪𝘤𝘦. Questa vista sarà in grado di imprimere nella vostra mente il fascino storico di Kutná Hora!

Buon venerdì! 😍Oggi continuiamo a viaggiare tra i sapori dei piatti cechi tipici insieme alla studentessa Roberta Giacci...
29/04/2022

Buon venerdì! 😍
Oggi continuiamo a viaggiare tra i sapori dei piatti cechi tipici insieme alla studentessa Roberta Giaccio Osaki!
Buona lettura! 😋
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Questo post è dedicato in particolare agli amanti dei formaggi e a chi vuole assaggiare prelibatezze uniche.
Vi abbiamo già parlato di
𝘩𝘦𝘳𝘮𝘦𝘭í𝘯, il formaggio ceco molto conosciuto, è morbido e stagionato con una muffa bianca all’esterno. Vi consigliamo una sua variante molto gustosa, ovvero 𝘩𝘦𝘳𝘮𝘦𝘭í𝘯 sott’olio (in ceco 𝘯𝘢𝘬𝘭𝘢́𝘥𝘢𝘯𝘺́ 𝘩𝘦𝘳𝘮𝘦𝘭í𝘯). Questo formaggio viene condito con le spezie che conferiscono un sapore leggermente piccante. Non possono mancare l’aglio, la cipolla, alloro, pepe giamaicano e peperoncino, molte volte viene aggiunta anche la paprika dolce. Hermelín sott’olio è buonissimo come antipasto con il pane ma anche per accompagnare una buona birra fresca.
Un altro formaggio ceco piuttosto conosciuto si chiama 𝘖𝘭𝘰𝘮𝘰𝘶𝘤𝘬𝘦́ 𝘵𝘷𝘢𝘳𝘶̊𝘻̌𝘬𝘺. La tradizione associa la sua origine a Loštice, un villaggio nella regione di Olomouc, dove ancora oggi si trova lo stabilimento principale nel quale esso viene prodotto attraverso il processo che lo rende così unico e saporito: è fatto con latte scremato e poi stagionato. Il risultato finale è un formaggio di forma circolare dall’odore forte e dalla consistenza morbida; è perfetto da mangiare con il pane. Ci sono alcuni ristoranti che friggono questo formaggio in una croccante panatura, spesso con l’aggiunta di prosciutto all’interno.
Quale vi consigliamo di provare tra i due? Ovviamente entrambi!

Indirizzo

Dipartimento Di Studi Letterari, Linguistici E Comparati, Via Duomo, 219
Naples
80138

Sito Web

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