15/10/2026
LA MORTE IN DIRETTA. L'AMERICA CI RIPENSA
Il 3 dicembre, in Texas, un uomo condannato a morte dovrebbe essere fucilato davanti a un plotone militare. Per alcuni giorni si è pensato di trasmettere l'esecuzione in diretta streaming, consentendo a chiunque di assistere alla sua morte attraverso uno schermo. Nidal Malik Hasan, ex psichiatra dell'esercito americano, è stato condannato nel 2013 per la strage di Fort Hood, dove nel 2009 uccise tredici persone e ne ferì altre trentadue. Una vicenda terribile, con vittime e familiari ai quali la giustizia deve una risposta.
Il Pentagono aveva annunciato la trasmissione pubblica dell'esecuzione, sostenendo anche il possibile valore deterrente di una punizione mostrata a tutti. Oggi Donald Trump ha revocato quella decisione. La fucilazione resta programmata, salvo sviluppi giudiziari, ma le telecamere non la trasmetteranno.
Per secoli le esecuzioni capitali sono state spettacoli pubblici. Le persone si radunavano nelle piazze per assistere alle impiccagioni, convinte, o forse semplicemente abituate, a vedere nella sofferenza del condannato una manifestazione dell'autorità.
Michel Foucault ha studiato questa dimensione del supplizio: il potere che si rende visibile attraverso il corpo di chi viene punito.
La proposta americana sembrava riportare quella logica nel presente, con una differenza considerevole. Non sarebbe stato necessario raggiungere una piazza. Sarebbe bastato un telefono o un pc connesso.
Da avvocato, penso che la gravità di un delitto non possa cancellare ogni limite al modo in cui lo Stato esercita il proprio potere punitivo. Si può discutere della pena capitale, della sua legittimità e della sua efficacia. Ma trasformare l'ultimo istante di vita di un condannato in un contenuto destinato alla circolazione digitale solleva un problema ulteriore.
Una pena trasmessa in diretta ci riporta agli spettacoli truculenti del Colosseo o delle piazze coi boia. Catapultare gli spettatori nel grande fratello di un'esecuzione non solo è disumano e inutile, ma non aggiunge nulla alla tutela delle vittime o alla certezza della giustizia.
Restiamo lucidi!