Maria Fabiani

Maria Fabiani Sono ciò che amo e non ciò che ama me. https://mariafabiani.eu/it/chi-sono/ Attivista della conoscenza e coachsultant. Pracademica e ricercatrice.

Istruttrice di mindfulness, mindful yoga ed educazione somatica

Sawubona.Ti vedo. Sei importante per me e ti apprezzo.Il riconoscimento non è una questione di applausi, ma di essere vi...
18/10/2025

Sawubona.
Ti vedo. Sei importante per me e ti apprezzo.

Il riconoscimento non è una questione di applausi, ma di essere visti, ascoltati e accolti come parte di un mondo condiviso.
Nella pedagogia sociale danese lo chiamano anerkendende pædagogik, la pedagogia del riconoscimento.

Oggi, mentre ricevo il riconoscimento come Ambasciatrice della Bellezza nella Didattica, non celebro me stessa: ringrazio chi mi ha vista.
Chi ha reso visibile il mio lavoro e continua, insieme a me, a rendere visibile la bellezza nell’apprendimento.

Grazie a Eleonora Perrotti, e per la menzione e per il grande lavoro che fate.
E grazie a colleghi, coautori, revisori, studenti e amici che ogni giorno mi spingono ai limiti del pensiero e delle capacità.

Shiboka.
Io esisto perché tu mi vedi.

Pepe Mujica, pagina 207Il valore della vita non sta nel trionfare: non c’è nessun trionfo, perché alla fine la morte ci ...
19/01/2025

Pepe Mujica, pagina 207
Il valore della vita non sta nel trionfare: non c’è nessun trionfo, perché alla fine la morte ci aspetta sempre. Il vero trionfo è rialzarsi ogni volta che si cade e ricominciare daccapo, in tutti i modi che si possono immaginare. Ricominciare è innamorarsi di nuovo quando (…) una storia è andata male, è riprendersi da una malattia e rimettersi in moto, è perdere un lavoro e trovarne un altro, è che un amico ti tradisce e tu continui a farti degli amici, è saper sconfiggere la disperazione e non che la disperazione sconfigga te. Hasta siempre.

La Someday Syndrome”: il rischio di rimandare la vitaQuante volte ci siamo detti: “Lo farò un giorno”? La Someday Syndro...
13/01/2025

La Someday Syndrome”: il rischio di rimandare la vita
Quante volte ci siamo detti: “Lo farò un giorno”? La Someday Syndrome descrive quella tendenza psicologica che spinge a rimandare cambiamenti importanti convinti che in futuro arriverà il momento perfetto per agire.

Ci illudiamo che avremo più tempo, risorse o motivazione, ma spesso quel “momento ideale” non si concretizza mai. E così, continuare a posticipare decisioni e azioni può trasformarsi in una trappola, lasciandoci bloccati in una sorta di comfort illusorio.

In passato mi sorprendeva come alcune persone sembrassero accettare questa condizione con leggerezza, quasi rinchiudendosi volontariamente in un’attesa che dura mesi o persino anni. Ho compreso, però, che questo atteggiamento è spesso il sintomo di qualcosa di più profondo: la paura di affrontare il cambiamento o l’incertezza del futuro.

Aspettare il momento perfetto può privarci delle opportunità più preziose.
Come ricorda Deborah Brown:
“Un giorno ti chiederai cosa c’era di così importante da rimandare le cose più preziose. ‘Un giorno’ può essere il ladro nella notte”.

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09/01/2025

🎯 Allenati con me: Gli Studi Sperimentali
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"I dwell in possibility." – Emily DickinsonPossibility thinking is the spark that ignites creativity, discovery, and gro...
05/01/2025

"I dwell in possibility." – Emily Dickinson

Possibility thinking is the spark that ignites creativity, discovery, and growth. As the late Anna Craft so beautifully framed it, possibility thinking shifts our focus from asking what something is to exploring what it might be, might do, or might become. It starts with the simple but transformative question: What if...?

It opens doors to alternative perspectives and new solutions to complex problems, making the process not only valuable but enjoyable.

And it allows us to reframe challenges as opportunities.

But possibility thinking isn’t just about generating ideas. It’s also about reflexivity—asking What if to challenge our assumptions, pause for deeper thought, and explore paths we might have otherwise overlooked.
So today, let’s embrace possibility thinking. Let’s ask the What if questions that inspire change and pave the way for something new, something transformative, something that hasn't been there before.

What if…?

Napoli mi sorprende sempre. Ogni angolo svela qualcosa di inaspettato e, l’ultima volta, è stata la metropolitana, una p...
15/12/2024

Napoli mi sorprende sempre. Ogni angolo svela qualcosa di inaspettato e, l’ultima volta, è stata la metropolitana, una passeggiata d’arte che trasforma il quotidiano in un’esperienza straordinaria. In quei tunnel, sospesi tra il reale e l’immaginario, ho pensato al vuoto, al silenzio che spesso evitiamo.

Forse il vuoto non è da temere, né da riempire, ma da ascoltare.

È uno spazio in cui il tempo sembra rallentare permettendoci di riscoprire parti di noi che la fretta quotidiana soffoca.

È una pausa, non una mancanza. Un’opportunità per creare, riflettere, diventare.

E così, a Napoli, perfino il silenzio di una stazione può aiutarci a sentire più vicini a chi siamo.

C’è una perfezione che risiede nel non finito. Non è il segno di un’incapacità, ma l’essenza della conoscenza umana: cer...
29/11/2024

C’è una perfezione che risiede nel non finito.

Non è il segno di un’incapacità, ma l’essenza della conoscenza umana: cercare l’infinito fuori di sé e scoprirlo dentro di sé, nell’immaginazione e nel pensiero. Leonardo lo aveva intuito: la verità non si ferma all’esattezza, ma si intreccia con la fantasia. Duchamp lo ribadisce: il “definitively unfinished” è una negazione che apre mondi.

In arte il non finito sposta lo sguardo dall’esecuzione all’elaborazione. Michelangelo ne scolpisce il passaggio tra materia e forma; Leonardo lo sfuma, indebolendo i contorni. Gli impressionisti, con Klee, lo rendono visibile, perché l’arte non imita la natura: la afferma, la trasforma.

E nella vita? Le nostre imperfezioni, i sogni e i progetti interrotti, i momenti “quasi” perfetti sono il coraggio di chi accetta che il confine – tra ciò che siamo e ciò che potremmo essere – è un luogo di creazione. L’incompiuto è vita. L’unica perfezione che conta.
Alla fine, noi: perfectly unfinished.

26/11/2024
Per chi non ha paura dell’incertezza, c’è un fascino quieto nel sedersi su un vulcano. Fiori intorno, colori vivi su ter...
09/11/2024

Per chi non ha paura dell’incertezza,
c’è un fascino quieto nel sedersi su un vulcano.
Fiori intorno, colori vivi su terra che respira,
come se il Vesuvio si tenesse in equilibrio
tra frescura e braci, tra calma e tempesta.

L’aria è dolce e i fiori sbocciano,
ma si sa, è il battito della terra a tenere il ritmo.
Non è pace, né conflitto– solo attesa,
una bellezza inquieta che solo chi vive qui sa cogliere.

E chissà, forse anche noi,
radicati nella promessa di un fuoco eterno, riusciamo a fiorire

For those unafraid of uncertainty,
there’s a quiet fascination about sitting on top of a volcano.
Flowers all around, vibrant colours on the breathing earth,
as if Vesuvius were balancing itself,
between coolness and heat, calm and storm.

The air is sweet and the flowers bloom,
Yet we know that it’s the heartbeat of the earth that keeps the rhythm.
It’s neither peace nor conflict - just waiting,
a restless beauty that only those who live here understand.

And who knows, maybe we do too,
rooted in the promise of an eternal fire, can find a way to blossom.

“If I must die”By Refaat AlareerIf I must die, you must live to tell my story to sell my things to buy a piece of cloth ...
02/11/2024

“If I must die”
By Refaat Alareer
If I must die,
you must live
to tell my story
to sell my things
to buy a piece of cloth
and some strings,
(make it white with a long tail)
so that a child, somewhere in Gaza
while looking heaven in the eye
awaiting his dad who left in a blaze—
and bid no one farewell
not even to his flesh
not even to himself—
sees the kite, my kite you made, flying up above
and thinks for a moment an angel is there
bringing back love
If I must die
let it bring hope
let it be a tale

Benvenuti al Museo della Felicità, dove potete ammirare la collezione permanente di ‘giorni liberi” e ‘bellezza, arte e ...
31/10/2024

Benvenuti al Museo della Felicità, dove potete ammirare la collezione permanente di ‘giorni liberi” e ‘bellezza, arte e spazi verdi’.
Non perdetevi la mostra temporanea dedicata alla ‘puoi fidarti davvero’ e ai ‘mi piace come sei’.
Qui, l’utopia è di casa – e l’ingresso è gratuito (anche nei vostri sogni peggiori). Bon voyage!

Welcome to the Museum of Happiness, where you can admire the permanent collection of ‘days off’ and ‘beauty, art, and green spaces.’
Don’t miss the temporary exhibit on ‘you can truly trust’ and ‘I like you as you are.’ Here, utopia is at home – and admission is free (even in your worst dreams).
Bon voyage!

Indirizzo

Naples

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