18/02/2026
🗣️Eco Eco Eco – A World-Wide Talk for Umberto
𝐃𝐚𝐥 𝟏𝟐:𝟎𝟎 𝐝𝐞𝐥 𝟏𝟖 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝟏𝟐:𝟎𝟎 𝐝𝐞𝐥 𝟏𝟗 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔 una maratona digitale di 24 ore celebra il decennale dalla scomparsa di 𝐔𝐦𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐄𝐜𝐨 trasformando la memoria del semiologo, scrittore e grande bibliofilo in un dialogo globale, senza confini e senza pause, con testimonianze, letture e ricordi da ogni parte del mondo https://fondazioneumbertoeco.org/news_detail?id=ecoecoeco-aworldwidetalk-seguiladiretta -video
Vogliamo ricordarlo con l’incipit del suo romanzo, 𝐼𝑙 𝑝𝑒𝑛𝑑𝑜𝑙𝑜 𝑑𝑖 𝐹𝑜𝑢𝑐𝑎𝑢𝑙𝑡, Bompiani, 1988, che evoca un simbolo caro alla nostro Dipartimento di Fisica Ettore Pancini.
𝐈𝐥 𝐩𝐞𝐧𝐝𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐅𝐨𝐮𝐜𝐚𝐮𝐥𝐭, presente nel nostro dipartimento dal 2008 grazie alla proposta del prof. Filippo Esposito, come in altre importanti istituzioni ad esempio il Panthéon a Parigi e il Palazzo di Vetro a New York, fu concepito come esperimento nel 1851 per dimostrare la rotazione della terra grazie all'effetto della forza di Coriolis ed è intitolato al fisico francese Jean Bernard Léon Foucault.
Nel nostro dipartimento l’esperimento è valorizzato da un’istallazione artistica ad opera di Pietro Trattino evocata anche nel logo del dipartimento in cui il movimento perpetuo del pendolo rappresenta il continuo divenire della fisica.
“Fu allora che vidi il Pendolo. La sfera, mobile all’estremità di un lungo filo fissato alla volta del coro, descriveva le sue ampie oscillazioni con isocrona maestà. Io sapevo – ma chiunque avrebbe dovuto avvertire nell’incanto di quel placido respiro – che il periodo era regolato dal rapporto tra la radice quadrata della lunghezza del filo e quel numero[Pi greco]che, irrazionale alle menti sublunari, per divina ragione lega necessariamente la circonferenza al diametro di tutti i cerchi possibili – così che il tempo di quel vagare di una sfera dall’uno all’altro polo era effetto di una arcana cospirazione tra le più intemporali delle misure, l’unità del punto di sospensione, la dualità di una astratta dimensione, la natura ternaria di[Pi greco], il tetragono segreto della radice, la perfezione del cerchio. Ancora sapevo che sulla verticale del punto di sospensione, alla base, un dispositivo magnetico, comunicando il suo richiamo a un cilindro nascosto nel cuore della sfera, garantiva la costanza del moto, artificio disposto a contrastare le resistenze della materia, ma che non si opponeva alla legge del Pendolo, anzi le permetteva di manifestarsi, perché nel vuoto qualsiasi punto materiale pesante, sospeso all’estremità di un filo inestensibile e senza peso, che non subisse la resistenza dell’aria, e non facesse attrito col suo punto d’appoggio, avrebbe oscillato in modo regolare per l’eternità”.
Foto di aletta