La nascita del servizio di Consultazione Psicologica per gli Studenti Universitari si fa risalire al 1983, quando, presso il Policlinico dell’Università "Federico II" di Napoli, nella sede della Cattedra di Psicologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia, alcuni docenti - psicoterapeuti ad indirizzo psicodinamico - riconobbero e accolsero l'emergere di una richiesta di aiuto da parte degli studen
ti universitari. In quel periodo hanno avuto inizio le prime consultazioni psicologiche con gli studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Nel 1992 tale servizio ebbe i primi riconoscimenti nel mondo accademico grazie al sostegno dell’A.DI.S.U. (l'Azienda per il Diritto allo Studio Universitario), che permise di estendere la possibilità di consultazioni psicologiche a tutte le Facoltà dell’Università "Federico II”. A partire dal 2011 il servizio è stato integrato nelle attività del Centro di Ateneo Sinapsi (Servizi per l'inclusione attiva e partecipata degli studenti dell'Università Federico II). Per molti giovani iniziare l'università è una messa alla prova: si preparano a portare avanti i loro propositi e a costruire gradualmente un proprio progetto formativo e di vita. Come tutte le situazioni di cambiamento e di crescita, anche il passaggio agli studi universitari comporta difficoltà, che possono avere una natura momentanea e transitoria, o consolidarsi, generando stati di blocco e di malessere. Molte volte i fattori collaterali, come la lontananza da casa, l'appartenenza a culture e nazionalità diverse, contribuiscono a rendere tali difficoltà di adattamento ancor più complesse e critiche. A volte può essere l'impatto con una particolare materia, un insuccesso ad un esame, l'avvicinarsi stesso della laurea, a suscitare malessere e difficoltà. Altre volte ancora la fonte o l'aria problematica investe primariamente l'area delle relazioni intime. Non è facile per i giovani compiere il primo passo verso la richiesta di aiuto per timore di essere giudicati. Spesso avere difficoltà nello studio o in altri ambiti viene infatti considerato dai giovani studenti un segno di debolezza e fragilità.