15/07/2016
Chiudiamo le porte all'odio, alla violenza, all'indifferenza, alla guerra. Costruiamo ponti di pace, libertà, fratellanza, di integrazione tra popoli, culture e religioni ricordando che siamo tutti esseri umani, uguali nelle diversità e diversi nell'uguaglianza. Oggi più di ieri restiamo umani e ci stringiamo da Nizza a Kabul, da Damasco a Istanbul passando per Dacca e Baghdad in un'unica sola comunità in cerca di pace.
Liberté, Égalité, Humanité.
Ieri sera un camion si è lanciato su una folla di spettatori inermi che si era radunata a per i festeggiamenti del 14 luglio, giorno della Presa della Bastiglia. Gli ultimi aggiornamenti ci parlano di 84 morti e decine di feriti.
Si sta provando, in queste ore, a capire se si tratta di un attentato di matrice jihadista e se ci sono collegamenti con l' che, come riporta l'osservatorio sul terrorismo, chiede il buio sulla Torre Eiffel fino alla conquista della .
Questo, però, non è il momento di avere paura. Questo è il momento di rimanere ludici ed essere forti. Non possiamo permetterci di cedere al terrore, di lasciare che questo ennesimo gesto di violenza sia la scusante per nuove e nuovi spargimenti di sangue innocente. Il Presidente francese Hollande ha già proclamato l'allungamento dello ''Stato d'Emergenza'' per altri tre mesi, come se questo si sia dimostrato funzionale fino ad adesso e non sia stato, invece, solo un espediente per limitare ancora di più la libertà dei cittadini, specie quella di manifestare per un'ingiusta riforma del che il suo Governo sta portando avanti.
Noi non cediamo allo Stato d'Emergenza, vogliamo essere liberi di muoverci, di andare a divertirci ai concerti come di assistere ai fuochi d'artificio ma sappiamo bene che saremo realmente al sicuro solo quando saremo capaci di costruire un mondo libero dalle guerre. Non è soltanto l’Europa ad essere sotto attacco, è tutto il mondo che vive in uno stato bellico permanente. Ovunque si susseguono violenze e distruzioni in nome di interessi economici e a farne le spese, come sempre, siamo solo e soltanto noi, quelli già sfruttati, i più poveri, quelli che non hanno niente e finiscono per perdere quel poco che gli apparteneva. Il nostro sangue è lo stesso, che venga versato in Francia come in Siria sotto i bombardamenti, a Dacca come in Nigeria: facciamo tutti parte della stessa razza, quella umana.
A chi inneggia alla linea dura, alla chiusura delle frontiere non possiamo che rispondere che non si risolve nulla sommando odio su odio, ma anzi, non si fa altro che si aggiungere nomi alla già troppo lunga lista di vittime innocenti. Alle barbarie della guerra è invece necessario rispondere praticando , che significa costruire ponti, costruire solidarietà, cooperazione tra le persone. È necessario tenere accesa una speranza collettiva che metta al centro la , l' e la nella costruzione di un mondo nuovo che non permetta mai più nulla del genere.
Oggi più di ieri restiamo umani!