03/09/2026
🚪🚪🚪 Il dilemma di Monty Hall prende il nome dal conduttore del celebre quiz televisivo americano “Let’s Make a Deal”, a cui si ispira la situazione descritta nel problema.
È forse uno dei più noti esempi di errore nel ragionamento probabilistico, e non è raro dover tornare sulla spiegazione più di una volta: anche se cambiare decisione raddoppia le probabilità di vincere, gli esseri umani tendono a restare fedeli alla scelta iniziale.
🤔 Perché confrontare il nostro comportamento con quello degli animali e studiare l’eventuale presenza di fallacie cognitive anche in altre specie? Osservare il loro comportamento può aiutarci a ricostruire le origini evoluzionistiche di determinati processi cognitivi. I piccioni, ad esempio, sembrano cavarsela meglio: imparano rapidamente a cambiare la prima scelta e a ottimizzare le probabilità di successo. I macachi, invece, sembrano essere in difficoltà come noi di fronte a questo enigma statistico.
🐠 La ricerca dell’Università di Padova condotta da Christian Agrillo e Alessandra Pecunioso, “A cognitive fallacy in a fish? Glass catfish, like humans, make sub-optimal choices in the Monty Hall dilemma”, pubblicata lo scorso aprile sulla rivista Cognition, mostra che anche il pesce fantasma tende a mantenere la scelta iniziale. Continua a farlo anche dopo 200 prove, nonostante il premio arrivi più spesso proprio quando cambia scelta.
Il fatto che anche un pesce compia una scelta sub-ottimale nel dilemma di Monty Hall suggerisce che i processi cognitivi alla base di alcune fallacie di ragionamento possano emergere anche con un’organizzazione dei circuiti neurali profondamente diversa dalla nostra, fino a essere presenti in animali privi di corteccia cerebrale.
Piccolo sondaggio: quanti di voi hanno cambiato porta? E quanti sono rimasti sulla scelta iniziale?
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