04/08/2026
Cosa accadrebbe se, improvvisamente, un virus mortale colpisse tutti gli animali del mondo, impedendoci di mangiarne la carne? Questa è la premessa da cui si sviluppa "Ca****re squisito", il romanzo distopico di Agustina Bazterrica.
Per fermare il contagio, gli animali vengono sistematicamente abbattuti; il cannibalismo diventa così l'unico modo per continuare a mangiare carne, tanto che i governi di tutto il mondo decidono di legalizzare l'allevamento e il consumo di carne umana.
Marcos lavora in un mattatoio, un tempo appartenuto a suo padre, addetto alla macellazione di questa carne, ribattezzata "carne speciale". Il padre, però, non è stato abbastanza forte da reggere il peso della "Transizione" ed è impazzito, lasciando in eredità al figlio il proprio lavoro. Quando la moglie Cecilia, a seguito di un evento tragico, torna a vivere con i genitori, Marcos si ritrova a dover gestire da solo lo stress del lavoro, finché non gli viene donata una femmina da allevamento, destinata alla macellazione, a cui però si affeziona e alla quale insegna a mangiare, camminare, vestirsi e comportarsi come un normale essere umano. Ma allora cosa la rende diversa, meno degna di vivere, cosa la rende carne da macello? Cosa distingue gli uomini dai capi di allevamento di cui si nutrono?
L'intero romanzo ruota attorno a questo interrogativo, presentandosi come metafora del consumismo e del capitalismo, sistemi all'interno dei quali, secondo Bazterrica, ci divoriamo già a vicenda, seppure non fisicamente.
Per riprendere le parole dell'autrice: «ci fagocitiamo l'un l'altro in molti modi e a vari livelli: traffico di esseri umani, guerra, lavoro precario, schiavitù moderna, povertà, violenza di genere sono solo alcuni esempi di violenza estrema». Così come nel romanzo, dove tutto questo è reso molto più esplicito, viviamo nell'indifferenza, disposti a tutto pur di raggiungere i nostri obiettivi personali. 🎯
testo di Martina Zulian
****reSquisito