Neurovisus - Università degli Studi di Padova

Neurovisus - Università degli Studi di Padova Proponiamo strategie di intervento rivolte a coloro che presentano disturbi neurovisivi.

Il Laboratorio di ricerca e intervento clinico NeuroVisUS è attivo, dal 2012, presso il Dipartimento di Psicologia Generale dell'Università degli Studi di Padova.

dal 2012
30/04/2025

dal 2012

Si chiama Neuro.Vis.Us la prima palestra per gli occhi targata Università di Padova. Un luogo dove poter correggere, grazie ad esercizi ad hoc, una lunga serie di difetti della vista: un allenamento...

La ricerca sull'emianopsia non si ferma!!Uno studio ha esaminato in modo sistematico i comportamenti di scansione visiva...
16/04/2025

La ricerca sull'emianopsia non si ferma!!

Uno studio ha esaminato in modo sistematico i comportamenti di scansione visiva nelle persone con emianopsia omologa (cecità in metà del campo visivo) durante compiti di ricerca, lettura e mobilità. I risultati mostrano che i comportamenti di scansione che migliorano le prestazioni sono spesso specifici per il compito. Per i compiti di ricerca e lettura, prestazioni migliori sono associate a un minor numero di fissazioni, meno ripetizioni e saccadi più lunghe verso l'emicampo cieco. Per i compiti di mobilità come la guida, scansioni più frequenti tra gli emicampi e scansioni più lunghe verso entrambi gli emicampi sembrano migliorare le prestazioni.

In generale, le persone con emianopsia non adottano spontaneamente i comportamenti di scansione che migliorano le prestazioni, almeno per la lettura e la ricerca. Tuttavia, gli attuali programmi di allenamento alla scansione compensativa possono indurre questi comportamenti adattivi. Ciò suggerisce che l'allenamento alla scansione compensativa può essere utile per ridurre le difficoltà che le persone con emianopsia sperimentano in questi compiti.

Sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere meglio i comportamenti di scansione specifici per il compito che ottimizzano le prestazioni e per sviluppare programmi di allenamento personalizzati per ogni individuo con emianopsia. Tuttavia, lo studio sottolinea l'importanza di fornire l'allenamento alla scansione compensativa come parte della riabilitazione per l'emianopsia.

Riassunto a cura di
Unità Operativa di Riabilitazione Neurovisiva (Neurovis.U.S.)
https://scup.unipd.it/i-servizi/servizi-ad-alta-specificit%C3%A0/unit%C3%A0-operativa-di-riabilitazione-neurovisiva-neurovisus
email: [email protected]

Bibliografia
Postuma, E. M., Heutink, J., Tol, S., Jansen, J. L., Koopman, J., Cornelissen, F. W., & de Haan, G. A. (2024). A systematic review on visual scanning behaviour in hemianopia considering task specificity, performance improvement, spontaneous and training-induced adaptations. Disability and Rehabilitation, 46(15), 3221-3242.

link
https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/09638288.2023.2243590

People with homonymous hemianopia (HH) benefit from applying compensatory scanning behaviour that limits the consequences of HH in a specific task. The aim of the study is to (i) review the current...

11/02/2025

Cercasi partecipanti per ricerca sulla plasticità cerebrale nell'ambliopia!

Il centro NeuroVis.S.U.S. (SCUP dell'Università di Padova) cerca volontari adulti con ambliopia da anisometropia per uno studio in cui verranno utilizzate tecniche di bendaggio innovative (e controintuitive) e si studierà come queste tecniche possano agire sulla plasticità cerebrale anche in età adulta, basandosi su recenti scoperte che suggeriscono nuovi approcci al trattamento dell'ambliopia, oltre il periodo sensibile dello sviluppo.

Per poter partecipare è necessario:
• Essere maggiorenni (valutiamo anche le richieste da parte di volontari a partire dai 12 anni con consenso di entrambi i genitori)
• Avere una diagnosi di ambliopia da anisometropia
• Essere disponibili per alcune sessioni di studio

Tutte le sessioni di studio potranno essere svolte comodamente da casa, ad eccezione della prima, per la quale si rende necessario recarsi in presenza per la spiegazione dei vari compiti da svolgere poi a casa. Tali sessioni di studio richiederanno solo l'utilizzo di un portatile e di un cerotto per il bendaggio.

I volontari che offriranno gentilmente un po' del proprio tempo e impegno per questa ricerca forniranno un contributo essenziale al progredire della comprensione dell'ambliopia e dei nuovi trattamenti in fase di studio.

Per maggiori informazioni su modalità e tempistiche, o per partecipare, contattaci a: [email protected] oppure al numero di telefono: 049 8278497 - 335 1263673

EMIANOPSIA (la perdita di visione in metà del campo visivo) E RIABILITAZIONE TRAMITE APPRENDIMENTO PERCETTIVO Uno studio...
28/10/2024

EMIANOPSIA (la perdita di visione in metà del campo visivo) E RIABILITAZIONE TRAMITE APPRENDIMENTO PERCETTIVO

Uno studio recente ha dimostrato che un programma di riabilitazione visiva con particolari stimoli chiamati gabor può migliorare la sensibilità visiva nei pazienti con danni al lobo occipitale. I partecipanti hanno seguito un training quotidiano per 3-6 mesi, mostrando miglioramenti significativi nella capacità di rilevare stimoli visivi nel campo cieco.

Cosa accade nel cervello? I ricercatori hanno scoperto che questi miglioramenti sono associati a un aumento dell'attività cerebrale nell'area V5/hMT, una regione coinvolta nell'elaborazione del movimento visivo. Questo suggerisce che il cervello può "riorganizzarsi" per compensare i danni, aprendo nuove possibilità di trattamento.

Questi risultati sono particolarmente importanti considerando che l'emianopsia colpisce oltre 230.000 persone solo nel Regno Unito e da molti professionisti della visione è considerata permanente dopo 6 mesi dall'insorgenza.

La ricerca offre nuove speranze per migliorare la qualità della vita di chi soffre di questa condizione e potrebbe aiutare a identificare i pazienti che potrebbero beneficiare maggiormente dalla riabilitazione visiva.

La cosa più interessante? Gli stimoli usati e il protocollo di riabilitazione sono molto simili a quelli che utilizza il nostro centro NeuroVis.U.S. da molti anni e replicano i nostri risultati sperimentali.



Link degli articoli pubblicati su riviste scientifiche specializzate
https://www.jneurosci.org/content/41/28/5994?utm_source=TrendMD&utm_medium=cpc&utm_campaign=JNeurosci_TrendMD_1

https://content.iospress.com/articles/restorative-neurology-and-neuroscience/rnn170752

il centro NeuroVis.U.S.
https://scup.unipd.it/i-servizi/servizi-ad-alta-specificit%C3%A0/unit%C3%A0-operativa-di-riabilitazione-neurovisiva-neurovisus

Background: In recent years, the introduction of visual rehabilitation for patients with homonymous visual field defects has been met with both enthusiasm and caution. Despite the evidence that restitutive training results in expansion of the visual

EMIANOPSIA (la perdita di visione in metà del campo visivo) E RIABILITAZIONE TRAMITE APPRENDIMENTO PERCETTIVO Uno studio...
28/10/2024

EMIANOPSIA (la perdita di visione in metà del campo visivo) E RIABILITAZIONE TRAMITE APPRENDIMENTO PERCETTIVO

Uno studio recente ha dimostrato che un programma di riabilitazione visiva con particolari stimoli chiamati gabor può migliorare la sensibilità visiva nei pazienti con danni al lobo occipitale. I partecipanti hanno seguito un training quotidiano per 3-6 mesi, mostrando miglioramenti significativi nella capacità di rilevare stimoli visivi nel campo cieco.

Cosa accade nel cervello? I ricercatori hanno scoperto che questi miglioramenti sono associati a un aumento dell'attività cerebrale nell'area V5/hMT, una regione coinvolta nell'elaborazione del movimento visivo. Questo suggerisce che il cervello può "riorganizzarsi" per compensare i danni, aprendo nuove possibilità di trattamento.

Questi risultati sono particolarmente importanti considerando che l'emianopsia colpisce oltre 230.000 persone solo nel Regno Unito e da molti professionisti della visione è considerata permanente dopo 6 mesi dall'insorgenza.

La ricerca offre nuove speranze per migliorare la qualità della vita di chi soffre di questa condizione e potrebbe aiutare a identificare i pazienti che potrebbero beneficiare maggiormente dalla riabilitazione visiva.

La cosa più interessante? Gli stimoli usati e il protocollo di riabilitazione sono molto simili a quelli che utilizza il nostro centro NeuroVis.U.S. da molti anni e replicano i nostri risultati sperimentali.



Link degli articoli pubblicati su riviste scientifiche specializzate
https://www.jneurosci.org/content/41/28/5994?utm_source=TrendMD&utm_medium=cpc&utm_campaign=JNeurosci_TrendMD_1

https://content.iospress.com/articles/restorative-neurology-and-neuroscience/rnn170752

il centro NeuroVis.U.S.
https://scup.unipd.it/i-servizi/servizi-ad-alta-specificit%C3%A0/unit%C3%A0-operativa-di-riabilitazione-neurovisiva-neurovisus

UniPD

15/10/2024

Disturbi dello spettro autistico e percezione del movimento: uno studio sulle stime del tempo di arrivo
Le persone con Disturbo dello Spettro Autistico (ASD) possono avere un'elaborazione sensoriale atipica quando percepiscono stimoli in movimento, specialmente quelli biologici.
In questo studio, il prof. Battaglini ha fatto parte di un team di ricercatore che hanno esplorato come giovani adulti con ASD stimano il tempo di contatto (TTC) in un compito che coinvolgeva stimoli sociali e non sociali. Il TTC riguarda la capacità di prevedere quando un oggetto in movimento arriverà in una posizione specifica, anche quando scompare temporaneamente dalla vista.
16 partecipanti con ASD e 16 partecipanti neurotipici (TD) hanno completato il compito con due tipi di oggetti: una macchina 🚗 e un “camminatore” fatto di punti luminosi 🕺, variando velocità, lunghezze dell'ostacolo e direzioni del movimento.
Risultati chiave: • Le persone con ASD tendevano a sovrastimare il tempo di arrivo della macchina rispetto ai neurotipici. • Non sono emerse differenze significative per l'oggetto "camminatore" tra i due gruppi. • Le persone con ASD hanno sovrastimato di più il tempo di arrivo della macchina rispetto al camminatore, cosa che non è accaduta per i partecipanti neurotipici.
Questi risultati ci fanno capire che i giovani adulti con ASD potrebbero processare in modo atipico il tempo di arrivo di alcuni oggetti in movimento, un'abilità cruciale nella vita quotidiana.
https://link.springer.com/content/pdf/10.1007/s10803-024-06352-z.pdf

In collaborazione con rinomati esperti del settore, presentiamo una serie esclusiva di seminari per esplorare le ultime ...
29/11/2023

In collaborazione con rinomati esperti del settore, presentiamo una serie esclusiva di seminari per esplorare le ultime scoperte nel campo della percezione visiva.

https://www.dpg.unipd.it/en/percup/events-and-news

Questa è un'opportunità unica per professionisti del settore, studenti e appassionati di approfondire la propria conoscenza in un ambiente educativo di alto livello.

Seminar Series [Jump to: Seminar series * VPDVP * Archive]Autumn 2023

I sensi ci permettono di percepire e interpretare l'ambiente che ci circonda. Grazie ai sensi è possibile sperimentare l...
24/02/2023

I sensi ci permettono di percepire e interpretare l'ambiente che ci circonda. Grazie ai sensi è possibile sperimentare la superficie liscia di una mela, percepirla con gli occhi, ascoltare il suono di un morso, gustarne il sapore e annusarne il profumo. Tra i cinque sensi, la vista è sicuramente quello su cui facciamo più affidamento. Ciò è confermato dall'elevato peggioramento della qualità di vita in pazienti con compromissione della vista.
In generale, le principali cause di compromissione della vista sono difetti di rifrazione non corretti, cataratta, degenerazione maculare legata all'età, glaucoma, retinopatia diabetica, opacità corneale e tracoma (Steinmetz et al., 2021). Gli occhiali e la chirurgia possono spesso risolvere molti disturbi visivi come i difetti di rifrazione e la cataratta. Tuttavia, alcuni deficit sono considerati non curabili. Ad esempio la degenerazione maculare, ovvero la perdita totale o parziale del campo visivo centrale a causa di un danno alla macula, e l'emianopsia, la perdita di una parte di campo visivo dovuta a una lesione cerebrale posteriore, sono considerate irreversibili.

Cosa possono fare le persone con disabilità visive irreversibili per far fronte al deficit?
Possono sviluppare strategie alternative (o compensative) per completare un compito: ad esempio, un paziente con emianopsia potrebbe imparare a eseguire saccadi efficienti verso il campo cieco per esplorare una scena complessa (Pambakian et al., 2004).
Al giorno d'oggi, alcuni ricercatori affermano di aver sviluppato protocolli clinici innovativi e esperimenti per migliorare le funzioni visive nelle persone con lesione cerebrale posteriore, sfidando l'ipotesi che i deficit visivi dovuti a danno cerebrale siano irreversibili. Ci sono molti articoli pubblicati su riviste scientifiche a sostegno di questa affermazione. Ad esempio, l'ampliamento del campo visivo delle persone con emianopsia era considerato impossibile. Tuttavia, negli ultimi due decenni, sono stati presentati dati promettenti (Jobke et al., 2009; Casco et al., 2018).

Qui il link alla revisione:

This narrative review highlights the effect of different ES montages and PL in the treatment of visual disorders. Furthermore, new options for treatment are suggested. It is noteworthy to mention that, in some cases, unclear results emerged and others need to be more deeply investigated.

I sensi ci permettono di percepire e interpretare l'ambiente che ci circonda. Grazie ai sensi è possibile sperimentare l...
24/02/2023

I sensi ci permettono di percepire e interpretare l'ambiente che ci circonda. Grazie ai sensi è possibile sperimentare la superficie liscia di una mela, percepirla con gli occhi, ascoltare il suono di un morso, gustarne il sapore e annusarne il profumo. Tra i cinque sensi, la vista è sicuramente quello su cui facciamo più affidamento. Ciò è confermato dall'elevato peggioramento della qualità di vita in pazienti con compromissione della vista.
In generale, le principali cause di compromissione della vista sono difetti di rifrazione non corretti, cataratta, degenerazione maculare legata all'età, glaucoma, retinopatia diabetica, opacità corneale e tracoma (Steinmetz et al., 2021). Gli occhiali e la chirurgia possono spesso risolvere molti disturbi visivi come i difetti di rifrazione e la cataratta. Tuttavia, alcuni deficit sono considerati non curabili. Ad esempio la degenerazione maculare, ovvero la perdita totale o parziale del campo visivo centrale a causa di un danno alla macula, e l'emianopsia, la perdita di una parte di campo visivo dovuta a una lesione cerebrale posteriore, sono considerate irreversibili.

Cosa possono fare le persone con disabilità visive irreversibili per far fronte al deficit?
Possono sviluppare strategie alternative (o compensative) per completare un compito: ad esempio, un paziente con emianopsia potrebbe imparare a eseguire saccadi efficienti verso il campo cieco per esplorare una scena complessa (Pambakian et al., 2004).
Al giorno d'oggi, alcuni ricercatori affermano di aver sviluppato protocolli clinici innovativi e esperimenti per migliorare le funzioni visive nelle persone con lesione cerebrale posteriore, sfidando l'ipotesi che i deficit visivi dovuti a danno cerebrale siano irreversibili. Ci sono molti articoli pubblicati su riviste scientifiche a sostegno di questa affermazione.
Ad esempio, l'ampliamento del campo visivo delle persone con emianopsia era considerato impossibile. Tuttavia, negli ultimi due decenni, sono stati presentati dati promettenti (Jobke et al., 2009; Casco et al., 2018).

Qui il link alla revisione:

This narrative review highlights the effect of different ES montages and PL in the treatment of visual disorders. Furthermore, new options for treatment are suggested. It is noteworthy to mention that, in some cases, unclear results emerged and others need to be more deeply investigated.

Nella pratica clinica è fondamentale poter “misurare” un disturbo, così da indirizzare adeguatamente il paziente verso l...
29/03/2022

Nella pratica clinica è fondamentale poter “misurare” un disturbo, così da indirizzare adeguatamente il paziente verso la terapia migliore. Un po’ come quando, misurata la temperatura corporea, scopriamo di avere la febbre e contattiamo il medico in cerca di un parere esperto. Nei disturbi della visione sono numerosi gli strumenti che permettono di quantificare l’entità del deficit visivo e tra questi, fondamentale è la perimetria, cioè la stima dell’ampiezza del campo visivo del paziente.
Il Rarebit è uno strumento computerizzato ampiamente utilizzato nella pratica clinica in quanto permette di stimare il campo visivo con un buon margine di precisione, anche nei bambini con età inferiore ai 12 anni. Questo test consiste nel dover riportare se appaiono sullo schermo dei puntini luminosi su sfondo nero (in gergo "stimoli"). Il test permette di ottenere quattro tipi di risposta: corretta identificazione (stimolo correttamente rilevato), corretta omissione (assenza di stimolo, correttamente non segnalato), falso allarme (segnalazione dello stimolo anche se non realmente comparso), omissione (mancata segnalazione dello stimolo anche se realmente comparso).
Sebbene ampiamente utilizzato, il Rarebit mostra delle differenze tra giovani e adulti. Infatti, i bambini commettono molti più falsi allarmi (errori) durante lo svolgimento del Rarebit rispetto agli adulti che si dimostrano più accurati. Questa differenza potrebbe essere spiegata da varie ragioni, tra cui una minore sensibilità dei bambini agli stimoli visivi del test. Altra possibile ragione potrebbe dipendere dalla strategia di esecuzione del test: i bambini potrebbero adottare una strategia “liberale” che li porterebbe a commettere più falsi allarmi e meno omissioni. Al contrario, gli adulti potrebbero adottare una strategia “conservativa” preferendo una risposta più cauta con meno falsi allarmi e più omissioni. Sfortunatamente, ad oggi, le ragioni sottostanti tali differenze nel Rarebit non sono ancora note.
Per queste ragioni, obiettivo dello studio condotto dai ricercatori del NeuroVis.U.S. è stato indagare quali fossero le spiegazioni della differente prestazione al Rarebit tra giovani e anziani. In particolare, lo studio era volto a capire se i bambini avessero una minore sensibilità a determinati stimoli visivi oppure se tali differenze rispetto agli adulti dipendessero da una differente strategia di svolgimento del test. A tal fine, contrariamente agli studi precedenti che quantificavano la prestazione al test solo in termini di numero di errori, questo studio ha utilizzato misurazioni in grado di stimare sia la sensibilità allo stimolo, sia la strategia adottata per svolgere il test.
Dai risultati dello studio è emerso come le differenze tra bambini e adulti dipendano principalmente da una diversa sensibilità allo stimolo e non da diverse strategie nello svolgimento del test. Questo risultato mostra come il Rarebit possa essere un test appropriato nella misurazione del campo visivo, anche nei bambini, soprattutto considerando indici più raffinati del semplice numero di errori. Tali indici, infatti, possono cogliere sottili differenze, sia sensoriali sia cognitive, in grado di caratterizzare più approfonditamente la prestazione visiva di pazienti affetti da disturbi della visione.
Qui il link allo studio:

Rarebit is a simple and user-friendly perimetry that tests the visual field by using tiny supra-threshold dot stimuli. It appears to be especially useful for examining the visual field of children who are under 12 years of age. However, previous data showed that the number of errors was higher in ch...

tRNS effects on visual contrast detectionLa sensibilità al contrasto è un’importante proprietà della visione poiché perm...
16/02/2022

tRNS effects on visual contrast detection
La sensibilità al contrasto è un’importante proprietà della visione poiché permette di percepire anche sottili variazioni di intensità luminosa fra zone vicine della scena visiva. Numerose patologie possono compromettere la sensibilità al contrasto riducendo notevolmente la qualità di vita delle persone affette da questi disturbi. Infatti, una ridotta sensibilità al contrasto può rendere difficile svolgere alcune delle più comuni attività quotidiane come leggere un libro o guardare la televisione.
Negli ultimi anni sono stati sviluppati trattamenti in grado di migliorare la sensibilità al contrasto in persone affette da patologie neurologiche o di natura traumatica. Tra questi, la transcranial random noise stimulation (tRNS) si è rivelata una tecnica promettente nell’ambito della riabilitazione dei disturbi visivi. Questa tecnica consiste nell’erogazione di una debole corrente elettrica mediante elettrodi posti in specifiche posizioni del capo, a seconda dell’area della corteccia cerebrale da stimolare. Numerosi studi hanno dimostrato come la tRNS sia in grado di supportare il recupero funzionale della visione, promuovendo in modo indolore e non invasivo modificazioni cerebrali che possono perdurare nel tempo.
Una recente ricerca di Battaglini e colleghi (2020) ha indagato gli effetti di 15 minuti di tRNS sulla sensibilità al contrasto. Un gruppo di partecipanti svolgeva due compiti di percezione visiva in cui era chiesto di premere un pulsante ogni volta che vedevano comparire uno stimolo sullo schermo di un computer. Alcuni stimoli erano più semplici di altri da individuare, a seconda della prestazione del partecipante. Tanto più un partecipante era in grado di rilevare lo stimolo, quanto più il compito diventava sfidante, presentando stimoli via via più difficili da percepire. In uno dei due compiti l’orientamento degli stimoli era verticale, mentre nell’altro obliquo. Durante lo svolgimento dei compiti, il partecipante poteva essere sottoposto alla stimolazione reale o placebo. In quest’ultima condizione la tRNS veniva erogata solo per pochi secondi, riproducendo le condizioni della stimolazione reale senza tuttavia modificare l’attività cerebrale.
I risultati di questo studio hanno mostrato un miglioramento della sensibilità al contrasto nella condizione di stimolazione reale rispetto alla condizione placebo. In particolare, la tRNS aumentava la percezione degli stimoli obliqui con elevata frequenza, cioè con variazioni di intensità luminosa molto vicine tra loro. Questo effetto sarebbe dato dall’influenza della tRNS sui neuroni più superficiali della corteccia visiva, noti per essere specializzati nell’elaborazione di stimoli ad elevata frequenza.
Questo promettente lavoro mostra per la prima volta come soli 15 minuti di tRNS siano in grado di aumentare la sensibilità al contrasto di stimoli ad elevata frequenza. Le implicazioni cliniche di questa ricerca sarebbero molteplici, tra cui la possibilità di sviluppare nuovi trattamenti in grado di migliorare la visione in numerose condizione neurologiche e traumatiche in cui la sensibilità al contrasto risulti compromessa.

In recent years, transcranial electrical stimulation (tES) has been used to improve cognitive and perceptual abilities and to boost learning. In the v…

Persone con problemi visivi, possono trovare difficoltà in molte azioni quotidiane, come leggere i testi o osservare imm...
26/01/2022

Persone con problemi visivi, possono trovare difficoltà in molte azioni quotidiane, come leggere i testi o osservare immagini sullo schermo di un computer, nell'attività di guida come nello sport.
L'equipe del servizio NeuroVis.U.S. garantisce una valutazione della funzionalità del sistema visivo e propone trattamenti riabilitativi mirati per diversi disturbi neurovisivi quali emianopsia, ambliopia e ipovisione, oppure per condizioni come la dislessia e l'invecchiamento, legate entrambe ad alterazioni della funzionalità del sistema visivo.

Per saperne di più:

Nuova pagina WEB
https://www.scup.unipd.it/en/i-servizi/servizi-ad-alta-specificit%C3%A0/unit%C3%A0-operativa-di-riabilitazione-neurovisiva-neurovisus

email: [email protected]

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