29/07/2025
Venerdì 1° agosto, presso le opere parrocchiali della SS. Annunziata, alle ore 20.00, presenteremo il libro di Gianni Liviano dal titolo: Dov’è la Speranza – Lettera ai giovani sulla Politica.
Sarà un momento di approfondimento di una tematica di enorme attualità. All’incontro sarà presente, oltre al sottoscritto, il Vescovo della nostra Diocesi e il Sindaco di Palagiano. Tutti i cittadini che interverranno avranno modo di discutere di questo tema con l’autore del libro.
Il concetto di Speranza è stato spesso trascurato o inteso in un’accezione piuttosto negativa. Spesso si sente ancora dire: “speriamo in un futuro diverso”, come se la speranza, da sola, potesse trasformare in meglio il futuro, modificarlo, renderlo più incline ai nostri desideri. Così, d'emblée.
Invece no! La speranza, così come descritta nel libro di Liviano, appare essere più legata non a un intervento provvidenziale, magico, agognato, sperato, desiderato ma privo di sforzo personale, quanto a un impegno continuo e proattivo nella quotidianità di ciascuno per affrontare e superare, per quel che si può, le difficoltà e le prove che bisogna, con coraggio, affrontare.
Ernst Bloch, in Il principio Speranza, afferma:
«L'importante è imparare a sperare. Il lavoro della speranza non è rinunciatario perché di per sé desidera aver successo invece che fallire. Lo sperare, superiore all'aver paura, non è né passivo come questo sentimento né, anzi meno che mai, bloccato nel nulla. L'affetto dello sperare si espande, allarga gli uomini invece di restringerli, non si sazia mai di sapere che cosa internamente li fa tendere a uno scopo e che cosa all'esterno può essere loro alleato. Il lavoro di questo affetto vuole uomini che si gettino attivamente nel nuovo che si va formando e cui essi stessi appartengono».
E Nietzsche, ancor prima, concepisce la Speranza come “principio attivo”, capace di «illuminare le nostre vite» e che ci libera dalla prigionia del presente, proiettandoci oltre, costringendoci a cercare il significato nascosto e il valore di ciò che ci accade.
Si tratta, dunque, di una Speranza incarnata, quella che propone Liviano ai giovani, che ci sospinge in modo travolgente a cambiare il nostro presente e il nostro futuro. Per dirla con San Paolo: “Spes contra spem”, “Speranza contro la Speranza”, nel senso che, anche quando ci sembra tutto secco, irrecuperabile, abbiamo ancora del lavoro da fare, senza rinunciare, senza arrenderci, perché la Speranza funziona nella misura in cui siamo attivi protagonisti del cambiamento.
Da questo punto di vista, allora, i giovani eccome se possono essere Speranza per loro e per noi, per le future generazioni, anche attraverso la riscoperta della bellezza della politica (politikḗ), che riguarda, cioè, la comunità e la costruzione di un mondo migliore, a cominciare dalle nostre piccole comunità.
Con questi pensieri, e scusandomi per la lunghezza del mio scritto, vi invito a partecipare all’evento del 1° agosto, ore 20.00, presso le opere parrocchiali della SS. Annunziata.