Scienze della Comunicazione - Unipa

Scienze della Comunicazione - Unipa Pagina ufficiale dove verranno condivise le attività del CdS in Scienze della Comunicazione (L20, LM59 e LM92) dell'Università degli studi di Palermo

Pagina ufficiale del Corso di Studi in Scienze della Comunicazione (L20, LM59 e LM92) dell'Università degli studi di Palermo.

23/05/2026
12/05/2026

Apertura seconda edizione festival S.U.D.
📍 Cinema De Seta, Palermo
📅 20 maggio 2026
🕤 Ore 9.30

Il 20 maggio, al Cinema De Seta, si apre la seconda edizione del Festival S.U.D. – Storie Umanità Dialoghi.

Tre giorni di incontri, confronti e riflessioni per costruire un ponte tra Università e Città, attraversando temi, linguaggi e prospettive del nostro presente.

La giornata inaugurale prenderà il via alle 9.30 con Un dialogo aperto tra Università e Città.
Dopo l’introduzione di Valentina Favarò, Direttrice del Dipartimento Culture e Società, interverranno Massimo Midiri, Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Roberto Lagalla, Sindaco di Palermo, e Corrado Lorefice, Arcivescovo Metropolita di Palermo.
A seguire, il Cardinale Matteo Maria Zuppi dialogherà con Valentina Favarò sul tema Quale umanità?

12/04/2026

A parte qualche ostinato filosofo, nessuno più crede che le parole siano etichette delle cose. Ci sono come due serie – la lingua (fatta di suoni articolati) e il mondo (fatto di segni e simboli) – che scorrono ognuna per conto suo, talvolta guatandosi, più spesso sbeffeggiandosi. Raramente co...

10/04/2026

Se te lo sei perso... ecco cos'è successo ad aperiCOM!

Grazie alle aziende e ai professionisti che anche quest'anno hanno portato la loro esperienza e i loro consigli e che continuano a credere nel talento dei nostri studenti in comunicazione. È stato un onore avervi con noi: guardare al futuro insieme è molto più bello. ❤️

Alla prossima! 🥂

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01/04/2026
31/03/2026

“La situazione è drammatica”: la verità che la ristorazione italiana non vuole più nascondere

Quando Antonino Cannavacciuolo dice che la situazione è drammatica, non è una frase televisiva. È una diagnosi clinica. È il referto di un sistema che sta andando in insufficienza respiratoria mentre continua a sorridere in sala, con il tovagliolo piegato a cigno.
La ristorazione italiana non è mai stata così celebrata e mai così sola. Stelle Michelin, storytelling, turismo gastronomico, programmi televisivi, influencer che piangono davanti a una carbonara. Eppure dietro la porta della cucina, quella con la scritta “vietato l’accesso”, non c’è più nessuno.

Non è un’impressione romantica o nostalgica: mancano centinaia di migliaia di lavoratori tra ristoranti, bar e hotel, con stime che superano le 550.000 unità vacanti nel comparto. 

La domanda non è più: perché i giovani non vogliono lavorare?
La domanda vera è: perché il lavoro che offriamo non è più desiderabile?

Il mito del sacrificio e la generazione che ha smesso di crederci

Per decenni la cucina è stata raccontata come una vocazione religiosa: orari massacranti, urla, bruciature, niente weekend, niente Natale. E tutto questo doveva essere sopportato con gratitudine, perché “ti stai formando”. Una narrazione epica,
quasi militare. Il problema è che quella retorica funzionava solo quando esisteva un patto implicito: soffri oggi, sarai qualcuno domani.

Quel patto si è rotto.

Oggi un giovane vede cuochi quarantenni senza ferie, camerieri cinquantenni con contratti precari, e capisce che la promessa non era una promessa: era una favola scritta da chi era già arrivato.

Il grande equivoco: non è una crisi di personale, è una crisi di dignità. Molti ristoratori continuano a dire: “Non si trovano più ragazzi con voglia di lavorare”.
È una frase comoda, ma falsa. Il lavoro non è scomparso. È cambiato il modo in cui le persone misurano il rispetto.

La nuova generazione non è meno laboriosa: è meno disposta a essere umiliata.

Vuole sapere quante ore farà. Vuole sapere quando riposerà. Vuole uno stipendio che permetta di vivere, non di sopravvivere. Non chiede privilegi: chiede normalità. La ristorazione italiana, invece, è rimasta ancorata a un modello feudale: lo chef come monarca, la brigata come corte, lo stagista come servo. Un sistema che ha funzionato finché il mondo intorno era più ingiusto di lui. Ora che altri settori offrono condizioni migliori, quel modello appare per ciò che è: arcaico.

Il paradosso italiano: il Paese del cibo che non vuole pagare chi lo cucina

L’Italia vive di gastronomia, ma tratta chi cucina come manodopera sacrificabile.
Si celebrano i prodotti, i territori, le nonne, le ricette tradizionali. Si celebrano tutti, tranne chi lavora davvero ogni sera sotto una cappa a 50 gradi.
Un settore che genera miliardi di euro di fatturato continua a ragionare con stipendi da anni ’90. La cultura del “ti pago in esperienza” non è più sostenibile in un Paese dove affitti, bollette e trasporti divorano metà di uno stipendio medio.

Cannavacciuolo e gli altri:
quando anche i grandi iniziano a parlare

Il fatto che chef affermati e imprenditori di successo inizino a denunciare la situazione non è un dettaglio. È un segnale di emergenza. Perché chi è arrivato in alto non ha interesse a criticare il sistema, a meno che non stia davvero crollando.

Quando figure autorevoli parlano di crisi epocale, stanno dicendo una cosa molto semplice: non si tratta più di una fase ciclica o di una generazione pigra. È una frattura strutturale tra il lavoro offerto e la vita che le persone vogliono vivere.

La televisione ha venduto un sogno, la realtà presenta il conto

Programmi di cucina, reality, social media: per anni la ristorazione è stata raccontata come un palcoscenico glamour. Piatti impiattati con pinzette, chef trasformati in celebrità, cucine che sembravano set cinematografici. Ma la maggioranza dei ristoranti non è fatta di luci calde e musiche epiche. È fatta di turni spezzati, di contratti stagionali, di sabati sera in cui lavori mentre i tuoi amici vivono.

Quando i giovani scoprono questa distanza tra narrazione e realtà, non scappano perché sono fragili: scappano perché si sentono traditi.
Non è la fine della ristorazione. È la fine di un certo modo di comandare. La crisi del personale non distruggerà la ristorazione. Distruggerà i ristoratori incapaci di cambiare.

Sopravvivranno quelli che capiranno che una brigata non è un esercito, ma una comunità. Che la leadership non è urlare più forte, ma essere seguiti senza dover urlare. Che il rispetto non è un bonus morale, ma una condizione produttiva.

Il futuro: meno locali, ma più umani

Il risultato di questa crisi sarà probabilmente doloroso: molti ristoranti chiuderanno. Altri ridurranno i coperti, i giorni di apertura, le ambizioni. Ma quelli che resteranno saranno diversi. Più piccoli, più sostenibili, con orari più civili, con brigate più stabili. Meno eroismo, più normalità. Meno mito, più mestiere. non la mancanza di personale, ma la fine dell’epoca in cui il talento poteva essere sfruttato in nome della passione.

28/03/2026

Si tratta della Marie Curie Global Fellowship: a ottenerla Davide Puca del dipartimento Culture e Società, con un progetto dedicato all'extravergine d'oliva. "E' cambiato il modo in cui viene percepito e vissuto dai consumatori, soprattutto nei paesi ad alta capacità di spesa: Questo progetto si p...

23/03/2026

E se la tua prossima scelta cambiasse tutto? 💭
Vieni a scoprire i Corsi di Laurea Magistrale in Comunicazione Pubblica, d’Impresa e Pubblicità, Comunicazione del Patrimonio Culturale e Comunicazione per l’Enogastronomia dell’Università degli Studiosi di Palermo!

🗓️ 25 Marzo 2026
🕒 Ore 15-18:30
📍Aula Magna, Edificio 15

Prenota il tuo posto al link in bio. 🔗

✈️🌍 VOGLIA DI STUDIARE ALL'ESTERO? INCONTRO INFORMATIVO ERASMUS+! 🌍✈️Se state pensando di arricchire il vostro percorso ...
05/03/2026

✈️🌍 VOGLIA DI STUDIARE ALL'ESTERO? INCONTRO INFORMATIVO ERASMUS+! 🌍✈️

Se state pensando di arricchire il vostro percorso universitario con un'esperienza internazionale, non perdetevi questo appuntamento fondamentale organizzato dal Dipartimento Culture e Società.

Si terrà un Incontro Informativo dedicato al nuovo Bando Erasmus+ KA131 (A.A. 2026/27) e ai programmi di Doppio Titolo / P*S. Sarà l'occasione perfetta per chiarire ogni dubbio prima della scadenza del bando!

🗓 QUANDO: 09 Marzo 2026
⏰ ORARIO: 10:00
📍 DOVE: Aula D1, Edificio 16 (Viale delle Scienze)
⚠️ Attenzione: la scadenza del Bando è fissata al 18.03.2026!

All'incontro interverranno:
🔹 Prof.ssa Daniela Bonanno (Delegata Erasmus Europeo Culture e Società)
🔹 Prof. Marco Di Donato (Delegato Internazionalizzazione Culture e Società)
🔹 Dott.ssa Francesca Paola Di Fiore (Contact Person Culture e Società)

💻 NON PUOI ESSERCI IN PRESENZA? PARTECIPA ONLINE!

🔗 Link diretto alla riunione:https://teams.microsoft.com/meet/32054333938402?p=FMECH7ZY1PWHNRYIOX

(In alternativa, se accedete dall'app di Teams, inserite questi codici):
🔢 ID Riunione: 320 543 339 384 02
🔑 Passcode: WB7XG9HK

Non fatevi scappare questa opportunità! Condividete il post con i vostri colleghi di corso. 😉👇

23/02/2026

Vuoi scoprire il Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione? Partecipa all’OpenDay del Dipartimento Culture e Società!

🗓️ 11 Marzo 2026
🕒 Ore 15 - 18:30
📍 Aula Magna Edificio 15, Viale delle Scienze

I posti sono limitati.
Compila il form (link in bio 🔗) e prenota il tuo!

Indirizzo

Viale Delle Scienze
Palermo
90100

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