20/07/2023
ANDREA
Ciao Purga, fratellino mio del 53, (avevi solo tre mesi in più) era da un po’ che non vedevo l’ora di incontrarci a cena per il nostro consueto “rendiconto annuale”. Da vent’anni, da quando mi desti generosamente una mano a scrivere Jack Folla, ci bastava una sola sera per raccontarci dodici mesi, tanto il resto lo sapevamo già l’uno dell’altro, lo intuivamo con un’occhiata, tu e io siamo sempre stati in sintonia. E adesso? Dove lo trovo un amico così intelligente, stimato e spiritoso, così caro? Con chi riderò così di gusto della vita? Eri il giornalista perfetto, di quelli -come li chiamavi tu – “con le scarpe in spalla”. Ogni volta che ci incontravamo ti chiedevo scherzando: “Quale Purgatori sei? Purga 1, 3, 8?”. Perché leggenda vuole che ti avvistassero nello stesso istante in tre redazioni diverse, sul set di due film e in tre o quattro cene in varie città. Eri infaticabile, io la notte dormo, tu scrivevi fino all’alba. E quando cominciavo a scrivere tu andavi in giro a fiutare che stesse accadendo di nuovo nel mondo. La sera, ultimamente, ti guardavo sempre ad Atlantide, ed ero felice del tuo successo. Ma*****ia Purga, che brutto scherzo che mi hai fatto. Non vedo l’ora che m'inviti a cena sulle nuvole. Ieri sera, appena appresa da un amico la notizia che stavi morendo, prima di andare a letto, ho sentito la tua voce che mi sussurrava all’orecchio: “Non hai idea di quali meraviglie che ci sono di qua!” Ti voglio bene, Andrea, ora sarai il nostro inviato speciale dalle stelle.