Maestra Iolanda

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Pagina dedicata alla didattica innovativa e digitale nella scuola primaria. É uno spazio di condivisione di idee, risorse, attività e di confronto sul mondo della scuola.

DALL’IO AL NOI: UN PERCORSO DI ACCOGLIENZA ATTRAVERSO LA NARRAZIONE E LA RIFLESSIONE.Per l’accoglienza in classe quinta ...
05/09/2026

DALL’IO AL NOI: UN PERCORSO DI ACCOGLIENZA ATTRAVERSO LA NARRAZIONE E LA RIFLESSIONE.
Per l’accoglienza in classe quinta quest’anno vorrei provare a costruire un percorso didattico/educativo un po’ diverso dal solito. ( No schede)
Non una serie di attività scollegate, ma un viaggio che, attraverso due albi illustrat e una poesia di Gianni Rodari, accompagni i bambini ad allargare progressivamente lo sguardo: da sé agli altri, fino al mondo.
Il filo conduttore potrebbe essere racchiuso in tre semplici frasi:
FARE LE COSE DIFFICILI.
I CAN DO IT!
TOGETHER WE CAN!
Nelle didascalie di ciascuna foto ( cliccateci sopra) ho cercato di riassumere tutte le fasi delle tre tappe del percorso. Cosa ne pensate?

🐝 POLLY È ARRIVATA!Ve l'avevo promesso... e finalmente posso presentarvela.Apetta Polly va a scuola è finalmente disponi...
03/09/2026

🐝 POLLY È ARRIVATA!

Ve l'avevo promesso... e finalmente posso presentarvela.
Apetta Polly va a scuola è finalmente disponibile su Amazon! 💛. https://amzn.eu/d/00NK2frH
Ho pensato questa storia per accompagnare i bambini nel loro primo incontro con la scuola, con tutte quelle emozioni che rendono questo momento così speciale. Ma c'è una sorpresa…
Polly non è arrivata da sola. 🐝
Nel libro troverete anche alcune attività operative perfette per i primi giorni, da proporre ai bambini dopo la lettura, per continuare a lavorare sulla storia, sulle emozioni e sull'accoglienza. Se volete curiosare per scoprire Polly, vi lascio qualche assaggio e nei commenti il link diretto alla pagina Amazon. Come sempre grata a chi vorrà sostenere questo progetto❣️

Cari colleghi professori, mancano 24 ore alla prima campana. I vostri alunni sono trepidanti, perché il primo giorno di ...
01/09/2026

Cari colleghi professori, mancano 24 ore alla prima campana. I vostri alunni sono trepidanti, perché il primo giorno di scuola attraversa il cuore di un ragazzo come uno stormo di promesse. Rendete quel giorno la loro Beatrice. Non li deludete. Date loro un giorno indimenticabile. Non chiedete delle loro vacanze, non raccontate le vostre. Uccideteli di meraviglia! Annichilite i grandifratelli, gli uominiedonne. Superateli in share con le vostre lezioni. Rinnovate in voi lo stupore. Fatevi brillare gli occhi, fate vedere loro che sapete perché insegnate quella materia, che siete fieri di aver speso una vita intera a imparare quelle cose, perché quelle cose contengono il mondo intero. Stupiteli con la vita, quella che c’è dentro secoli di scoperte, conoscenze, fatti, libri. Descrivete loro la sezione aurea dei petali di una rosa e il segreto per cui la si regala al proprio amore. Stupitevi. Stupiteli.Fategliela toccare questa vita. Non torneranno più indietro. Se professate questa fede toccheranno attraverso di voi le cose di cui hanno fame: verità, bene, bellezza. Le uniche cose per cui viviamo, che lo vogliamo o no. Tutti vogliamo un piatto buono, un amico sincero, una bella vacanza. È scritto nel dna che vogliamo quelle tre cose, anche se costano fatica.(...) Forse ti manderanno ugualmente all’inferno come Dante ha fatto - anche se per altri motivi - col suo maestro Brunetto, ma sapranno riconoscerti (come Dante) di avere insegnato loro “come l’uom s’etterna”: come l’uomo si è reso immortale nella storia e come l’uomo si rende immortale al presente.

Caro collega hai 24 ore. A te la scelta: un nuovo giorno, il primo, di una vita nuova. Stupisciti. Stupiscili.
Alessandro d'Avenia

31/08/2026

Tutti noi dovremmo leggerla❤️
Che cosa avrei voluto sentirmi dire il primo giorno di scuola dai miei professori o cosa vorrei che mi dicessero se tornassi studente?

Il racconto delle vacanze? No. Quelle dei miei compagni? No. Saprei già tutto. Devi studiare? Sarà difficile? Bisognerà impegnarsi di più? No, no grazie. Lo so. Per questo sto qui, e poi dall’orecchio dei doveri non ci sento. Ditemi qualcosa di diverso, di nuovo, perché io non cominci ad annoiarmi da subito, ma mi venga almeno un po’ voglia di cominciarlo quest’anno scolastico. Dall’orecchio della passione ci sento benissimo.

Dimostratemi che vale la pena stare qui per un anno intero ad ascoltarvi. Ditemi per favore che tutto questo c’entra con la vita di tutti i giorni, che mi aiuterà a capire meglio il mondo e me stesso, che insomma ne vale la pena di stare qua. Dimostratemi, soprattutto con le vostre vite, che lo sforzo che devo fare potrebbe riempire la mia vita come riempie la vostra. Avete dedicato studi, sforzi e sogni per insegnarmi la vostra materia, adesso dimostratemi che è tutto vero, che voi siete i mediatori di qualcosa di desiderabile e indispensabile, che voi possedete e volete regalarmi. Dimostratemi che perdete il sonno per insegnare quelle cose che – dite – valgono i miei sforzi. Voglio guardarli bene i vostri occhi e se non brillano mi annoierò, ve lo dico prima, e farò altro. Non potete mentirmi. Se non ci credete voi, perché dovrei farlo io? E non mi parlate dei vostri stipendi, del sindacato, della Gelmini, delle vostre beghe familiari e sentimentali, dei vostri fallimenti e delle vostre ossessioni. No. Parlatemi di quanto amate la forza del sole che brucia da 5 miliardi di anni e trasforma il suo idrogeno in luce, vita, energia. Ditemi come accade questo miracolo che durerà almeno altri 5 miliardi di anni. Ditemi perché la luna mi dà sempre la stessa faccia e insegnatemi a interrogarla come il pastore errante di Leopardi. Ditemi come è possibile che la rosa abbia i petali disposti secondo una proporzione divina infallibile e perché il cuore è un muscolo che batte involontariamente e come fa l’occhio a trasformare la luce in immagini.

Ci sono così tante cose in questo mondo che non so e che voi potreste spiegarmi, con gli occhi che vi brillano, perché solo lo stupore conosce.

E ditemi il mistero dell’uomo, ditemi come hanno fatto i Greci a costruire i loro templi che ti sembra di essere a colloquio con gli dei, e come hanno fatto i Romani a unire bellezza e utilità come nessun altro. E ditemi il segreto dell’uomo che crea bellezza e costringe tutti a migliorarsi al solo respirarla. Ditemi come ha fatto Leonardo, come ha fatto Dante, come ha fatto Magellano. Ditemi il segreto di Einstein, di Gaudì e di Mozart. Se lo sapete ditemelo.

Ditemi come faccio a decidere che farci della mia vita, se non conosco quelle degli altri? Ditemi come fare a trovare la mia storia, se non ho un briciolo di passione per quelle che hanno lasciato il segno? Ditemi per cosa posso giocarmi la mia vita. Anzi no, non me lo dite, voglio deciderlo io, voi fatemi vedere il ventaglio di possibilità. Aiutatemi a scovare i miei talenti, le mie passioni e i miei sogni. E ricordatevi che ci riuscirete solo se li avete anche voi i vostri sogni, progetti, passioni. Altrimenti come farò a credervi? E ricordatemi che la mia vita è una vita irripetibile, fatta per la grandezza, e aiutatemi a non accontentarmi di consumare piccoli piaceri reali e virtuali, che sul momento mi soddisfano, ma sotto sotto sotto mi annoiano…

Sfidatemi, mettete alla prova le mie qualità migliori, segnatevele su un registro, oltre a quei voti che poi rimangono sempre gli stessi. Aiutatemi a non illudermi, a non vivere di sogni campati in aria, ma allo stesso tempo insegnatemi a sognare e ad acquisire la pazienza per realizzarli quei sogni, facendoli diventare progetti.

Insegnatemi a ragionare, perché non prenda le mie idee dai luoghi comuni, dal pensiero dominante, dal pensiero non pensato. Aiutatemi a essere libero. Ricordatemi l’unità del sapere e non mi raccontate l’unità d’Italia, ma siate uniti voi dello stesso consiglio di classe: non parlate male l’uno dell’altro, vi prego. E ricordatemelo quanto è bello questo Paese, parlatemene, fatemi ve**re voglia di scoprire tutto quello che nasconde prima ancora di desiderare una vacanza a Miami. Insegnatemi i luoghi prima dei non luoghi.

E per favore, un ultimo favore, tenete ben chiuso il cinismo nel girone dei traditori. Non nascondetemi le battaglie, ma rendetemi forte per poterle affrontare e non avvelenate le mie speranze, prima ancora che io le abbia concepite.

Per questo, un giorno, vi ricorderò.

Alessandro d'Avenia

🐝 ACCOGLIENZA IN CLASSE PRIMA: ARRIVA POLLY! 🐝Tra qualche giorno uscirà il mio nuovo libro ambientato nel Bosco Allegro,...
30/08/2026

🐝 ACCOGLIENZA IN CLASSE PRIMA: ARRIVA POLLY! 🐝
Tra qualche giorno uscirà il mio nuovo libro ambientato nel Bosco Allegro, dedicato a un momento davvero speciale: l’accoglienza dei bambini che iniziano la classe prima. ❤️ “Apetta Polly va a scuola". Una storia illustrata che aiuta ad affrontare con serenità i primi giorni di scuola.
Il libro è ancora in revisione, ma non vedo l’ora di potervene parlare più approfonditamente nei prossimi post! Polly accompagnerà i bambini in un piccolo viaggio fatto di emozioni, fiducia, primi passi e nuove scoperte, perché iniziare la scuola è un'avventura bellissima, ma può portare con sé anche qualche timore e tante domande.
E mentre Polly si prepara a entrare in classe… io sto preparando tutto il resto! Questi sono i primi braccialetti dell’accoglienza che sto realizzando per i bambini: un piccolo gesto per farli sentire subito parte di qualcosa, accolti e attesi.
Ma non finisce qui!
Sto preparando anche i segnalibro, le coccarde di benvenuto/a, i segnaposto, il cartellone delle regole, che non sarà semplicemente qualcosa da appendere, ma nascerà insieme ai bambini, attraverso un’attività pensata proprio per loro.
Insomma, sta prendendo forma un vero e proprio progetto di accoglienza a tema Polly.
Presto condividerò tutto con voi, qui sulla pagina.
Non vedo l’ora di portarvi nuovamente nel Bosco Allegro e farvi conoscere Polly! Io la adoro💕 ma non fateci caso, son troppo di parte😀

Quest'anno ad accogliermi ci sarà una nuova classe e ho deciso di romper il ghiaccio facendomi conoscere così: niente di...
30/08/2026

Quest'anno ad accogliermi ci sarà una nuova classe e ho deciso di romper il ghiaccio facendomi conoscere così: niente discorsi formali, ma un grande Lapbook interattivo pieno di finestrelle colorate, sagome ed elementi "apri e chiudi".
Sarò io a fare il primo passo, svelando un po' di me, delle mie passioni e dei miei pregi, ma senza nascondere i miei difetti e tutto ciò che desidero ancora imparare. Poi la palla passerà a loro: mi piacerebbe che ciascun bambino creasse il proprio piccolo Lapbook personale per raccontarsi a sua volta, niente schede "riempi spazio"..
OGni finestrella che si solleva svela un segreto, un gesto di pura scoperta, richiede un gesto di apertura in senso lato. È uno strumento che lascia totale libertà d'espressione, permettendo a ciascuno di trovare il proprio ritmo e il proprio linguaggio, che sia attraverso le parole, i colori, i piccoli disegni o i ricordi più cari.
Così, il momento del racconto diventa ascolto profondo e relazione autentica. Non ci diremo soltanto cosa ci piace e cosa no, ma CHI SIAMO. Se ti piace l'idea, scrivilo nei commenti e ti invierò le sagome per la realizzazione del lapbook ( dei bambini) non appena le predisporrò 😊☺️👍

Io sono una maestra scintilla e  tu che maestra/o sei? Un libro che non si limita a raccontare, ma che celebra con grazi...
30/08/2026

Io sono una maestra scintilla e tu che maestra/o sei?
Un libro che non si limita a raccontare, ma che celebra con grazia e poesia l’essenza più profonda dell’insegnamento. "Ci sono maestre, ci sono maestri" è un albo illustrato che si presenta come una vera e propria rassegna di figure uniche e preziose, accomunate da un unico e potente desiderio: aiutare i bambini a spiccare il volo, guardando al futuro con speranza e fiducia. Attraverso un'originale e vivace galleria di ritratti, il libro ci presenta maestri ago e filo che ricuciono insieme preoccupazioni e sorrisi, maestri aquilone che insegnano la leggerezza e mantengono uno sguardo bambino, maestri casa che offrono un rifugio sicuro con la loro voce buona e i loro sguardi gentili. Non mancano i maestri scintilla, che accendono la curiosità e svelano i segreti nascosti nelle piccole cose, e persino maestri ballerini, maestri finestra e maestri caleidoscopio.
Questo albo è un invito a riflettere sull'importanza cruciale del ruolo di noi insegnanti, che va ben oltre la semplice trasmissione di conoscenze. È un libro specchio un cui rivivere, riconoscersi e ritrovarsi. Io mi sono commossa❤️
"Ci sono maestre, ci sono maestri" non è solo un libro, ma un dono per tutti noi.

DALL’IO AL NOI: IO POSSO, INSIEME POSSIAMOQualche giorno fa vi ho raccontato un’idea per l’accoglienza in classe quinta,...
28/08/2026

DALL’IO AL NOI: IO POSSO, INSIEME POSSIAMO
Qualche giorno fa vi ho raccontato un’idea per l’accoglienza in classe quinta, nata dalla lettura dell’albo illustrato PUOI, edito da Emme Edizioni.
La proposta partiva da una parola semplice, ma potentissima:
I CAN DO IT!
Dopo la lettura e una conversazione sulla fiducia in se stessi, sulle proprie capacità, sulle difficoltà e sulla possibilità di non arrendersi, ogni bambino avrebbe costruito la propria montagna: una vetta da raggiungere, con se stesso in cima e, lungo il percorso, tutte quelle parole e quei pensieri capaci di ricordargli che può farcela.
Ma poi mi sono chiesta: e dopo l’IO?
Se è importante credere nelle proprie possibilità, non è forse altrettanto importante imparare a riconoscere che, insieme agli altri, possiamo fare molto di più?
Ed è così che è nata la seconda idea. IL PONTE
Questa volta sono partita da un altro albo illustrato, Il ponte, di Heinz Janisch e Helga Bansch, pubblicato da Orecchio Acerbo. Un orso e un gigante si trovano contemporaneamente alle estremità di un ponte stretto. Entrambi vogliono passare. Nessuno vuole cedere il passo. Una storia semplice, ma capace di aprire una riflessione molto più grande: come possiamo incontrarci? Oltre le distanze, le differenze. Da qui lo sguardo può allargarsi. Non soltanto al nostro gruppo classe, ma alle persone, ai popoli e alle culture che abitano il nostro mondo. E allora ho immaginato un grande cartellone collettivo: un planisfero colorato, attraversato da tanti ponti. Ponti che non servono semplicemente a collegare due luoghi, ma a rappresentare la possibilità di incontrarsi, conoscersi, ascoltarsi e comprendersi.
Su ogni ponte una parola.
DIALOGO
ASCOLTO
RISPETTO
CONFRONTO
EMPATIA
COMPRENSIONE
COLLABORAZIONE
PACE
SOLIDARIETÀ
FIDUCIA
Ma queste non saranno parole date da me.Saranno le parole dei bambini, quelle che emergeranno dalla discussione.
La domanda potrebbe essere:
“Se volessimo costruire ponti tra persone e culture diverse, quali parole dovremmo mettere sui nostri ponti?” E poi un’altra, ancora più grande:
“Che cosa possiamo fare NOI, nel nostro piccolo, per costruire ponti invece di distanze?”
Ogni ponte potrà collegare persone diverse, provenienti da paesi, culture e tradizioni differenti.
E in alto, a racchiudere tutto il significato del cartellone: TOGETHER WE CAN!
Mi piace pensare che queste due attività possano diventare due tappe di un unico percorso:
I CAN DO IT!
Io posso. Credo in me, nelle mie capacità e nelle mie possibilità.
TOGETHER WE CAN!
Insieme possiamo incontrarci, aiutarci, comprenderci e costruire qualcosa di più grande.
Dall’IO al NOI.
Dalla fiducia in se stessi alla fiducia nell’altro.
Dalla propria piccola vetta a un mondo fatto di ponti. Cosa ne pensate?

L'idea. Quest’anno, per l’accoglienza in classe quinta, vorrei partire da un albo illustrato che trovo davvero speciale:...
26/08/2026

L'idea. Quest’anno, per l’accoglienza in classe quinta, vorrei partire da un albo illustrato che trovo davvero speciale: "Puoi" edito da Emme Edizioni. Lo conoscete?
Un albo motivazionale, semplice ma potente, che può diventare il punto di partenza per parlare con i bambini di fiducia in se stessi, delle proprie capacità, delle paure, degli errori e di tutte quelle volte in cui pensiamo di non farcela… e invece possiamo provarci.
Dopo la lettura, vorrei lasciare spazio alle loro parole.

💭 Che cosa significa per voi “PUOI”?
💭 Quando vi siete sentiti capaci di fare qualcosa che pensavate fosse difficile?
💭 Che cosa ci aiuta quando abbiamo paura di non riuscire?
💭 Quali parole vorremmo sentirci dire quando ci troviamo davanti a una difficoltà?
Da questo brainstorming nascerà una montagna. Una grande montagna disegnata sul quaderno, con un sentiero che sale verso la vetta.
E in cima… ciascun bambino disegnerà se stesso.
Perché quella vetta rappresenterà tutto ciò che può raggiungere quando crede nelle proprie possibilità e anche se non dovesse raggiungerla, poco importa, quel che conta è il cammino, la salita.
Lungo la montagna troveranno posto le parole e le frasi che potrebbero emergere dalla conversazione:
Posso farcela.
Posso sbagliare.
Posso riprovare.
Non mi arrendo.
Posso chiedere aiuto.
Credo in me.
E in alto, sopra la vetta, una grande scritta:

I CAN DO IT

Mi piace l’idea che la prima pagina del loro quaderno non sia soltanto una copertina, ma diventi una piccola dichiarazione di fiducia in se stessi. Una montagna per ricordare loro che nella vita ci saranno salite, ostacoli e momenti in cui penseranno di non farcela. Ma anche che la vetta non si raggiunge tutta in una volta: si sale un passo alla volta.
E forse il messaggio più importante da lasciare ai nostri ragazzi, proprio all’inizio di un nuovo anno, è semplicemente questo:
PUOI. ❤️

Meravigliosa e struggente❤️
26/08/2026

Meravigliosa e struggente❤️

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