10/10/2026
Investire sul benessere dei giovani significa investire sul futuro
La salute mentale dei più giovani è oggi una delle grandi sfide che riguardano non soltanto le famiglie e i sistemi sanitari, ma l’intera comunità educante.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa un adolescente su sette presenta una condizione di salute mentale, una difficoltà che può incidere sul benessere emotivo, sulle relazioni, sull’apprendimento e, più in generale, sulla vita quotidiana.
Sono dati che ci chiedono di guardare al benessere delle nuove generazioni in una prospettiva più ampia. Ogni ragazzo costruisce nel tempo una propria traiettoria di crescita, fatta di esperienze, relazioni, passaggi formativi, difficoltà e possibilità. Intervenire precocemente quando emerge una fragilità significa poter incidere positivamente su quella traiettoria, evitando che una difficoltà temporanea diventi un ostacolo stabile nel percorso personale, scolastico e sociale.
Per questo è importante costruire contesti capaci di osservare, ascoltare e accompagnare, contrastando stigma e isolamento e offrendo ai giovani strumenti che permettano loro di sviluppare pienamente le proprie possibilità.
Anche l’Europa ha posto la salute mentale al centro delle proprie politiche, richiamando la necessità di un approccio che coinvolga non soltanto la sanità, ma anche la scuola, l’università, la formazione, il lavoro e l’inclusione sociale.
È una prospettiva che riguarda da vicino anche la Fondazione ONAOSI e, in particolare, l’esperienza quotidiana dei suoi Centri Formativi, luoghi nei quali l’accompagnamento dei giovani non si esaurisce nella dimensione dello studio.
Vivere e crescere in un Centro Formativo significa infatti essere inseriti in una comunità educativa attenta alla persona, alle relazioni, all’autonomia e ai diversi momenti che caratterizzano il percorso verso l’età adulta. Significa poter intercettare bisogni, riconoscere eventuali situazioni di difficoltà e accompagnare ogni giovane nella costruzione della propria traiettoria formativa e personale.
Questa attenzione assume un valore ancora maggiore nei momenti di passaggio: l’ingresso all’università, il distacco dalla famiglia, la gestione dello studio, la costruzione di nuove relazioni, le prime scelte rispetto al proprio futuro. Sono fasi nelle quali anche una fragilità può emergere con maggiore evidenza e nelle quali la presenza di una comunità capace di ascoltare può fare la differenza.
Nello stesso quadro si collocano le iniziative che la Fondazione dedica ai giovani con bisogni specifici, tra cui il Bando 2026 rivolto ai figli dei contribuenti con DSA e/o ADHD, con l’obiettivo di sostenere le famiglie e favorire condizioni che permettano a ciascun ragazzo di affrontare il proprio percorso formativo con strumenti adeguati alle proprie caratteristiche.
Parlare di benessere significa infatti parlare anche di autonomia, inclusione, possibilità di apprendere e possibilità di costruire il proprio progetto di vita.
Accompagnare un giovane significa non guardare soltanto al risultato di oggi, ma alla traiettoria che sta costruendo per il proprio domani. Investire sui giovani significa offrire formazione e opportunità, ma anche ascolto, strumenti e relazioni capaci di sostenerli lungo questo percorso.