24/03/2026
La stessa data che anni dopo sarebbe stata quella del Golpe dei nazisti argentini, gli amici che coprirono Priebke in Argentina.
FOSSE ARDEATINE
Domani ricorre l'anniversario della strage delle Fosse Ardeatine e, come ogni anno, verranno affermate falsità sull'accaduto.
Da tempo, infatti, secondo varie ricostruzioni la responsabilità dell'eccidio sarebbe da imputarsi ai partigiani dei GAP che effettuarono l'attentato di via Rasella del giorno precedente, ovvero del 23 marzo 1944, che si sarebbero dovuti consegnare per evitare la strage;
si certifica che i partigiani fossero consapevoli della ritorsione che sarebbe seguita;
si afferma che i 33 soldati del reggimento "Bozen" della polizia tedesca fossero "una banda musicale di semipensionati" (cit. La Russa).
La realtà è ben diversa, ovvero:
nessuno chiese ai partigiani di consegnarsi, infatti le autorità tedesche compilarono la lista dei condannati e nella serata del 24 comunicarono di aver ucciso "dieci comunisti-badogliani" per ogni soldato ammazzato;
in precedenza, nessuna ritorsione simile era mai stata attuata nelle città occupate dai nazisti;
non esisteva nessun codice di guerra che legittimasse una rappresaglia in un rapporto di dieci ad uno e, anzi, si è poi venuto a sapere come la strage delle Fosse Ardeatine sia stata attuata dietro ordine diretto di Hi**er, in violazione del codice militare tedesco;
i militari della "Bozen" avevano tutti tra i 26 e i 43 anni;
le 335 vittime delle Fosse Ardeatine non furono ammazzate "perché italiani", come più volte affermato dal presidente del consiglio Giorgia Meloni, ma in base a un'accurata selezione per colpire gli antifascisti, i resistenti, gli oppositori politici e gli ebrei.
In sintesi, tutto si può dire sull'attentato di via Rasella, valutarne l'efficacia, l'utilità, l'opportunità e le conseguenze, ma per onestà storica va affermato che è stato attuato all'interno di uno scenario di guerra, nei confronti di un reparto in appoggio a un esercito occupante che controllava un intero paese con l'aiuto del governo fantoccio della Repubblica Sociale Italiana.