Bacheca Insegnamenti - Prof. Giovanni Scarafile

Bacheca Insegnamenti - Prof. Giovanni Scarafile In questa pagina è possibile trovare informazioni relative agli insegnamenti universitari impartiti dal prof. Giovanni Scarafile nell'Università di Pisa

In memoria di Gilberto De Nitto.
08/07/2024

In memoria di Gilberto De Nitto.

Il Diario segue l’intervento del Papa a Triste per le Settimane Sociali. Lo fa con una diretta speciale in onda dalle 8 del mattino. Intervengono: il profess...

"Benché si possa riconoscere che il mistico possa esplorare ambiti inaccessibili al filosofo, quest’ultimo dovrebbe riba...
06/07/2024

"Benché si possa riconoscere che il mistico possa esplorare ambiti inaccessibili al filosofo, quest’ultimo dovrebbe ribadire,con sobrietà e senza ostentazioni, l’importanza della sua specifica modalità di pensiero e, oserei dire, di vita.

È possibile che proprio questa specificità rappresenti una difesa di ciò che finora è stato definito, con un termine oggi quasi caduto in disuso, “civiltà”. Sono fermamente persuaso che il destino della filosofia e quello della civiltà siano indissolubilmente legati.

La capacità del filosofo di fungere da mediatore tra il mondo dei tecnici e quello della spiritualità pura si rivela sempre più essenziale. In assenza di questo ruolo, si corre il rischio che i tecnici oltrepassino confini che dovrebbero rimanere sacri, mentre, d’altro canto, i rappresentanti della spiritualità pura potrebbero emettere giudizi sui tecnici che, pur essendo inapplicabili nella pratica, potrebbero generare una grave confusione.

Spetta al filosofo, e forse solo a lui, affrontare questo stato di confusione, con umiltà e senza illudersi, consapevole che questo compito è un dovere ineludibile da cui non si può sottrarre senza tradire la propria missione"
Gabriel Marcel

Torna, a cura di Giovanni Scarafile e in una nuova traduzione, un saggio del 1951, dove il pensatore francese critica l'atteggiamento espresso da Camus nel romanzo "La nausea", giudicato «ingenuo»

"Avere a cuore la ricerca della verità, ma senza pensare di poterla avere in tasca e imporla agli altri", a proposito de...
20/06/2024

"Avere a cuore la ricerca della verità, ma senza pensare di poterla avere in tasca e imporla agli altri", a proposito de "Il filosofo di fronte al mondo d'oggi" di Gabriel Marcel (Morcelliana Scholé, 2024)

Su La Ragione, in edicola

"La metafisica è quel ramo della conoscenza che ha di fronte problemi dei quali non viene a capo. Ora, la teodicea è esa...
19/06/2024

"La metafisica è quel ramo della conoscenza che ha di fronte problemi dei quali non viene a capo. Ora, la teodicea è esattamente questo in maniera esemplare […].
Avere problemi dei quali non si viene a capo, se è spiacevole dal punto di vista teoretico-scientifico, è tuttavia normale dal punto di vista dell’uomo. […]
Esistono problemi umani in rapporto ai quali sarebbe anti-umano, e dunque un errore nell’arte del vivere, non averli, mentre sarebbe ultra-umano, dunque un errore nell’arte del vivere, il risolverli. […]
Metafisici di professione sono coloro che hanno appreso accuratamente e con successo a non sbarazzarsi dei problemi: in ciò consiste il loro valore. Certamente, chi ad un problema non dia alcuna risposta, si lascerà sfuggire in definitiva il problema stesso, e questo non va bene. Chi, invece, ad un problema dia una sola risposta, crederla di averlo risolto, finendo facilmente col diventare un dogmatico, e anche questo non va bene. La cosa migliore è di dare anche troppe risposte. Ciò, ad esempio, in rapporto alla teodicea, conserva il problema, senza effettivamente risolverlo. […]
Pericolosi sono tanto l’astenersi dal rispondere, quanto il monismo della risposta. Utile, è invece, che la vita generi una profusione e un eccesso di risposte, come effettivamente accade con la storia della metafisica che, per questo, è l’organo della scepsi. […]
In definitiva, quanto alla metafisica le cose stanno così come quel cacciatore di leoni amico dei leoni che, interrogato su quanti leoni avesse già abbattuto, poteva ammettere: «Nessuno», ricevendo in cambio questa consolante risposta: «Coi leoni è già molto». Proprio così capita alla metafisica […] ed anche alla teodicea; dei suoi problemi essa non ne ha risolto «nessuno». E, tuttavia, «per gli uomini questo è già molto».
Odo Marquard

Per chi vuole sentire la voce di Abraham Kaplan, mentre tiene la conferenza su "The Life of Dialogue", tradotta in Itali...
19/05/2024

Per chi vuole sentire la voce di Abraham Kaplan, mentre tiene la conferenza su "The Life of Dialogue", tradotta in Italia da Editrice Morcelliana con il titolo "Il duologo. La vita del dialogo".

Grazie al Gustavus Adolphus College che ha reso disponibile l'audio dell'evento.

Abraham Kaplan presenting at the 5th annual Nobel Conference (Communication) at Gustavus Adolphus College in 1969. Lecture by Abraham Kaplan: The Life of Dia...

In che modo l'integrazione dei principi etici può influenzare la reputazione e il successo a lungo termine di un'azienda...
18/05/2024

In che modo l'integrazione dei principi etici può influenzare la reputazione e il successo a lungo termine di un'azienda?
È possibile che un'etica solida sia anche una strategia di business efficace nel contesto competitivo odierno?
Qual è il ruolo dell'etica nella formazione e nello sviluppo delle future generazioni di manager?
Questo - e tanto altro - il prossimo mercoledì, con Adele Caroppo, per l'ultima lezione di Etica applicata.

Dermot Moran, una delle voci più autorevoli della fenomenologia, e Suwanna Satha-Anand, una delle voci più autorevoli de...
17/05/2024

Dermot Moran, una delle voci più autorevoli della fenomenologia, e Suwanna Satha-Anand, una delle voci più autorevoli della filosofia della religione, intervengono sul Messaggio del Papa per la 58ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni sul tema "Intelligenza artificiale e sapienza del cuore".

13/05/2024

Sono stato felice di incontrare oggi i dottorandi in filosofia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e di dialogare con loro. In conclusione dell'incontro, a mo' di augurio, ho voluto condividere un passaggio, tratto dal Sartor Resartus, di Thomas Carlyle in cui l'autore inglese accenna al compito altissimo di chi scrive libri. Lo condivido anche qui, nel caso in cui potesse essere di interesse per qualcuno degli amici.

"O tu che sei capace di scrivere un Libro, - perché ogni due secoli, o più spesso, si trova un uomo che ha il dono di farlo -, non invidiare chi viene chiamato Costruttore di Città, e compiangi indicibilmente chi è chiamato Conquistatore o Inceneritore di Città! Tu pure sei un Conquistatore e un Vincitore; ma del tipo vero, cioè conquisti e vinci il Diavolo; tu pure hai costruito qualcosa che sopravvivere al marmo e al metallo, e che sarà una stupefacente Città della Mente, un Tempio, un Seminario e un Monte Profetico verso il quale muoveranno il Pellegrinaggio tutti i popoli della Terra".

"Questo suo mondo, una volta bello, è divenuto un Deserto orribile, dove non s’odono altro che l’ululato di belve feroci...
11/05/2024

"Questo suo mondo, una volta bello, è divenuto un Deserto orribile, dove non s’odono altro che l’ululato di belve feroci e le strida di uomini disperati e traboccanti d’odio […]. Fragile entità sperduta nell’Infinità minacciosa, pareva non mi fossero rimasti che gli occhi, con cui scorgere la mia infelicità. Muri invisibili ma impenetrabili, come dovuti a un Incantesimo, mi separavano da ogni cosa vivente; esisteva forse per me, nel vasto mondo, un cuore sincero da stringere fiduciosamente al mio? O Cielo, no; nessuno! Mettevo sulle mie labbra il suggello del silenzio”.

Mi colpisce quest’ultima espressione: mettere sulle proprie labbra il suggello del silenzio. Mi sembra che con essa Diogene Teufelsdröckh, protagonista del capolavoro di Thomas Carlyle, "Sartor Resartus", non indichi una semplice incapacità di dire, ma qualcosa di diverso, una specie di atto di resistenza di fronte ad un’epoca che non si comprende più perché divenuta troppo diversa rispetto alle categorie con cui eravamo abituati a pensarla.

Proprio da queste parole, “Mettevo sulle mie labbra il suggello del silenzio”, trarrò spunto lunedì prossimo per la mia conversazione con i dottorandi dell’Università Cattolica di Milano, riflettendo su come stia evolvendo il ruolo dell’intellettuale in questo nostro tempo di transizione, un'era che ci sfida a reinventare i nostri modi di pensare e di essere nel mondo.

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