Accademia D'Arte Di Pisa

Accademia D'Arte Di Pisa Scuola di Pittura e Grafica

Oggi è il 6 Settembre, ed in questo giorno, nel 1925, a Porto Empedocle, Agrigento, nasceva il grande scrittore Andrea C...
06/09/2026

Oggi è il 6 Settembre, ed in questo giorno, nel 1925, a Porto Empedocle, Agrigento, nasceva il grande scrittore Andrea Camilleri, che è stato anche regista, sceneggiatore, drammaturgo ed insegnante. Iniziò a mettersi in evidenza nel 1947 vincendo il Premio di Poesia “Firenze” e sempre in quegli anni si formò anche come scrittore. Già dal 1942 aveva iniziato a lavorare come regista teatrale e dal 1945 iniziò a pubblicare racconti e poesie, vincendo premi d'importanza nazionale. Entrò in R.A.I. Nel 1957, insegnò alcuni anni al Centro Sperimentale di cinematografia di Roma e poi dal 1977 al 1997 fu titolare della cattedra di regia all'Accademia D'Arte Drammatica. Scrisse su riviste italiane ed estere, curò la regia del teleromanzo “Lazarillo” (nel 1968) e nel 1978 esordì nella narrativa con “Il Corso delle Cose”. Vivo è stato anche il suo impegno politico e nel 1999 ebbe anche l'opportunità di fare l'attore nel film “giallo” “La Strategia della Maschera” e nel 2018 ha recitato il suo monologo “Conversazione Su Tiresia” collegando la storia dell'indovino cieco alla sua sopravvenuta cecità. Dopo varie pubblicazioni con alternato successo, nel 1994 pubblicò il primo romanzo poliziesco intitolato “La Forma dell'Acqua”, che vedeva come protagonista il Commissario Montalbano e che ispirerà la lunga serie di estremo successo televisivo che porterà Camilleri a raggiungere un grande successo popolare. Nel 2002 fu direttore artistico del Teatro Comunale Regina Margherita di Racalmuto ed intensificò anche la pubblicazione di romanzi, che ebbero sempre in modo crescente grande successo popolare, nazionale ed internazionale, con la peculiarità di un linguaggio originale composto da una commistione d'italiano e di dialetto siciliano, anche molto personalizzato. Le sue opere letterarie sono state tradotte il 120 lingue ed ha venduto più di 10 milioni di copie. Colpito da malore mentre si stava preparando per uno spettacolo teatrale, fu ricoverato per un arresto cardiorespiratorio, e non riprendendo mai più conoscenza, si spense a Roma nel 2019. Questa mia opera a sanguigna è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa

Si apre la mostra fotografica di BRUNO POLLACCI intitolata "Gli Urlanti Silenti del Bosco", presso la “UNIVERSE ART GALL...
05/09/2026

Si apre la mostra fotografica di BRUNO POLLACCI intitolata "Gli Urlanti Silenti del Bosco", presso la “UNIVERSE ART GALLERY”,Galleria d'Arte virtuale no profit diretta da Bruno Pollacci, direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa. La mostra è visitabile gratuitamente e 24 ore su 24 sul sito https://universeartgallery.jimdofree.com/ fino al 31 Dicembre 2026. Dall'a presentazione della mostra: “Entrare nel percorso visivo de “Gli Urlanti silenti del Bosco” significa muoversi lungo la sottile linea d’ombra dove la natura smette di essere paesaggio contemplativo e si fa carne, sofferenza e dramma primordiale. Bruno Pollacci, artista eclettico (pittore, scultore, grafico, poeta, scrittore, fotografo e Direttore dell’Accademia d'Arte di Pisa), dimostra in questa serie fotografica come lo sguardo multidisciplinare riesca a scardinare la superficie della realtà. La sua lente non registra semplicemente la materia vegetale abbattuta dalla furia degli elementi; al contrario, ne scava la tessitura intima per restituirci una vera e propria anatomia del dolore. Un bianco e nero tagliente e profondo, dai contrasti quasi scultorei, mette a n**o i resti di tronchi spezzati da fulmini, tempeste e venti impetuosi. Guardando queste immagini, la sensazione di trovarsi di fronte a semplici rami si dissolve rapidamente: le fibre di legno sfilacciate diventano nervi tesi, le cortecce corrugate assumono il peso di pelli ferite, e i tronchi spezzati si sollevano verso il cielo come fauci spalancate o figure zoomorfe sorprese nell'istante del massacro. C’è un’espressività drammatica e quasi drammaturgica in queste forme statiche. È il paradosso racchiuso nel titolo stesso: un urlare silente, muto per l'orecchio umano ma assordante per la sensibilità di chi osserva. Pollacci cattura la natura nell'atto di gridare la propria vulnerabilità di fronte al tempo e alla violenza climatica, trasformando il bosco in un teatro di sopravvivenza ed estinzione. Questa mostra ci invita a superare il distacco analitico per entrare in un'empatia profonda con il regno vegetale. Nelle fratture di questi alberi non leggiamo solo la fine di un ciclo naturale, ma rispecchiamo le nostre stesse ferite, la fragilità e la disperata bellezza della vita che resiste”. Nell'area "Link Video Mostre" sono attivi i link per visionare video di mostre precedenti pubblicati su You Tube e nell'area “Locandine Mostre” sono visionabili tutte le locandine delle mostre precedenti.
LINK DIRETTO PER VISITARE LA MOSTRA: https://universeartgallery.jimdofree.com/

Oggi è il 5 Settembre ed in questo giorno, nel 1877, a Fort Robinson, nei pressi della città di Crawford, nel Nebraska, ...
05/09/2026

Oggi è il 5 Settembre ed in questo giorno, nel 1877, a Fort Robinson, nei pressi della città di Crawford, nel Nebraska, U.S.A., moriva il grande capo degli Oglala Lakota (Sioux) Tȟashunka Witko (in inglese Crazy Horse, da noi conosciuto come Cavallo Pazzo). Era nato nella regione del “Bear Butte”, a nord delle Black Hills, in quello che oggi è il Dakota del Sud, presumibilmente negli anni '40 dell'800. Allevato secondo le grandi tradizioni del suo popolo, abituato alla solitudine ed alla riflessione, da bambino imparò con grande abilità a cavalcare e ad utilizzare l'arco e le frecce, per la caccia e la battaglia. Da adulto sapeva cavalcare a pelo tenendosi alla criniera del cavallo e riusciva a scomparire di fianco al cavallo per non mostrarsi al nemico in battaglia. Divenne un grande difensore del suo Popolo contro l'esercito degli Stati Uniti, che per dare terre ai coloni, invadeva i territori indiani. Distintosi presto per la sua grande audacia e temerarietà in battaglia, a Cavallo Pazzo fu conferito il titolo di “Ogle Tanka Un” (Portatore di Casacca, ovvero “Capo di guerra”). Divenne uno dei massimi protagonisti nella lotta intrapresa contro lo sterminio dei Nativi delle Grandi Pianure, ed anche dopo la rinuncia alla lotta armata da parte di altri grandi capi come Nuvola Rossa e Coda Chiazzata, lui proseguì, insieme all'altro grande capo Toro Seduto. Per comprendere anche il suo spessore spirituale, questa è una sua testimonianza della coscienza dell'unità tra tutte le cose viventi: "Al di là della sofferenza: la Nazione Rossa risorgerà e sarà una benedizione per un mondo malato, un mondo pieno di promesse non mantenute, di egoismo e separazioni. Esisterà una volontà di avere un nuovo modo di vedere e pensare; i colori degli uomini si uniranno sotto l'Albero Sacro della vita e tutta la terra diventerà un nuovo cerchio. In quel giorno, ci saranno quelli tra i Lakota che porteranno la conoscenza e la comprensione di unità tra tutte le cose viventi e i giovani bianchi verranno dalla mia gente a richiedere questa saggezza. Saluto la luce nei tuoi occhi in cui abita l'intero Universo. Perché quando ti trovi in quel centro dentro di te e io sono quel luogo dentro di me, ci deve essere uno”. Questa frase fu espressa mentre era seduto a fumare la Sacra P**a con Toro Seduto per l'ultima volta, quattro giorni prima di essere assassinato, all'ipotetica età di 37 anni. Questa mia opera a sanguigna acquerellata è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa

Oggi è il 4 Settembre ed in questo giorno, nel 1989 a Losanna, in Svizzera, moriva Georges Simenon, che è stato uno scri...
04/09/2026

Oggi è il 4 Settembre ed in questo giorno, nel 1989 a Losanna, in Svizzera, moriva Georges Simenon, che è stato uno scrittore belga di lingua francese, tra i più prolifici del XX° secolo. È celebre soprattutto per aver creato il personaggio del commissario Jules Maigret, protagonista di 75 romanzi e 28 racconti polizieschi. Nacque a Liegi, in Belgio, nel 1903 da una famiglia della piccola borghesia, e la madre, superstiziosa, fece registrare la nascita il giorno prima del vero. Iniziò giovanissimo come giornalista a Liegi, pubblicando racconti già a 16 anni con lo pseudonimo Georges Sim. Negli anni ‘20 si trasferì a Parigi e scrisse centinaia di romanzi popolari sotto decine di pseudonimi. La svolta avvenne negli anni '30 con l’introduzione del commissario Maigret, pubblicato con il suo vero nome. Fu un autore estremamente prolifico: con oltre 400 romanzi, pubblicati in più di 40 paesi e tradotti in oltre 50 lingue, per una tiratura complessiva superiore ai 700 milioni di copie. Secondo l’UNESCO, è il 17º autore più tradotto al mondo, il 3º in lingua francese dopo Jules Verne e Alexandre Dumas. La sua era una scrittura semplice e scarna, ma efficace nel creare atmosfere intense e realistiche ed era interessato più alla psicologia dei personaggi che alla risoluzione dell’enigma. Nei suoi gialli, la domanda non è più “chi è il colpevole”, ma “perché si è arrivati al delitto”. I protagonisti sono spesso persone comuni, coinvolte in drammi profondamente umani, contribuendo a una vera “borghesizzazione” del romanzo poliziesco. Il commissario Maigret è una figura riflessiva, umana, poco incline allo stereotipo dell’investigatore-genio. Le sue inchieste sono esplorazioni della verità umana più che della mera colpevolezza. Le ambientazioni oscillano tra una Parigi malinconica e le atmosfere cupe della provincia francese. I suoi romanzi furono adattati per il cinema già dagli anni ‘30 (es. Jean Renoir). Fu presidente di giuria al Festival di Cannes nel 1960, stringendo amicizia con Federico Fellini. Visse in oltre 33 residenze tra Belgio, Francia, Stati Uniti, Canada e Svizzera. Fu un accanito fumatore, bevitore, e noto per una vita sessuale estremamente disinibita: dichiarò di aver avuto rapporti con circa 10.000 donne, soprattutto pr******te. Nel 1972 annunciò il ritiro dalla scrittura “manuale”, passando a dettare le sue opere su nastro. Dopo il suicidio della figlia Marie-Jo nel 1978, scrisse "Memorie intime". Morì nel 1989 a Losanna per un tumore al cervello. Georges Simenon ha rivoluzionato il genere poliziesco, trasformandolo in un mezzo per esplorare l’animo umano. Nonostante uno stile essenziale e una vita personale turbolenta, ha lasciato un'impronta duratura nella letteratura mondiale. Questa mia opera realizzata con la tecnica della “computer art” è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa

Oggi è il 3 Settembre ed in questo giorno, nel 1991, a La Quinta, in California, U.S.A., moriva il grande regista Frank ...
03/09/2026

Oggi è il 3 Settembre ed in questo giorno, nel 1991, a La Quinta, in California, U.S.A., moriva il grande regista Frank Capra. Era nato nel 1897 a Bisacquino, Palermo, ed il suo vero nome era Francesco Rosario Capra. Fu anche sceneggiatore e produttore cinematografico. Frank Capra è il regista che ha insegnato ad Hollywood come raccontare il "sogno americano", trasformando la speranza in materia cinematografica. Emigrò negli Stati Uniti con la famiglia quando aveva solo sei anni, affrontando il duro viaggio in terza classe. Questa esperienza da immigrato segnerà per sempre la sua visione del mondo: un misto di profonda gratitudine per le opportunità offerte dalla nuova patria e di un’incrollabile fiducia nella bontà della gente comune. Prima di approdare al cinema, Capra si laureò in ingegneria chimica, ma il richiamo della regia fu troppo forte. Negli anni '30 divenne il pilastro della Columbia Pictures, dirigendo capolavori senza tempo come “Accadde una notte”, “È arrivata la felicità” e “Mr. Smith va a Washington”. Il suo stile, unico nel mescolare commedia brillante, sentimentalismo e critica sociale, gli valse ben tre premi Oscar come miglior regista, trasformandolo in una vera e propria superstar dietro la macchina da presa. La sua opera più celebre resta senza dubbio “La vita è meravigliosa” (1946). Curiosamente, al momento dell'uscita il film fu un mezzo flop al botteghino, ma con il passare dei decenni è diventato il classico natalizio per eccellenza, capace di ricordarci come la vita di ogni singolo individuo possa fare la differenza nel mondo. Autore di memorabili commedie, capaci di far divertire ma anche commuovere, il suo cinema ha raccontato ed interpretato, con ottimismo, lo spirito dei tempi, contribuendo a creare un particolare immaginario collettivo popolare. Tra i tanti film da lui diretti, possiamo anche ricordare “Arriva John Doe”, “L'Eterna Illusione”, “Arsenico e Vecchi Merletti”, “Un Uomo da Vendere”, “Angeli con la Pistola”. Capra si è spento nel 1991, lasciando in eredità un cinema dal cuore grande, dove l'ottimismo e l'umanità riescono sempre a trionfare sui cinismi della vita. Questa mia opera a carboncino è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa

Oggi è il 2 Settembre ed in questo giorno, nel 1840, a Catania, nasceva Giovanni V***a, scrittore e drammaturgo, che è s...
02/09/2026

Oggi è il 2 Settembre ed in questo giorno, nel 1840, a Catania, nasceva Giovanni V***a, scrittore e drammaturgo, che è stato considerato il maggior esponente della corrente letteraria del “Verismo”. Il suo nome completo era Giovanni Carmelo V***a di Fontanabianca. La sua è un'esistenza segnata fin da giovane da una forte passione per la scrittura e per l'impegno patriottico. Abbandonati presto gli studi di legge per dedicarsi interamente alle lettere, inizia a comporre i suoi primi romanzi storici e d'avventura, fortemente influenzati dallo spirito risorgimentale dell'epoca. La vera svolta artistica e personale avviene con l'allontanamento dalla Sicilia. V***a si trasferisce prima a Firenze, allora capitale d'Italia, e successivamente a Milano, il centro culturale ed economico più vivo del Paese. In questi ambienti urbani ed eleganti entra in contatto con la Scapigliatura e con le nuove correnti letterarie europee, in particolare il Naturalismo francese. I suoi romanzi milanesi raccontano inizialmente le passioni tormentate dell'alta società e degli artisti bohémien, incontrando il favore del pubblico ma senza ancora rivelare il suo vero genio. È proprio la lontananza dalla sua isola a far scattare in lui un radicale cambio di prospettiva. Verso la fine degli anni Settanta dell'Ottocento, insieme all'amico Luigi Capuana, dà vita al Verismo. V***a sceglie di "eclissarsi" dall'opera: l'autore non deve più giudicare né far sentire la propria voce, ma lasciare che i fatti e i personaggi si raccontino da soli. La sua attenzione si sposta così dai salotti borghesi agli ultimi, ai pescatori di Aci Trezza e ai contadini siciliani travolti dalla modernità e dalla lotta quotidiana per la sopravvivenza. Nascono in questo periodo i suoi capolavori assoluti: le novelle di “Vita dei campi” e “Novelle rusticane”, seguite dai romanzi “I Malavoglia” e “Mastro-don Gesualdo”, pensati all'interno di un progetto più ampio chiamato "Il ciclo dei vinti". In questi testi emerge una visione del mondo profonda e disillusa: per V***a chi cerca di cambiare la propria condizione sociale è destinato ad essere travolto dal progresso. Nel 1893, ormai celebre ma sempre schivo e riservato, V***a decide di far ritorno definitivo nella sua Catania. Qui trascorre gli ultimi decenni della sua vita. Si occupò anche di teatro, con la sceneggiatura di alcune sue novelle, tra le quali “Cavalleria Rusticana”, in seguito musicata da Pietro Mascagni. Nel 1920 il re Vittorio Emanuele II lo nominò Senatore del Regno d'Italia. Si spense a Catania nel 1922 lasciando un'eredità fondamentale che cambierà per sempre la narrativa italiana modernizzandone il linguaggio e le strutture. Questa mia opera realizzata con la tecnica della computer art è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa

Oggi è il 1° Settembre ed in questo giorno, nel 1922, a Genova, da padre tedesco e madre italiana nasceva Vittorio Gassm...
01/09/2026

Oggi è il 1° Settembre ed in questo giorno, nel 1922, a Genova, da padre tedesco e madre italiana nasceva Vittorio Gassman, attore teatrale e cinematografico tra i più grandi del Novecento, che fu anche regista, sceneggiatore e scrittore. Vittorio Gassman, soprannominato "il Mattatore" dal celebre spettacolo televisivo del 1959, è considerato uno dei più grandi attori italiani di sempre. Celebre per la sua dizione teatrale, il portamento elegante, la professionalità quasi maniacale, la versatilità e il carisma scenico, ha avuto una carriera ricca e variegata, tra teatro impegnato e successi popolari. Fondatore e direttore del Teatro d'Arte Italiano, è stato protagonista di importanti produzioni sia in Italia che all’estero. Insieme ad Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni, è uno dei principali interpreti della commedia all’italiana. Abbandonò gli studi di giurisprudenza per frequentare l’Accademia d’Arte Drammatica e debuttò a teatro nel 1943 con La nemica.. Soprannominato "il Mattatore" dopo il celebre programma TV del 1959, Gassman fu noto per l'eleganza, la dizione impeccabile, la versatilità e il carisma. Si affermò nel teatro con compagnie prestigiose, recitando in opere classiche e moderne, e fondò il Teatro d’Arte Italiano nel 1952. Il successo cinematografico arrivò nel 1949 con Riso amaro. Negli anni '50 e '60 divenne una delle colonne della commedia all’italiana, lavorando con registi come Monicelli, Risi e Scola in film iconici come I soliti ignoti, Il sorpasso, La grande guerra e I mostri. Continuò a recitare in teatro fino agli ultimi anni, fondando anche la Bottega Teatrale di Firenze. In televisione, oltre a Il Mattatore, partecipò a programmi con Mina e Pippo Baudo, mostrando autoironia negli anni ’90 in Tunnel. Tra le sue ultime interpretazioni si ricordano Il re leone (voce di Mufasa), Sleepers e La cena. Ebbe quattro figli: Paola, Vittoria, Alessandro e Jacopo, dei quali Paola ed Alessandro attori e Jacopo regista. Morì a Roma il 29 giugno 2000 per un attacco cardiaco. È sepolto al cimitero del Verano, con l’epitaffio da lui scelto: «Non fu mai impallato!». Questa mia opera realizzata con la tecnica della “computer art” è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa

Oggi è il 31 Agosto ed in questo giorno, nel 1867, a Parigi, in Francia, moriva il grande poeta Charles Baudelaire, che ...
31/08/2026

Oggi è il 31 Agosto ed in questo giorno, nel 1867, a Parigi, in Francia, moriva il grande poeta Charles Baudelaire, che fu anche scrittore, critico letterario, critico d'arte, filosofo, giornalista, saggista, aforista e traduttore, considerato tra i più grandi poeti del XIX Secolo, fondamentale rappresentante del “Simbolismo”, nonché anticipatore del “decadentismo”. Nato a Parigi nel 1821, rimane orfano di padre in giovane età, e vive un rapporto conflittuale con il patrigno, la cui freddezza segna profondamente la sua esistenza. Questo difficile legame familiare, soprattutto con la madre, influenzerà la sua instabilità emotiva e il suo senso di disagio esistenziale. Dopo essere stato spedito in viaggio nelle Indie come punizione per la sua condotta ribelle al collegio, scopre il fascino dell’esotismo, che influenzerà la sua opera. Tornato a Parigi, eredita una parte del patrimonio paterno, che sperpera velocemente, costringendo la madre a nominarne un tutore. Nel 1842 conosce Gérard de Nerval e si lega fortemente a Théophile Gautier, mentre inizia una lunga relazione con Jeanne Duval, sua musa ispiratrice. Vive tra eccessi e difficoltà economiche, collaborando con riviste e giornali. Nel 1845 pubblica la sua prima poesia e nel 1857 esce “I fiori del male”, la sua opera più celebre. La raccolta suscita scandalo per i contenuti giudicati immorali: sei poesie vengono censurate e il poeta processato. Depresso e sempre più isolato, Baudelaire tenta il suicidio nel 1861 e si rifugia a Bruxelles nel 1864. Minato da problemi di salute e dipendenze (alcol, hashish, oppio), subisce due ictus che lo portano alla paralisi e infine alla morte, avvenuta a Parigi il 31 agosto 1867, a soli 46 anni. È sepolto nel cimitero di Montparnasse con la madre e il patrigno. Solo nel 1949 la sua memoria verrà ufficialmente riabilitata dalla Corte di Cassazione francese. Considerato oggi un maestro del Decadentismo, ha profondamente influenzato la poesia moderna. Questa mia opera realizzata con la tecnica della “computer art” è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa

Oggi è il 30 Agosto ed in questo giorno, nel 1908, a Firenze, moriva il pittore ed incisore Giovanni Fattori. Fu tra i p...
30/08/2026

Oggi è il 30 Agosto ed in questo giorno, nel 1908, a Firenze, moriva il pittore ed incisore Giovanni Fattori. Fu tra i principali esponenti del movimento dei macchiaioli ed è considerato tra i pittori più rappresentativi dell'800 italiano. Era nato a Livorno nel 1825 in una famiglia di umili origini e da ragazzo non dimostrò subito quel talento folgorante che ci si aspetterebbe dai grandi maestri. Era un tipo taciturno, schietto e poco propenso all'accademismo. Trasferitosi a Firenze per studiare, preferiva di gran lunga osservare la vita reale piuttosto che copiare i gessi e le statue dell'Accademia. La svolta della sua vita arrivò frequentando il celebre Caffè Michelangiolo di Firenze. È lì che Fattori si unì a un gruppo di giovani artisti ribelli pronti a rivoluzionare l'arte italiana. La loro idea era semplice ma dirompente: la natura non è fatta di contorni sfumati e disegni leziosi, ma di contrasti netti tra luce e ombra, catturati sulla tela attraverso campiture di colore puro, le cosiddette "macchie". Fattori applicò questa intuizione con un realismo asciutto e potente, privo di qualsiasi retorica sentimentale. Mentre molti suoi contemporanei dipingevano battaglie risorgimentali celebrative ed eroiche, Fattori scelse di raccontare il Risorgimento da un'altra prospettiva: quella della trincea, della fatica e dell'umanità dolente. I suoi soldati non sono eroi da monumento, ma uomini stanchi, polverosi, colti nelle pause della marcia o nei momenti di attesa, immersi in paesaggi assolati. Dopo la morte della moglie avvenuta nel 1867 fu ospitato dal critico d'arte e mecenate Diego Martelli a Castiglioncello, dove realizzò moltissime opere nella campagna maremmana. La Maremma, con la sua natura selvaggia, i butteri, i buoi dai grandi corni e l'immensità dei campi, diventò la sua musa ideale. Nel 1875 si recò a Parigi con Gioli, Cannicci e Ferroni e qui conobbe la scuola di Barbizon e l'arte sociale di Corot. Nel 1886 ottenne il ruolo di insegnante presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze e negli ultimi anni si dedicò con sempre maggiore interesse all'acquaforte. Nel 1899 partecipò alla III Esposizione internazionale d'arte di Venezia. Rimase sempre fedele a se stesso, contrario alle mode parigine che iniziavano a prendere piede e fiero della propria indipendenza stilistica. Morì a Firenze nel 1908, lasciando in eredità un modo di dipingere essenziale e sincero. A Livorno, sua città natale, presso Villa Mimbelli è stato costituito il Museo civico Giovanni Fattori. Fu sepolto nel Famedio del santuario di Montenero, a Livorno. Questa mia opera realizzata con la tecnica della computer art è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa

Oggi è il 29 Agosto ed in questo giorno, nel 1780 a Montauban, nella regione dell'Occitania, in Francia, nasceva il gran...
29/08/2026

Oggi è il 29 Agosto ed in questo giorno, nel 1780 a Montauban, nella regione dell'Occitania, in Francia, nasceva il grande pittore Jean-Auguste-Dominique Ingres, considerato uno dei maggiori artisti francesi dell'800. Crebbe con il pennello in mano grazie al padre pittore e scultore. Compì i suoi primi studi formativi artistici all'Accademia di Belle Arti di Tolosa, per poi approdare a Parigi nell'atelier di Jacques-Louis David, il gigante del Neoclassicismo. Da lui ereditò il culto per l'antichità e il rigore, ma sviluppò ben presto uno stile personalissimo. Il momento della svolta arriva con la vittoria del Prix de Rome nel 1801, che gli spalanca le porte dell'Italia. Roma e Firenze diventano la sua vera casa spirituale. Qui si innamora perdutamente del Rinascimento e soprattutto di Raffaello, che considererà per tutta la vita la guida suprema. In Italia Ingres vive anni intensi e non sempre facili dal punto di vista economico, ma è proprio in questo periodo che sforna capolavori senza tempo come la “Grande Odalisca”, dove si concede persino il lusso di allungare anatomicamente la schiena della figura pur di ottenere una linea più fluida e sensuale, una scelta che fece storcere il naso ai critici più puristi dell'epoca.Tornato in Francia da artista ormai affermato, diventa il baluardo del Neoclassicismo accademicamente impeccabile. Dava molta importanza al buon disegno preparatorio come struttura portante dell'opera ed era un perfezionista, capace di eseguire più volte un'opera pur di raggiungere il massimo risultato prefisso. Si affermò presto come ritrattista presso l'alta borghesia parigina, arrivando ad eseguire perfino il ritratto a Napoleone Bonaparte. Nel 1855 quarantatrè suoi dipinti vennero scelti per organizzare una sua grande mostra all'”Exposition Universelle di Parigi” e fu nominato senatore. Gli vennero commissionate vetrate per la Ca****la di Notre Dame, ricevette la croce della “Legion d'Onore”, venne eletto membro dell'”Academie des Beaux Arts" e fu Direttore dell'Accademia di Francia a Roma. Oltre che maestro della pittura, fu un eccellente violinista (da qui l'espressione francese "violon d'Ingres" per indicare una passione secondaria coltivata con maestria). Morì nel 1867, a Parigi. Nella sua città natale fu creato il Museo Ingres che venne aperto al pubblico nel 1869. Questa mia opera realizzata a grafite è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa

Indirizzo

Via Luigi Boccherini 12
Pisa
56122

Orario di apertura

Lunedì 16:00 - 19:00
Martedì 16:00 - 19:00
21:00 - 23:30
Mercoledì 16:00 - 19:00
Giovedì 16:00 - 19:00
21:00 - 23:30
Venerdì 16:00 - 19:00

Telefono

+39340555804

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