I mulini ad acqua con macine in pietra vengono riscoperti, ristrutturati e riattivati per la produzione di farine di qualità a partire da grano, mais e altri cereali "antichi", a volte ritenuti "scomparsi" come la segale (detta grano "jermanu"). Farine considerate ottimali per la produzione di pane e altri prodotti da forno o dolciari tradizionali. Una biodiversità vegetale ed una biodiversità ali
mentare che vengono valorizzate ulteriormente dall'utilizzo di manufatti contemplati da un'archeologia rurale che sempre più si trasforma in rinnovata attività produttiva, soprattutto nei piccoli centri, a favore di una utenza locale in crescita continua. Ciò anche grazie alla sempre maggiore richiesta di prodotti da forno con assenza o minime quantità di glutine e dalle ricercate proprietà nutraceutiche, riscontrabili proprio nel germoplasma cerealicolo definibile "antico". Se si considera poi che la lavorazione "slow" tramite macine di pietra valorizza tali proprietà, tanto più in contesti di sostenibilità ambientale assoluta, visto l'utilizzo della forza dell'acqua (e il consumo nullo di energia) e addirittura in contesti e siti di pregio ambientale o architettonico, si comprende come ci si trovi al cospetto di una potenziale rete di percorsi tematici e turistici lungo ipotetiche e suggestive "Vie degli antichi mulini di Calabria". E' gradita pertanto la segnalazione di ulteriori mulini ad acqua antichi calabresi, anche ristrutturati, ma funzionanti e possibilmente produttivi. Si procederà, tra l'altro, all'analisi di contesto, al rilievo e restituzione in Laser Scan 3D. Trattasi di una delle fasi progettuali inerenti il Progetto PON di riferimento che tiene anche in conto la caratterizzazione delle produzioni da forno e dolciarie identitarie e storiche. Agr. Rosario Previtera. (Progetto PON 03 PE 00090 1- Bando n. 14/2016 - Dipartimento AGRARIA - Università degli Studi "Mediterranea" di Reggio Calabria")