13/01/2024
INAUGURAZIONE A.A.: Intervento del Direttore
Ecc.ze Rev.me, carissimi Rettore, docenti e studenti, autorità intervenute e amici tutti, nel discorso ai seminaristi delle diocesi della Calabria del 27-03-2023, Papa Francesco poneva i seguenti interrogativi:
‘Che cosa desiderate per il futuro della vostra terra, quale Chiesa sognate? E quale figura di prete immaginate per il vostro popolo? Questo discernimento è oggi più che mai necessario, perché nel tempo in cui è tramontata una certa cristianità del passato, si è aperta davanti a noi una nuova stagione ecclesiale, che ha richiesto e richiede ancora una riflessione anche sulla figura e sul ministero del prete. Non possiamo più pensarlo come un pastore solitario, chiuso nel recinto parrocchiale o in gruppi di pastori chiusi; occorre unire le forze e mettere in comune le idee, i cuori, per affrontare alcune sfide pastorali che sono ormai trasversali a tutte le Chiese diocesane di una Regione’.
Sappiamo come sia in atto un complesso discernimento da parte anzitutto dei Vescovi della Calabria per dare una risposta a tali interrogativi. La riflessione in corso investe anche la natura, l’organizzazione e la finalità dei nostri Istituti accademici, i quali non vogliono neanche lontanamente apparire come dei recinti chiusi che si beano delle loro acquisizioni teologiche, ma laboratori aperti ad apporti diversificati che contribuiscano allo sviluppo umano integrale di singoli e comunità. Utilizzo la suddetta espressione perché la recente visita di don Sergio Massironi, teologo del Dicastero vaticano per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, che ha incontrato laici e presbiteri della nostra diocesi, ha posto l’accento sul rinnovato ruolo della teologia che parta dai margini e dalle periferie, secondo il dettato di papa Francesco. Così si esprime il teologo:
‘Papa Francesco chiede alla teologia, con grande forza, di cambiare direzione. Di non essere più quella complicata trattazione di problemi che nessuno nella vita si pone e che dividono i religiosi e gli accademici in fazioni, separandoli dalle grandi sfide del popolo di Dio. L’umanità intera ha bisogno di un pensiero vivo che nasca da ciò che Dio vuol farle conoscere di sé. E come si ricomincia allora? Da dove si ricomincia? Il Papa dice a tutti, quindi anche ai teologi: dai margini, dai poveri.
Rimboccarsi le maniche non basta. Specialmente noi Italiani siamo fatti così. Generosi, pronti, specialmente nelle emergenze. No, ci occorrono visioni. Papa Francesco ama molto una espressione biblica: ci occorrono sogni. Sogni personali innestati su un sogno comune. Senza il secondo si restringono e poi svaniscono anche i primi. Non basta “fare”. Persino la ca**tà potrebbe diventare retorica. Abbracciare il povero sconvolge il pensiero. Commuove. Muove cioè da dentro e muove tutto’.
Alla luce di queste sollecitazioni, ci rendiamo conto di come il nostro pensare la fede oggi assuma una responsabilità più marcata dinanzi ai credenti e al mondo, perché l’articolazione del difficile ma indispensabile rapporto tra la Chiesa e il mondo contemporaneo non si improvvisa ma si genera anche in queste aule, nel diuturno dialogo tra docenti e alunni, nel desiderio di scrutare il mistero di Cristo e renderlo intellegibile a coloro che ancora non lo conoscono e sono desiderosi di accoglierlo.
L’Istituto teologico si sforza di pensare la fede anche a partire dal proficuo confronto con tutte le componenti della PFTIM, e in particolare col suo Preside, don Francesco Asti, che il 14 dicembre scorso ha visitato i nostri Istituti e ha confermato la necessità di procedere in modo sinodale nella riforma e ammodernamento degli ITA in vista sia di una feconda interazione con le università civili sia di una più matura elaborazione di una teologia del e dal Mediterraneo.
Come si vede, le sfide e gli ambiti di ricerca sono molto estesi per le Facoltà accademiche e a maggior ragione per il nostro piccolo Istituto, che mi onoro di dirigere. Questo non ci scoraggia, ma grazie alla presenza costante e all’indirizzo preciso del nostro Moderatore, che ringrazio, alla passione dei docenti e all’impegno dei 23 studenti, cerchiamo di eseguire il mandato che la Chiesa ci ha affidato, essere grembo generativo di sapienza cristiana, luogo di formazione filosofico-teologica dei futuri presbiteri e dei religiosi e laici iscritti. La redazione del presente annuario cartaceo 2023-2024, per il quale ringrazio il personale di segreteria, vuole essere il segno di una puntuale cura nel raccordare tra loro gli insegnamenti offerti, sfumature diverse dell’unico Mistero, valorizzare ciò che è particolare perché emerga la bellezza e sinfonia dell’insieme.