17/06/2021
“𝘓𝘈 𝘗𝘙𝘖𝘗𝘖𝘚𝘛𝘈 𝘕𝘖𝘕 𝘚𝘐 𝘗𝘙𝘌𝘚𝘌𝘕𝘛𝘈 𝘈𝘓𝘓𝘌 𝘌𝘓𝘌𝘡𝘐𝘖𝘕𝘐 2021-2023 𝘋𝘌𝘓𝘓’𝘜𝘕𝘐𝘝𝘌𝘙𝘚𝘐𝘛𝘈̀ 𝘔𝘌𝘋𝘐𝘛𝘌𝘙𝘙𝘈𝘕𝘌𝘈!”
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L’apparente silenzio che, nell’ultimo periodo, ha avvolto l’Università Mediterranea e le realtà associative ad essa collaterali è stato per noi, gruppo studentesco La Proposta, occasione di riflessione e decisioni importanti, guidate da consapevolezza, senso di appartenenza alla realtà accademica ed onestà intellettuale: doti che ci auguriamo possano aver guidato la Governance d’Ateneo e gli altri gruppi studenteschi nelle scelte assunte e nelle modalità conseguite.
Eppure, considerati taluni fatti e circostanze, su questo riserviamo qualche remora.
Come da titolo, La Proposta non prenderà parte alle elezioni 2021-2023 degli organi studenteschi dell’Università Mediterranea. Tale decisione, fortemente sofferta in seno al gruppo studentesco e antitetica rispetto alla nostra storia associativa (che ci vede partecipi alle elezioni studentesche sin dal 2015), è risultata doverosa a causa dell’assenza delle condizioni per effettuare una candidatura consapevole, non per convenienza o tornaconto personale. Considerata l’importanza di tale scelta, lo stupore e i plurimi chiarimenti che ci avete richiesto negli ultimi giorni nel comunicarvela, abbiamo ritenuto opportuno scrivere questo articolo al fine di illustrarvi le ragioni che hanno spinto La Proposta a far un passo indietro dalle dinamiche elettorali.
Per comprendere la situazione attuale che vede indette le elezioni studentesche per giorno 22-23 Giugno 2021, sulla base di un regolamento modificato e approvato giorno 22 Aprile 2021, bisogna fare un passo indietro e tornare, quantomeno, alle elezioni precedenti del 2019. Come ricorderete, La Proposta, insieme agli altri gruppi che componevano la lista, fu tagliata fuori da tali consultazioni, in quanto la Commissione elettorale dichiarò inammissibile, per vizi di forma, la nostra lista, denominata Alpha, e rigettò il ricorso da noi presentato, in quanto ritennero infondate le ragioni della declaratoria di inammissibilità. Tale fatto ha determinato due conseguenze:
- gli organi studenteschi, che hanno operato dal 2019 sin ad oggi e hanno individuato come loro ultima deliberazione il regolamento elettorale sulla base del quale si svolgeranno le prossime elezioni, sono composti esclusivamente da membri della lista Dedalo (che risulta essere, anche per le elezioni 2021-2023, l’unica candidata)
- in noi, una voglia di riscatto, di metterci in gioco, di attivarci concretamente per creare le condizioni per lo sviluppo del nostro Ateneo.
In virtù di ciò, nonostante la nostra assenza dagli organi studenteschi negli ultimi due anni, le nostre attività di supporto agli studenti, di approfondimento culturale e didattico e di cooperazione con il territorio reggino non si sono mai arrestate, anzi hanno registrato un graduale sviluppo passando dagli incontri degli ultimi mesi con personaggi di fama internazionale (𝐶𝑎𝑟𝑙𝑜 𝐶𝑜𝑡𝑡𝑎𝑟𝑒𝑙𝑙𝑖, 𝐺𝑖𝑢𝑙𝑖𝑜 𝑇𝑟𝑒𝑚𝑜𝑛𝑡𝑖, ecc), fino ad arrivare al recente ciclo di seminari denominato 𝗡𝗲𝘅𝘁 𝗚𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶𝗼𝗻 𝗘𝗨: 𝗦𝗽𝗲𝘁𝘁𝗿𝗶 𝗲𝗱 𝗢𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀, nei quali abbiamo avuto l’onore di ospitare, ad esempio, 𝐴𝑛𝑑𝑟𝑒𝑎 𝐺𝑎𝑣𝑜𝑠𝑡𝑜, direttore della Fondazione Agnelli. Attività ed iniziative che hanno evidentemente colmato il vuoto che ha caratterizzato la vita universitaria reggina, determinato dall’inattività della rappresentanza studentesca.
Ovviamente la nostra associazione, che è del tutto 𝗮𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮, nel corso di questi ultimi anni, ha maturato l’idea di voler tornare a prendere parte alle dinamiche elettorali 2021-2023, convinta che gli organi democratici siano la dimensione di maggiore rappresentanza del corpo studentesco e sede propizia per lo sviluppo del nostro Ateneo.
Ciò non è stato possibile, in quanto l’attuale regolamento elettorale, recentemente approvato, non crea le condizioni per noi, gruppo studentesco La Proposta, per effettuare una candidatura consapevole e responsabile. Tale normativa, a nostro avviso, per molti versi contraria ai principi di partecipazione democratica, risulta essere composta da disposizioni introdotte dalla recente modifica (deliberata da organi studenteschi composti esclusivamente da membri della lista Dedalo, in assenza di opposizione) e disposizioni già previste nel precedente regolamento elettorale, ancorché ampiamente criticate da una vasta parte della comunità accademica e da diverse associazioni universitarie.
I rappresentanti degli studenti, nel corso del loro ultimo mandato, hanno perciò rinunciato (intenzionalmente o per superficialità?) ad un’ottima occasione per modificare in chiave partecipativa e democratica il regolamento o, quantomeno, per interloquire con i diversi gruppi studenteschi operanti presso la Mediterranea, coinvolgendoli nel processo decisionale relativo alle modiche in materia elettorale.
A titolo esemplificativo, vi riportiamo tre norme contemplate nel relativo testo normativo:
ART.5: “𝘖𝘨𝘯𝘪 𝘭𝘪𝘴𝘵𝘢 𝘥𝘦𝘷𝘦 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘳𝘦𝘯𝘥𝘦𝘳𝘦 𝘶𝘯 𝘯𝘶𝘮𝘦𝘳𝘰 𝘥𝘪 𝘤𝘢𝘯𝘥𝘪𝘥𝘢𝘵𝘪 𝘯𝘰𝘯 𝘪𝘯𝘧𝘦𝘳𝘪𝘰𝘳𝘦 𝘢𝘭𝘭’𝘰𝘵𝘵𝘢𝘯𝘵𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘤𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘯𝘶𝘮𝘦𝘳𝘰 𝘵𝘰𝘵𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘦𝘪 𝘳𝘢𝘱𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘢𝘯𝘵𝘪 𝘥𝘦𝘨𝘭𝘪 𝘴𝘵𝘶𝘥𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘥𝘢 𝘦𝘭𝘦𝘨𝘨𝘦𝘳𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘪𝘭 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘭𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘥𝘦𝘨𝘭𝘪 𝘖𝘳𝘨𝘢𝘯𝘪 𝘰𝘨𝘨𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘳𝘪𝘯𝘯𝘰𝘷𝘰”.
Tale norma cela un’intenzione ben precisa: estromettere dalle elezioni le associazioni di dimensioni medio – piccole, ovvero quelle operanti soltanto in alcuni dipartimenti o corsi di Laurea e quindi permettere (rectius: favorire) la candidatura delle liste d’Ateneo, di fatto liste di sistema. Si pensi che nella maggior parte degli Atenei italiani è consentita la lista di Ateneo, di dipartimento, di corso di laurea, finanche la candidatura del singolo studente indipendente; invece, all’Università Mediterranea si richiede generalmente la presentazione di una lista elettorale costituita da almeno 132 studenti (80% del numero totale dei rappresentanti equivalente a 165 unità). Considerato inoltre che il nostro è un Ateneo piccolo, dove conseguentemente operano associazioni studentesche con un numero di iscritti abbastanza limitato, stentiamo a comprendere come le stesse possano essere in grado di costituire liste con un numero così elevato di candidati, se non realizzando coalizioni improvvisate e opportunistiche o ricercando candidati occasionali, dell’ultimo minuto, i c.d. riempilista. Emblematici, a tal proposito, sono alcuni post sui social pubblicati negli ultimi giorni da diverse associazioni studentesche, attualmente candidate, volte al reperimento di studenti intenzionati a candidarsi, come se fare politica studentesca e rivestire incarichi istituzionali fossero esperienze estemporanee e improvvisate. 𝗡𝗼𝗶 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲 𝗰𝗿𝗲𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝗮𝗻𝗱𝗶𝗱𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗯𝗯𝗮 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗲 𝗽𝗼𝗻𝗱𝗲𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗶, 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼, 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗺𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲𝘀𝗰𝗮.
ART.8: “𝐿𝑎 𝐶𝑜𝑚𝑚𝑖𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑐𝑖𝑎𝑠𝑐𝑢𝑛 𝑠𝑒𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑒𝑙𝑒𝑡𝑡𝑜𝑟𝑎𝑙𝑒 𝑒̀ 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑜𝑠𝑡𝑎 𝑑𝑎𝑙 𝑃𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑒 𝑑𝑎𝑙 𝑆𝑒𝑔𝑟𝑒𝑡𝑎𝑟𝑖𝑜 (…) 𝑛𝑜𝑛𝑐ℎ𝑒́ 𝑑𝑎 𝑎𝑙𝑚𝑒𝑛𝑜 𝑑𝑢𝑒 𝑠𝑐𝑟𝑢𝑡𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖, 𝑒𝑓𝑓𝑒𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖 𝑒 𝑠𝑢𝑝𝑝𝑙𝑒𝑛𝑡𝑖, 𝑛𝑜𝑚𝑖𝑛𝑎𝑡𝑖 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝐶𝑜𝑚𝑚𝑖𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝐸𝑙𝑒𝑡𝑡𝑜𝑟𝑎𝑙𝑒 𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎𝑙𝑒, 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑖 𝑖𝑛𝑑𝑖𝑣𝑖𝑑𝑢𝑎 𝑡𝑟𝑎 𝑖 𝑛𝑜𝑚𝑖𝑛𝑎𝑡𝑖𝑣𝑖 𝑠𝑒𝑔𝑛𝑎𝑙𝑎𝑡𝑖 𝑎 𝑡𝑎𝑙 𝑓𝑖𝑛𝑒 𝑑𝑎𝑖 𝑅𝑒𝑠𝑝𝑜𝑛𝑠𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖 𝑑𝑖 𝑙𝑖𝑠𝑡𝑎 𝑎𝑙𝑙’𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑎.”
È una modalità anomala quella che prevede che gli scrutatori vengano nominati sostanzialmente dalle liste stesse: quest’ultime sono entità portatrici di interessi parziali, mentre i primi devono essere soggetti caratterizzati da imparzialità e terzietà nell’esercizio delle loro funzioni.
ART.14: “𝐿𝑒 𝑒𝑙𝑒𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑟𝑖𝑛𝑛𝑜𝑣𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑟𝑎𝑝𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑎𝑛𝑧𝑒 𝑠𝑡𝑢𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒𝑠𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑣𝑎𝑙𝑖𝑑𝑒 𝑠𝑒 𝑎𝑏𝑏𝑖𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒𝑐𝑖𝑝𝑎𝑡𝑜 𝑎𝑙𝑚𝑒𝑛𝑜 𝑖𝑙 𝑣𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑝𝑒𝑟𝑐𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑣𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑑𝑖𝑟𝑖𝑡𝑡𝑜 𝑎𝑙 𝑣𝑜𝑡𝑜 (𝑒𝑙𝑒𝑡𝑡𝑜𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑜) 𝑖𝑛 𝑎𝑙𝑚𝑒𝑛𝑜 𝑢𝑛 𝑠𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑂𝑟𝑔𝑎𝑛𝑖 𝑜𝑔𝑔𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑒𝑙𝑒𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖."
Gli organi da eleggere sono 36, perciò è sufficiente che, rispetto a 6 di tali organi, vada a votare il 20% degli aventi diritto per far sì che il quorum venga raggiunto e le elezioni siano valide. Emerge chiaramente che è una percentuale assolutamente irrilevante se si pensa al fatto che, presso la Mediterranea, sono presenti corsi di Laurea con un numero di iscritti molto esiguo, in taluni casi anche nell’ordine delle unità! Questo vuol dire che, potenzialmente, le elezioni potrebbero essere considerate valide anche se andassero a votare anche poche di decine di studenti in un Ateneo composto da più di 5000 iscritti. Se, inoltre, si pensa che il numero minimo di candidati per la presentazione della lista è pari a 165 studenti, prevedere un quorum come specificato all’art.8 equivale a validare qualsiasi consultazione elettorale, a detrimento della rappresentatività degli organi universitari.
L’assenza nel nostro Ateneo di un organo di garanzia, quale potrebbe essere il c.d. 𝗚𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗦𝘁𝘂𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶 (figura prevista nella maggior parti degli Atenei italiani), e l’adozione di modalità decisionali per nulla partecipative, adottate dai rappresentati degli studenti in seno agli organi istituzionali, non ci ha permesso in questi giorni, di rabbia e sgomento, di denunziare tale situazione che, in realtà, va avanti da diversi anni, ma che quest’anno ha raggiunto il culmine. Noi crediamo che le elezioni accademiche debbano costituire un momento di sano confronto, di scambio di idee; un’occasione alla quale tutti coloro i quali sono mossi da passione e senso di appartenenza alla Mediterranea possano partecipare in modo consapevole; una sana competizione democratica, foriera di logiche partitiche e utilitaristiche. Crediamo in un gruppo studentesco coeso e compatto che si muova verso il benessere di tutti, verso la qualità della formazione. Crediamo in un Ateneo aperto, partecipativo, che riconosca il valore che ogni singolo studente può apportare alla realtà accademica, che valorizzi il merito e realizzi il principio “𝗻𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗼 𝗲𝘀𝗰𝗹𝘂𝘀𝗼 𝗺𝗮𝗶”.
È per questo che noi tutti membri de La Proposta continueremo la nostra attività di supporto agli studenti, ancorché fuori dalle aule degli organi studenteschi, rendendo il nostro Ateneo luogo di fermento culturale e laboratorio di idee. Restiamo a disposizione dei futuri rappresentanti studenteschi, mettendo loro a disposizione un documento programmatico da noi elaborato, contenente specifiche proposte modificative dell’attuale regolamento elettorale e iniziative a beneficio della comunità studentesca.
𝑮𝒓𝒖𝒑𝒑𝒐 𝑺𝒕𝒖𝒅𝒆𝒏𝒕𝒆𝒔𝒄𝒐 𝑳𝒂 𝑷𝒓𝒐𝒑𝒐𝒔𝒕𝒂