24/06/2026
In queste ore i media stanno trattando la notizia dell'avvistamento di uno strano pesce nelle acque costiere di Santa Caterina, a Marina di Nardò (Lecce).
Il video, purtroppo in bassa qualità, è stato girato dai sub del Diving Costa del Sud a pochi metri dalla riva. Il soggetto è ancora una volta lui: Pterois miles, il bellissimo ed iconico pesce leone (o pesce scorpione).
In realtà non è una novità per la Puglia, questo pesce alieno sta diventando sempre più comune lungo le nostre coste.
Potrebbe essere eletto ad emblema della tropicalizzazione del Mar Mediterraneo: è un pesce tipico di barriera corallina, il suo aspetto straordinariamente elegante è sempre associato ai variopinti ambienti tropicali. Trovarlo tra endemismi mediterranei e specie tipiche di acque temperate fa un certo effetto. È bianco, attraversato da striature bruno-rossastre, i lunghi raggi delle pinne, velenosi e pericolosi, sono eretti come nobili vessilli.
Nonostante sembri gradire il Mare Nostrum, ha iniziato a visitarlo da pochi anni: è infatti una specie aliena originaria delle calde acque dell'Oceano Indiano e del Mar Rosso. Adora i paesaggi tropicali, non aveva necessità di andarsene, ma l'essere umano ha deciso di aprire il Canale di Suez e lui ha giustamente deciso di farsi una vacanza.
La sua prima segnalazione in Mar Mediterraneo risale al 1991, quando venne osservato lungo le coste israeliane. Era il primo tentativo di invasione, ma sembrava non essere andata a buon fine.
È sparito per oltre 20 anni, per poi ricomparire in Libano nel 2012. Da quel momento ha deciso di colonizzare ampie aree mediterranee. Chissà, forse alcune località erano diventate di moda per i pesci scorpione, fatto sta che ad oggi è diffuso quasi ovunque, con popolazioni localmente molto numerose.
In Italia è stato segnalato per la prima in Sicilia nel 2016, ma è stato rinvenuto anche in Calabria e, appunto, in Puglia. Recentemente è arrivato fino in Adriatico e più le acque continuano a riscaldarsi, più si spinge verso nord. L'invasione è in atto, arginarla è ormai complicato.
È bello, anzi bellissimo, ma come avviene per molte altre specie aliene, la sua presenza rappresenta una grave minaccia per la biodiversità: è un vorace predatore di molte specie autoctone, alcune economicamente importanti anche per gli esseri umani, cresce molto velocemente e ha periodi riproduttivi estesi. Ovviamente in Mediterraneo non ha molti predatori naturali, per cui può proliferare quasi indisturbato. Peraltro ha i raggi delle pinne velenosi, per cui può rappresentare una minaccia anche per gli incauti pescatori che lo tirano su senza sapere di cosa si tratti.
Negli ultimi anni, però, un nostro "alleato naturale" ha iniziato ad aiutarci a controllare questa specie: il polpo, infatti, ha imparato a predarlo... e sembra che lo apprezzi particolarmente!
Anche questa è una delle tante specie che ho trattato nel mio libro "Ventimila specie (o quasi) sotto il mare", nel quale ho dedicato ampio spazio proprio agli alloctoni! Vi dirò di più: è l'unica specie che ho scelto di rappresentare nella copertina sia della prima che della seconda edizione proprio perché emblema degli alieni nel Mar Mediterraneo!