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Due meravigliosi esemplari di Timarcha nicaeensis... nella loro intimità!Questi due coleotteri crisomelidi si trovano in...
16/10/2026

Due meravigliosi esemplari di Timarcha nicaeensis... nella loro intimità!
Questi due coleotteri crisomelidi si trovano infatti in una fase molto importante del loro ciclo vitale: l'accoppiamento.
Durante l'atto è intuitivo riconoscere il maschio: è quello che sta sopra. Tuttavia, si può capire il sesso di questo insetto anche quando "decontestualizzato" in quanto presenta zampe anteriori più sviluppate, con una sorta di disco adesivo sotto di esse che gli permette di "attaccarsi" alle elitre della femmina durante la copula.

Le specie appartenenti a questo genere sono peraltro caratterizzate da un adattamento straordinario: l'autoemorrea, cioè la capacità di espellere dalla bocca o dalle giunture un po' di emolinfa di colore rosso così da scoraggiare eventuali predatori.

Vi siete mai imbattuti in questi meravigliosi coleotteri?

(© Ph. Simona Calvanella - Testo di AndreaBonifazi)

16/10/2026

Ho litigato con un dinosauro.
Prima mi ha soffiato, poi mi ha dato un morso con la sua bocca piena di "dentini".
E mi ha fatto pure male!

Per mia fortuna non ho fatto la fine di Donald Gennaro e non c'entrano nulla gli strani esperimenti della InGen, a mordermi è stata l'oca domestica che vedete nel video. E sì, è un dinosauro a tutti gli effetti: gli uccelli, infatti, da un punto di vista filogenetico sono dinosauri aviani - distinti dai dinosauri non aviani, come tirannosauri e triceratopi - e fanno parte di quel ramo che comprende sia gli uccelli attuali che i loro parenti fossili più prossimi.
Non si sono quindi semplicemente evoluti dai dinosauri: gli uccelli sono dinosauri a tutti gli effetti, gli unici sopravvissuti fino a oggi.
E le oche sono tra i "piumati" che più si avvicinano allo stereotipo che abbiamo dei dinosauri sia per le cospicue dimensioni che per il coraggio quando si arrabbiano.
In questo caso io mi sono avvicinato solo per scattare una foto, ma loro non l'hanno presa molto bene 😅

E poi le oche, come anche altri uccelli, hanno un superpotere: un becco pieno di f***e ed appuntite lamelle cornee.
Morfologicamente ricordano a tutti gli effetti piccoli e seghettati dentini, tanto che la funzione è spesso simile: li aiutano a strappare e trattenere erbe e altre parti vegetali, nelle specie che si alimentano anche in acqua, contribuiscono a separare il cibo dall'acqua stessa e dal materiale indesiderato e, inoltre, possono aiutare a trattenere piccoli organismi e particelle alimentari.

Però, anche se non sono denti, vi assicuro che si sentono. Eccome se si sentono 🤣

(© Andrea Bonifazi)

16/10/2026

Scheletro di Homo neanderthalensis ribattezzato "Uomo di Altamura" per la località in cui è stato rinvenuto.

Scoperto il 3 ottobre 1993 nella grotta di Lamalunga, nei pressi di Altamura (Bari), questo meraviglioso reperto è datato tra i 128.000 e i 187.000 anni fa.
Ricoperto di stalattiti e stalagmiti che gli sono cresciute attorno nel corso dei millenni, è attualmente conservato ancora nella grotta proprio per la difficoltà e la pericolosità di una sua possibile rimozione, non senza opinioni divergenti in merito.
L'unico resto faunistico analizzato nella sala dell'uomo, una vertebra di daino, si è depositato prima di 36.000 anni fa.

In un mondo parallelo...(© Marco Huang)
15/10/2026

In un mondo parallelo...

(© Marco Huang)

15/10/2026

"When you see Tuna, think Panda"

Questa forte immagine è in realtà una campagna di sensibilizzazione contro l'eccessivo sfruttamento commerciale del tonno realizzata qualche anno fa da Sea Shepherd.
Thunnus thynnus, noto comunemente come "tonno rosso" o come "tonno pinna blu", è una delle specie ittiche più rilevanti a livello commerciale. Questo grande interesse ha fatto sì che negli anni fosse vittima di sovrappesca, con stock ittici che nel tempo si sono drasticamente ridotti. L'utilizzo di strategie di pesca più sostenibile, una maggiore regolamentazione e l'uso di taglie minime aumentate sono alcuni dei metodi che si stanno applicando per cercare di ridurre lo sforzo di pesca che affligge questa specie... speriamo che ciò dia dei buoni risultati!

È lapalissiano che questa campagna, a parer mio geniale, punta su un assunto: siamo troppo spesso portati a provare empatia solo per un numero ridotto di specie - solitamente rispondente a determinati criteri estetici di "pucciosità" -, quindi per sensibilizzare su animali "meno mainstream" è necessario far ragionare paragonandoli ad altre specie. In questo caso un tipico mercato del tonno, con un fotomontaggio, è stato trasformato in un improbabile "mercato del panda".
L'essere umano è un animale strano, spesso troppo vincolato a determinati canoni soggettivi e a convinzioni personali.

Torniamo al mare, che ne dite?E lo potremo fare rimanendo a Roma, in zona Montesacro: infatti, questo sabato alle 18, vi...
15/10/2026

Torniamo al mare, che ne dite?

E lo potremo fare rimanendo a Roma, in zona Montesacro: infatti, questo sabato alle 18, vi parlerò del mio libro "Ventimila specie (o quasi) sotto il mare" a Sinestetica, uno spazio dedicato alla cultura, tra libri, mostre, film, musica... e ovviamente drink!
Non sarà una semplice presentazione, sarà un vero e proprio viaggio virtuale, una sorta di curioso documentario raccontato live ed accompagnato dall'osservazione di qualche campione che potrete toccare con mano!

Faremo un viaggio tra alcune straordinarie curiosità del Mare Nostrum, passando dai polpi di profondità al granchio blu, dalle oloturie ai molluschi predatori... il tutto raccontato con riferimenti pop e nerd che spaziano da Spongebob a Battisti, passando per Stranger Things ed Alien.
E se vorrete, ci sarà lo spazio per le domande ed il firmacopie.

L'appuntamento è a viale Tirreno 70a/b.

Vi aspettiamo!

Ci ho pensato tanto, ma non riesco proprio ad immaginare cosa possa aver provato chi è entrato per la prima volta in que...
15/10/2026

Ci ho pensato tanto, ma non riesco proprio ad immaginare cosa possa aver provato chi è entrato per la prima volta in questo luogo.
Le grotte hanno sempre un grande fascino, ma qui siamo a livelli fantascientifici!

Provate ad immaginarlo anche voi: siete minatori e state scavando dei nuovi livelli in una miniera, lavorando in un'area prima sommersa, ma ora accessibile grazie al pompaggio che ha abbassato il livello dell'acqua. Vi trovate a 304 metri di profondità, il buio è assoluto, rischiarato esclusivamente dalle luci artificiali.
Abbattete una parete rocciosa, ma non sapete ancora che quello è il confine che vi separa da un mondo che neppure Jules Verne avrebbe potuto sognare: dinanzi a voi ci sono dei candidi cristalli giganti lunghi quanto un autobus che si intersecano tra loro.
Signore e signori, avete appena scoperto la Cueva de los Cristales di Naica, nello stato messicano di Chihuahua.

Una simile fortuna è capitata nel 2000 ai fratelli Eloy e Francisco Javier Delgado che, mentre scavavano in una miniera di piombo, zinco e argento, prima si addentrarono nella piccola Ojo de la Reina e poi, pochi giorni dopo, trovarono questa grossa grotta piena di giganteschi cristalli di selenite lunghi anche oltre 11 metri.
Nonostante l'aspetto fiabesco, la grotta è tutt'altro che ospitale: la temperatura al suo interno arriva a sfiorare i 60 gradi, con l'umidità prossima al 100%... senza equipaggiamento speciale, si poteva resistere solo per pochissimi minuti.
Insomma, uno spettacolo per pochi eletti.

Purtroppo oggi la grotta non è più accessibile: l'attività mineraria è stata sospesa nel 2015 in quanto un'infiltrazione importante fece entrare acqua a una velocità che i sistemi di pompaggio non riuscirono più a gestire. Dopo oltre nove mesi di tentativi, la compagnia sospese le attività e la miniera è stata nuovamente inondata.
E forse, dal punto di vista della conservazione, non è necessariamente una cattiva notizia: i giganteschi cristalli si sono formati proprio in un ambiente acquoso e il ritorno dell'acqua potrebbe contribuire a proteggerli dall'esposizione prolungata alle condizioni atmosferiche.

Chissà se la rivedremo mai più.

(Testo di Andrea Bonifazi)

Anche oggi condivido con voi una serie di commenti ricevuti qui in pagina per mostrarvi per l'ennesima volta a che livel...
15/10/2026

Anche oggi condivido con voi una serie di commenti ricevuti qui in pagina per mostrarvi per l'ennesima volta a che livelli può arrivare la frustrazione della gente che scambia i social per i propri vomitori personali.
In questo caso il post era relativo ad un anomalo spiaggiamento avvenuto nel 2019 in California di Urechis caupo, un anellide echiuro che, a causa del suo aspetto abbastanza ambiguo, ha sovente suscitato ilarità e curiosità. Il mio post, impostato in maniera divulgativa, non era volgare, benché non mancasse qualche battuta.
Il caro amico Nico, tuttavia, ha deciso di rendere a tutti evidente il suo quoziente intellettivo con questi commenti.

Evidentemente sui social ci sono fin troppe teste di Urechis caupo.

15/10/2026

La sindrome di Stendhal è un malessere psicosomatico transitorio che colpisce alcune persone quando si trovano davanti ad opere artistiche di incredibile bellezza.
Senza nulla togliere a quadri e sculture, come si fa a non provare sensazioni analoghe osservando Polymita picta?

D'altronde la magnificenza di questo gasteropode non ha bisogno di parole, le immagini dicono tutto. Endemica di Cuba, è una chiocciola con una conchiglia dalle colorazioni estremamente variabili, ma sempre vivaci ed accese. Piccoli e tondeggianti "quadri ambulanti" la cui bellezza è per loro, come si suol dire, croce e delizia: sono infatti molto richieste dai collezionisti, tanto da essere attualmente protette, con la loro esportazione limitata a scopi scientifici.
Nel 2022 è stata addirittura eletta chiocciola più bella del mondo, un concorso dal premio molto particolare: una serie di studi ad hoc utili ad ottenere un’intera sequenza del suo genoma, uno step fondamentale per conoscere meglio questi gasteropodi così da poterli tutelare adeguatamente.
.. ma tanta meraviglia nasconde anche un segreto... dai tratti kinky e dall'anima B**M!
Infatti, sono ermafroditi non sufficienti che non possono autofecondarsi e, durante il corteggiamento, uno dei due trafigge violentemente il partner, con i ruoli che spesso si invertono!
Una lotta poco romantica che avviene grazie a dei dardi calcarei, strutture presenti in varie specie di gasteropodi che, nelle varie fasi dell'accoppiamento, vengono scagliati nelle carni del partner, infilzandolo ed aumentando le possibilità di successo riproduttivo.

Come direbbe Masini, Polymita picta è una... bella st***za!

(Testo di Andrea Bonifazi)

Ieri ho pubblicato un post in cui parlavo di un verme marino appartenente al genere Urechis, un echiuro, parente della n...
15/10/2026

Ieri ho pubblicato un post in cui parlavo di un verme marino appartenente al genere Urechis, un echiuro, parente della nostra Bonellia viridis, ma non presente nel Mar Mediterraneo.
L'aspetto ambiguo, il corpo muscoloso e il colore rosa hanno fatto sì che in tantissimi lo confondessero con il cosiddetto bibi, sipunculide appartenente alla specie Sipunculus nudus, comunemente presente nelle acque del Mar Mediterraneo e spesso venduto come esca soprattutto per spigole, ma anche per altri predatori bentofagi.

Questo post serve da chiarimento per distinguere due animali che, in apparenza, appaiono molto simili, ma che in realtà fanno parte di taxa differenti, sebbene entrambi appartenenti al phylum Annelida. Se oggi sono zoologicamente "parenti", sappiate che fino a qualche anno fa erano classificati come phyla a sé stanti, appunto Echiura e Sipuncula.
La distribuzione del bibi è ampia, comprendendo non solo le acque del Mediterraneo, ma anche quelle dell'Oceano Atlantico.
Analogamente a Urechis, ha vita fossoria nei fondali sabbiosi e fangosi, ma non all'interno di tane ad U. Il sipunculide, inoltre, si nutre attivamente della materia organica presente nel sedimento grazie ad una struttura estroflessibile, mentre Urechis è sostanzialmente sospensivoro, ingurgitando ciò che viene inglobato da una rete di muco da lui stesso secreta.
Ulteriore carattere in comune è il fatto che entrambi vengono consumati nella cucina asiatica... de gustibus non disputandum est.

Aggiungo una nota zoologica: in tanti, vedendo Urechis - e forse anche osservando Sipunculus nudus - hanno pensato che si trattasse di oloturie.
Qui il discorso cambia totalmente: queste ultime sono echinodermi appartenenti alla classe Holothuroidea, quindi un gruppo zoologico vicino a stelle marine e ricci e non imparentato con i vermi.
L'unico punto in comune è l'aspetto vagamente falliforme, tanto che le oloturie sono chiamate non solo cetrioli di mare, ma sono usati anche epiteti... decisamente meno edulcorati.
Uno dei tanti casi in cui l'apparenza inganna... se non si ha particolare dimestichezza con la zoologia.

L'abito non fa il monaco. E nemmeno il bibi.

(Testo di Andrea Bonifazi)

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