03/05/2024
PNRR tra sfide e rinascita
Il dibattito svoltosi al Dome della Luiss Guido Carli University il 23 aprile 2024 ha avuto al centro il testo della quarta Relazione sullo stato di attuazione del hashtag pubblicata dal hashtag poche settimane fa.
Su questa, si sono concentrati gli interventi di accademici, esperti e pratictioners che si sono confrontati sulle principali criticità e sui cd. colli di bottiglia che potrebbero ostacolare l’attuazione del Piano e sulle possibili soluzioni messe e auspicabilmente da mettere in campo.
Dopo la revisione approvata dal Consiglio dell’Unione europea lo scorso 8 dicembre, l’Italia potrebbe vantare buoni risultati nel panorama europeo perché – come si legge nel testo della Relazione - con “l’approvazione della richiesta di pagamento della quinta rata, l’Italia avrà conseguito 113 miliardi di euro, pari a oltre il 58% dei 194,4 miliardi di euro stanziati in sede europea”.
Il successo o insuccesso del Piano dipenderà però – come emerso dal dibattito - dalla concreta attuazione delle cd riforme orizzontali, trasversali alle 7 missioni (alle 6 iniziali si è aggiunta Repower EU) su cui si sono concentrati in particolare gli interventi del prof. Petrucci, economista, del prof. Lupo, giurista e del cons. De Giorgi, esperto di PA.
Ad esito del dibattito cui hanno partecipato tantissimi giovani – che sono i reali destinatari del hashtag – da cui il nome hashtag – è emerso che nelle maglie dell’attuazione del Piano c’è ancora spazio per abilitare molti processi di innovazione sociale sui quali poter coinvolgere attivamente anche i cittadini. Su questo punto, Leonardo Bertini (Presidente di Concreta-Mente) ha avanzato la proposta, molto apprezzata, di vincolare per legge le Amministrazioni all’utilizzo di strumenti di co-progettazione con panel di cittadini e imprese per lo sviluppo di nuovi servizi digitali (dal co-design, fino al crowd-testing).
Il PNRR potrà essere una grande opportunità se riusciremo a mettere a terra infrastrutture materiali e immateriali e servizi digitali che vadano nella direzione di servizi effettivamente utili per i cittadini e le imprese.
Ma come si fa a mettere a terra dei servizi attenti alla hashtag e alla hashtag , cioè intuitivi e facili da usare? Attraverso la co-progettazione. Ci sono metodi e strumenti di hashtag e hashtag per coinvolgere cittadini e imprese nella co-progettazione, dalla fase iniziale di co-design dei servizi fino alla fase finale di hashtag .
Negli ultimi anni sta crescendo la sensibilità su questi temi (es .Italia.it) ma non è sufficiente.
Sono quindi necessarie due spinte, una bottom-up che è legata al fattore culturale e alla sensibilizzazione dei tecnici e dirigenti IT; l’altra spinta è top down cioè una proposta di legge che obblighi le PA a mettere in campo azioni partecipative per la CX.
Marco De Giorgi Leonardo Bertini Nicola Lupo Roberta Serdoz Antonio Romano Angelo Mario Taraborrelli Maria Rita Testa Gregorio F.