07/04/2026
"La salute è uno stato di benessere fisico, mentale e sociale": una definizione d'avanguardia coniata nel secondo dopoguerra, da un'umanità sofferente. Non è un credo filosofico ma un fenomeno scientifico che ha i suoi determinanti che interagiscono tra loro:
- biologici (genetica, età, fisiologia)
- comportamentali (stili di vita, alimentazione, attività fisica)
- psicologici (stress, benessere mentale)
- sociali e ambientali (reddito, istruzione, accesso ai servizi, qualità dell’ambiente).
Ce lo dicono i dati: oggi circa 4,5 miliardi di persone non hanno accesso a servizi sanitari essenziali, ogni anno si registrano 300000 morti materne e oltre 2 milioni di neonati muoiono entro il primo mese di vita (fonte: OMS). La sola malattia non basta a spiegare un fenomeno di questa portata e il "benessere" diventa così una priorità urgente della politica.
Se guardiamo il pianeta di oggi, capiamo che non c'è salute senza un approccio "One Health" più ampio, che riconosca l’interconnessione tra salute umana, salute animale e salute degli ecosistemi.
Malattie emergenti, resistenza antimicrobica e cambiamenti climatici dimostrano che la salute non può essere affrontata in modo settoriale: i sistemi biologici, ambientali e sociali sono profondamente interdipendenti.
La salute dei singoli individui passa dunque per la cura del corpo e della mente ma all'interno di una cornice più grande senza la quale un vero benessere non è possibile.