07/06/2026
Mahmoud Al Najjar era uno dei 250 studenti palestinesi selezionati per arrivare in Italia dalla Striscia di Gaza e dalla Cisgiordania nell’ambito dei “corridoi universitari”, un’iniziativa pensata per assicurare a giovani laureandi e laureati l’accesso a percorsi di istruzione superiore nonostante il contesto di conflitto.
Purtroppo Mahmoud Al Najjar, che sarebbe dovuto essere un nostro futuro compagno di studi presso l'Università di Roma Tor Vergata, non è mai riuscito a raggiungere l'Italia: è stato arrestato dalle forze israeliane durante le operazioni sul territorio palestinese e al momento risulta trattenuto, impedendogli così di proseguire gli studi e di partecipare al programma di accoglienza.
Le circostanze dell’arresto sono emblematiche delle difficoltà che i giovani palestinesi incontrano quotidianamente: controlli, limitazioni, detenzioni preventive e procedure burocratiche che ostacolano l’accesso all’istruzione e alla mobilità internazionale. Questi impedimenti non riguardano solo singoli casi, ma si inseriscono in un quadro più ampio che va avanti ormai da anni con il contributo del silenzio delle nostre istituzioni: il Genocidio che il popolo Palestinese continua a subire dallo Stato terrorista di Israele.
Altro Ateneo ribadisce con fermezza che il diritto allo studio è un principio fondamentale e universale, che deve essere garantito anche, e soprattutto, in contesti di guerra e occupazione. L’istruzione non è un privilegio, ma uno strumento di emancipazione e speranza. Ostacolarla significa privare intere generazioni della possibilità di costruire un futuro diverso.
La nostra associazione ribadisce inoltre con smisurata fermezza la totale disapprovazione di qualsiasi forma di repressione adottata da Israele e il diritto del popolo Palestinese ad esistere.
Chiediamo alle autorità competenti di adottare ogni misura necessaria per garantire la libertà e il diritto a proseguire gli studi di Mahmoud. Nel frattempo, continueremo a lavorare perché l’istruzione rimanga un ponte di diritti e opportunità, anche nei momenti più tragici.