Flc Cgil Rieti Roma Est Valle dell’Aniene

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Flc Cgil Rieti Roma Est Valle dell’Aniene Categoria Scuola università e ricerca della Cgil nella zona di Roma Est più i comuni di Tivoli Guidonia Monterotondo. Comprende anche Rieti e provincia.

La FLC esprime piena solidarietà ai docenti dell’Istituto Pertini-Falcone coinvolti nelle polemiche seguite all’esposizi...
07/10/2026

La FLC esprime piena solidarietà ai docenti dell’Istituto Pertini-Falcone coinvolti nelle polemiche seguite all’esposizione dello striscione “Contro il razzismo. Qui nessun* è straniera/o”.

Contrastare il razzismo, le discriminazioni e ogni forma di esclusione non significa fare propaganda politica: significa dare attuazione ai principi costituzionali su cui si fonda la scuola pubblica e svolgere una funzione educativa essenziale.

Riteniamo grave che una libera iniziativa di docenti, fondata su valori di uguaglianza, rispetto e inclusione, venga descritta come una forma di “ideologizzazione” della scuola.

La scuola è il luogo fondamentale della democrazia, nel quale il confronto delle idee convive con il rifiuto netto di ogni forma palese o latente di discriminazione.

Dimensionamento scolastico, Stocchi (FLC CGIL): «Una vittoria per Greccio e per la scuola delle aree interne»Accogliamo ...
05/10/2026

Dimensionamento scolastico, Stocchi (FLC CGIL): «Una vittoria per Greccio e per la scuola delle aree interne»

Accogliamo con grande soddisfazione la sentenza del Consiglio di Stato che annulla il dimensionamento dell’Istituto Comprensivo “Antonio Malfatti” e restituisce alla scuola la propria autonomia. È un risultato importante, ottenuto grazie alla determinazione con cui il Comune di Greccio ha portato avanti in questi anni questa battaglia.

Come FLC CGIL abbiamo seguito e contrastato fin dall’inizio il dimensionamento scolastico che ha interessato la provincia di Rieti, denunciandone le conseguenze e chiedendo alla Regione Lazio e alle istituzioni competenti di tenere conto delle caratteristiche specifiche del nostro territorio.

Non siamo riusciti, attraverso il confronto sindacale e politico, a convincere chi aveva la responsabilità di decidere della necessità di evitare questi accorpamenti. È significativo, dunque, che sia stata la giustizia amministrativa a riconoscere le ragioni che erano state poste alla base di questa battaglia.

Ma la questione non riguarda soltanto l’autonomia di un singolo istituto. Il dimensionamento scolastico produce conseguenze concrete sui territori: avere meno autonomie scolastiche significa indebolire la presenza della scuola pubblica, perdere servizi e presìdi, impoverire anche economicamente e socialmente comunità che già affrontano spopolamento, carenza di infrastrutture e progressiva riduzione dei servizi pubblici.

Questo vale ancora di più per una provincia come quella di Rieti, composta in larga parte da piccoli comuni e aree interne e montane. In questi territori la scuola non può essere considerata soltanto sulla base di parametri numerici: è un presidio fondamentale dello Stato, un luogo attorno al quale vive una comunità e uno degli strumenti principali per contrastare lo spopolamento.

Per questo la sentenza sull’Istituto Malfatti rappresenta per noi un risultato importante, ma non chiude la questione. Continueremo a batterci contro una politica di dimensionamento che rischia di allontanare ulteriormente lo Stato dai territori più fragili e per difendere una scuola pubblica diffusa, autonoma e radicata nelle comunità.

Fabrizio Stocchi
Segretario generale FLC CGIL Rieti – Roma Est – Valle dell’Aniene

È con amarezza che apprendiamo dell’utilizzo questa mattina, giovedì 1° ottobre, di metal detector portatili agli ingres...
01/10/2026

È con amarezza che apprendiamo dell’utilizzo questa mattina, giovedì 1° ottobre, di metal detector portatili agli ingressi dei plessi di un istituto nel quartiere di Tor Bella Monaca di Roma.

I controlli tramite metal detector portatili, utilizzabili esclusivamente dalle forze dell’ordine, sono inseriti all’interno delle misure di contrasto alla violenza che i ministri Valditara e Piantedosi hanno varato a gennaio di quest’anno, dopo i tragici fatti di La Spezia, e attuabili su richiesta del dirigente scolastico di concerto con Ufficio Scolastico Regionale, Questura e Prefettura.

Ribadiamo ancora una volta la nostra ferma opposizione ad azioni securitarie che non intervengono realmente sul problema – la crescente violenza legata a disagio giovanile – ma che serve solamente a instaurare un clima di controllo all’interno delle istituzioni scolastiche spostando semplicemente altrove l’espressione dei fenomeni di violenza.

La scuola non è luogo di sorveglianza e controllo. La perquisizione uno ad uno degli studenti e delle studentesse, anche di fronte al rischio concreto di episodi di violenza, non può essere in nessun caso la risposta. Il ruolo delle istituzioni deve essere quello di prendere in incarico i problemi delle nostre e nostri giovani, educare al rispetto dell’altro, all’affettività, alla cultura del dialogo e non della prevaricazione. Piuttosto che presidi di polizia le nostre scuole hanno bisogno di presidi psicologici costanti, di percorsi che educhino alla non-violenza, verbale e fisica, e di essere rimesse al centro della vita comunitaria dei nostri quartieri, con investimenti importanti sulla didattica e sull’edilizia.

Segreteria FLC CGIL di Roma e del Lazio Segreteria FLC CGIL di Rieti Roma Est Valle dell’Aniene

IL MUNICIPIO V È ANTIRAZZISTA.Diritti e giustizia sociale per tutt*Lunedì 28 settembre, dalle ore 9, saremo davanti alla...
26/09/2026

IL MUNICIPIO V È ANTIRAZZISTA.
Diritti e giustizia sociale per tutt*

Lunedì 28 settembre, dalle ore 9, saremo davanti alla sala consiliare del Municipio V, mentre il Consiglio discuterà l’atto per il contrasto all’islamofobia e al razzismo antimusulmano.

Ci saremo perché questo territorio è, e vuole continuare a essere popolare, plurale, solidale e antirazzista. Le persone con background migratorio non sono ospiti: sono lavoratori e lavoratrici, parte attiva di questa città e della sua comunità.

Le bambine e i bambini crescono insieme, sono compagni di banco, giocano nelle stesse piazze e immaginano il proprio futuro nelle stesse strade. Non esistono i nostri quartieri e le loro comunità. Esiste un territorio che appartiene a chi lo vive.

Mentre il Governo sceglie di introdurre nuove divisioni anche nelle scuole, noi affermiamo una visione diversa: le disuguaglianze non si combattono separando, ma garantendo più diritti, più strumenti e più opportunità.

Essere un Municipio antirazzista significa anche questo: pretendere di più dalle istituzioni. Più diritto alla casa, alla scuola, ai servizi, alla cultura, agli spazi pubblici, alla libertà di culto e a una vita dignitosa.

Di fronte a chi cerca consenso aizzando la guerra contro i poveri, favorendo speculazione e sfruttamento, indicando qualcuno da cui difendersi, scegliamo un'altra strada: la lotta per la giustizia sociale, per i diritti, la dignità e l'uguaglianza.

Contro razzismo, islamofobia e disuguaglianze ci metteremo la faccia, insieme.

Il Municipio V è di tutte e tutti.

A Buon Diritto
ANPI Centocelle - sez. Giordano Sangalli
ANPI Pigneto Tor Pignattara Certosa "G. Marincola"
ANPI Villa Gordiani “Rosario Bentivegna”
Archivio Villaggio Globale
Arte Come Sopravvivenza per POTENZIALI BERSAGLI 2026
Ass. Shantalia culture and travel
Associazione Genitori Scuola Enrico Toti
Casale Garibaldi
CEMEA DEL MEZZOGIORNO
Cittadinanza
Centro d'Iniziativa Popolare Alessandrino
Centro Sociale Spartaco
Cgil rieti Roma est valle dell' aniene
Cir
C.I.R.C. Internazionale
Cooperativa Sociale Assalto al Cielo
Collettivo del Liceo Francesco d’Assisi
Collettivo Militant
Comitato dei genitori dell’I.C. Simonetta Salacone
Comitato di quartiere Certosa
Comitato di Quartiere Tor Pignattara
Comitato Genitori Deledda-Pavoni
Conigli Bianchi artivistə contro la sierofobia
Creative Plaza
Esc Atelier Autogestito
Ex Snia Viscosa
FANFULLA APS
FLC CGIL ROMA EST
Forum Parco delle Energie
Giovani democratici V municipio
Libera Roma
Lokomotiv Prenestino
LSA Centocelle
Lunaria aps
Mercato arabo Centocelle
Million Ma*****na March (Italia)
Nonna Roma
O.S.A.I. Osteria Scuppiata Anticapitalista Itinerante
Pisacane 0-99 odv
Polo Civico Pigneto - Trame di quartiere
Progetto Diritti ETS
Roma Futura
Sinistra Italiana V Municipio “ Banda Pepe”
Sparwasser
Torpignattara
Trenta Formiche
Vivèro - luogo di quartiere
Wuasta volya
M5S Roma
M5s Municipio V
PD Municipio V
PD Roma
PRC Roma Castelli Litoranea
Circolo PRC di Torpignattara
Roma Futura
Sinistra Italiana V Municipio “ Banda Pepe”

26/09/2026

È un momento nel quale la scuola pubblica è di nuovo sotto attacco. Ne abbiamo parlato ieri alla festa della CGIL Roma Lazio.

La scuola del disarmo educativo. Per una riflessione pubblica che vada oltre l’inutile asfissia securitariaL’aggressione...
18/09/2026

La scuola del disarmo educativo.

Per una riflessione pubblica che vada oltre l’inutile asfissia securitaria
L’aggressione di questa mattina ai danni di una docente di lettere, a un anno dalla pensione, in una scuola secondaria di primo grado di Centocelle, alla periferia Est di Roma, ci colpisce. Si tratta di uno dei troppi episodi recenti che riempiono le pagine delle cronache del Paese.

Il primo pensiero va alla docente aggredita, alla comunità scolastica, alle lavoratrici e ai lavoratori, alle studentesse e agli studenti che hanno vissuto un episodio di violenza grave dentro un luogo che dovrebbe poter essere, prima di tutto, uno spazio di fiducia. Di fronte a fatti di questo tipo, la canea del dibattito pubblico opera semplificazioni utili solo alla rimozione, poco dopo l’evento, del fatto accaduto dalla memoria collettiva, come fosse l’ennesimo video da scorrere sui social network prima di passare a quello successivo. Da una parte l’idea che si tratti di un episodio isolato, riconducibile soltanto alla responsabilità individuale di chi lo ha compiuto. Dall’altra la tentazione di leggere la sicurezza scolastica esclusivamente attraverso il controllo, la sorveglianza, l’inasprimento delle sanzioni.

La tutela di chi lavora e studia nella scuola non è negoziabile. Ma se ci fermassimo qui, avremmo nominato il fatto senza comprenderne la portata. Allo stesso modo, sarebbe troppo semplice attribuire ai social network il ruolo di causa prima di ciò che accade. I social non costituiscono un mondo esterno alla società né una sorta di agente autonomo capace, da solo, di produrre comportamenti. Sono piuttosto uno dei luoghi nei quali prendono forma, vengono rappresentate, accelerate e talvolta amplificate dinamiche già presenti nei contesti sociali: il bisogno di riconoscimento, la competizione, l’esposizione di sé, l’umiliazione dell’altro, la ricerca dell’approvazione del gruppo, la difficoltà di stare nel conflitto e nella frustrazione. Attribuire tutto “ai social” rischia allora di assolvere il mondo adulto senza interrogare i contesti, le culture, le politiche e le pratiche che producono partecipazione oppure esclusione.

La violenza nella scuola non entra da un mondo esterno, separato o collocato nelle piattaforme social che assorbono tanto tempo e pensiero dei nostri studenti e delle nostre studentesse. Attraversa la società e le sue forme di rappresentazione, nella quale la scuola è immersa. Entrano nella scuola la crescente difficoltà di trasformare il conflitto in parola, l’incapacità di tollerare la frustrazione, la spettacolarizzazione dell’umiliazione, la ricerca di riconoscimento attraverso la forza, la progressiva perdita di luoghi nei quali ragazzi e adulti possano costruire relazioni non fondate sulla competizione, sulla paura o sulla sopraffazione.

La scuola non è immune da tutto questo. Non lo sono gli adulti di riferimento e nemmeno i giovani, che vanno educati alla scuola costituzionale. Ciononostante, la scuola resta ancora uno dei pochissimi luoghi pubblici nei quali tutto questo può essere trasformato. Per questa ragione il disarmo educativo è la grande opera di cui il nostro Paese ha davvero bisogno. Questo riteniamo debba essere il progetto politico e sociale su cui far convergere le istituzioni, le realtà sociali territoriali, le famiglie, e la comunità educante tutta. Disarmare significa costruire condizioni nelle quali la violenza non rappresenti il linguaggio più immediatamente disponibile. Significa creare contesti nei quali un conflitto possa essere riconosciuto prima di diventare rottura, una sofferenza possa essere intercettata prima di trasformarsi in isolamento, una difficoltà possa trovare adulti capaci di condividerne la responsabilità.

La scuola non può supplire indefinitamente a tutto ciò che viene meno intorno ad essa. Non può essere contemporaneamente scuola, presidio sociale, servizio psicologico, spazio aggregativo, luogo di compensazione delle disuguaglianze, argine alla dispersione, presidio di cittadinanza e comunità educante se tutte queste funzioni vengono progressivamente affidate esclusivamente alla buona volontà delle persone che nella scuola lavorano. L’idea di comunità educante, del resto, non coincide con il trasferimento di ogni responsabilità sulla scuola. Al contrario, presuppone reti, raccordi, corresponsabilità e interlocutori reali. Il disarmo educativo comincia allora in una scuola nella quale un docente non debba scegliere continuamente tra insegnare, ascoltare, compilare, segnalare, mediare e supplire alle assenze di altri pezzi del sistema pubblico.

E per questo l’erosione dello stato sociale è anche erosione della capacità educativa della scuola. Una politica educativa degna di questo nome deve costruire prima. È la garanzia della possibilità materiale, per i docenti, di avere il tempo di vedere e, per le studentesse e gli studenti, di essere visti.
La politica della sicurezza e del metal detector si chiede come possano essere impediti i gesti estremi. Un progetto di nuova scuola costituzionale all’altezza di questi tempi si chiede quali condizioni sociali, pedagogiche ed educative possano rendere meno probabile che un gesto radicale come quello di questa mattina, e molti altri affini, diventi l’unica risposta percepita come possibile. Non sono due questioni necessariamente alternative. Ma senza la seconda domanda, più profonda e radicale, la scuola rischia di trasformarsi progressivamente in un dispositivo di controllo.
La scuola pubblica è uno dei luoghi nei quali una società democratica può apprendere a vivere il conflitto. Non una scuola senza conflitti, ma una scuola che sappia farne esperienza democratica attraverso una pedagogia del disarmo. Quando parliamo di adolescenti e preadolescenti, gli insegnanti sono chiamati alla fatica di condividere che l’essenza dell’attraversamento della scuola è anche la possibilità di commettere errori, anche gravi, senza l’idea che immediatamente l’errore segni definitivamente l’identità e il destino di chi quell’errore ha commesso. Il mondo degli adulti ha la responsabilità di chiarire le regole di ingaggio, ma anche di non far coincidere mai la regola con l’umiliazione.

Investire nella scuola significa investire nella possibilità che i conflitti trovino una forma prima di diventare violenza. Ma la scuola da sola non basta, occorre uno stato sociale che recuperi la propria funzione emancipatrice per dare alla scuola interlocutori reali. Investire nella stabilità di chi nella scuola lavora significa dare continuità alle relazioni. Ridurre il numero delle studentesse e degli studenti per classe significa anche aumentare la possibilità di pre-vedere, nel senso letterale di vedere prima. Garantire équipe multidisciplinari e servizi territoriali non significa medicalizzare la scuola, ma impedire che ogni problema sociale venga trasformato in problema didattico o affidato alla responsabilità individuale dell’insegnante. Restituire risorse economiche alla scuola significa restituirle capacità educativa.

Abbiamo bisogno di categorie pedagogiche capaci di leggere insieme soggetti e contesti, vulnerabilità e potere, ambienti digitali e relazioni materiali, responsabilità individuali e responsabilità collettive. Benché tale ambito di riflessione sia scarsamente frequentata dal deprimente dibattito pubblico del nostro paese, prima di chiederci come difendere la scuola dalla società che la circonda, dovremmo tornare a chiederci quale società possiamo contribuire a costruire intorno alla scuola.

Dal 15 giugno al 2 luglio sarà aperta la piattaforma per lo scioglimento della riserva GPS 2026-2028. La FLC CGIL di Rie...
07/06/2026

Dal 15 giugno al 2 luglio sarà aperta la piattaforma per lo scioglimento della riserva GPS 2026-2028. La FLC CGIL di Rieti Roma Est Valle dell'Aniene garantirà, attraverso il lavoro incessante delle sedi territoriali, il necessario supporto a tutti coloro che vorranno presentare la domanda. Dopo aver compilato questo form sarete contattati.

https://docs.google.com/forms/d/1hwJDdh0oTmsJyWecsRLkl10IFAMSlNxW32UWxRI9mEw/edit

Riforma degli Istituti Tecnici. Flc Cgil: dall’IIS “Aldo Moro” di Passo Corese un segnale forte contro il DM 29/2026L’ap...
25/05/2026

Riforma degli Istituti Tecnici. Flc Cgil: dall’IIS “Aldo Moro” di Passo Corese un segnale forte contro il DM 29/2026

L’approvazione della mozione contro la riforma degli Istituti Tecnici presso l’IIS “Statista Aldo Moro” di Passo Corese rappresenta una notizia molto importante e un segnale politico chiaro.

Il Collegio dei Docenti ha espresso un netto rifiuto nei confronti della riforma attuata dal DM n. 29 del 19 febbraio 2026, denunciandone gli effetti negativi: riduzione del tempo scuola, impoverimento dei saperi, taglio delle ore dedicate alle lingue, alle discipline scientifiche, giuridico-economiche e professionalizzanti. Una riforma che rischia di piegare la scuola a una logica di semplice addestramento al lavoro, invece di garantire una formazione completa delle studentesse e degli studenti, fondata sullo sviluppo del pensiero critico e delle conoscenze necessarie per comprendere e interpretare la realtà.

Questa presa di posizione si inserisce pienamente nel percorso di mobilitazione che la FLC CGIL ha messo in campo contro la riforma degli Istituti Tecnici e nella procedura di stato di agitazione avviata per contrastare un provvedimento che consideriamo sbagliato nel merito e nel metodo.

Sempre più scuole e sempre più Collegi dei Docenti stanno prendendo posizione contro questa riforma. È un segnale importante che conferma la necessità di continuare con determinazione la mobilitazione, chiedendo il ritiro del provvedimento e l’apertura di un confronto reale, strutturato e partecipato con l’intera comunità scolastica sugli aspetti ordinamentali, curricolari e organizzativi della riforma.

Fabrizio Stocchi
Segretario generale Flc Cgil Rieti Roma Est Valle dell'Aniene

🟥𝗦𝗖𝗜𝗢𝗣𝗘𝗥𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝗟𝗬𝗖𝗘́𝗘 𝗖𝗛𝗔𝗧𝗘𝗔𝗨𝗕𝗥𝗜𝗔𝗡𝗗 𝗗𝗜 𝗥𝗢𝗠𝗔📣𝗡𝗢 𝗮𝗹 𝘁𝗮𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝗮𝗹𝗮𝗿𝗶 𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶!Lo storico istituto si trova in una sit...
23/04/2026

🟥𝗦𝗖𝗜𝗢𝗣𝗘𝗥𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝗟𝗬𝗖𝗘́𝗘 𝗖𝗛𝗔𝗧𝗘𝗔𝗨𝗕𝗥𝗜𝗔𝗡𝗗 𝗗𝗜 𝗥𝗢𝗠𝗔
📣𝗡𝗢 𝗮𝗹 𝘁𝗮𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝗮𝗹𝗮𝗿𝗶 𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶!

Lo storico istituto si trova in una situazione di grave crisi economica, dovuta a problemi locali ma, soprattutto, a scelte di bilancio del governo francese. Tale crisi, secondo la Direzione, troverebbe una soluzione solo col taglio dei salari e dei diritti dei lavoratori - italiani e francesi - e con una riduzione della qualità dell’offerta formativa che porterebbe all’inevitabile allontanamento delle famiglie e dunque una spirale recessiva.
Per questo motivo la FLC CGIL ha proclamato, insieme al sindacato francese SNES, questa prima giornata di sciopero.
Lavoratrici e lavoratori chiedono all’istituto di recedere da ogni tentativo di ridurre i salari e il personale, anche a tutela della qualità del progetto educativo dell’istituto

Grave e inaccettabile vicenda ha coinvolto uno studente transgender del Liceo Aristofane, offeso e umiliato da una docen...
21/04/2026

Grave e inaccettabile vicenda ha coinvolto uno studente transgender del Liceo Aristofane, offeso e umiliato da una docente che si è rifiutata di chiamarlo con il suo nome di elezione e di riconoscerne l’identità di genere.

La FLC CGIL Roma Est Valle dell’Aniene nell'esprimere piena solidarietà allo studente e alla sua famiglia sente l'urgenza di ricordare che la scuola deve essere un luogo di confronto e crescita, vero e proprio faro nella tutela dei diritti di ogni individuo dove l'educazione al rispetto dell'altro è elemento fondativo. Deve essere, soprattutto, uno spazio inclusivo, capace di promuovere e difendere la dignità di tutte e tutti.

È compito della dirigenza scolastica garantire la tutela dei diritti delle studentesse e degli studenti in transizione, assicurando un ambiente sereno e rispettoso, nel quale siano pienamente riconosciute dignità, identità e privacy, evitando qualsiasi forma di misgendering.
Il comportamento della docente contribuisce invece ad alimentare un clima di esclusione e discriminazione, in aperta contraddizione con i principi di uguaglianza e rispetto che la scuola è chiamata a promuovere.
Come dice la sentenza n 221/2015 della Corte di Cassazione “Il diritto all’identità di genere è elemento costitutivo del diritto all’identità personale, rientrante a pieno titolo nell’ambito dei diritti fondamentali della persona”.

Riteniamo infine fondamentale che anche presso il Liceo Aristofane venga introdotta la carriera alias, strumento ormai adottato in numerose istituzioni scolastiche e universitarie, che consente di riconoscere formalmente il nome di elezione delle persone in transizione, tutelandone dignità e benessere nel percorso formativo. In tal senso, ci impegniamo a promuovere, anche insieme ai nostri iscritti ogni iniziativa utile affinché tale misura venga adottata nel più breve tempo possibile.

Indirizzo

Via Padre Lino Da Parma 13
Rome

Orario di apertura

Lunedì 15:30 - 17:30
Giovedì 15:30 - 17:30

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