La Stanza della Memoria

La Stanza della Memoria La Stanza della Memoria si compone si un'istallazione etnografica e di uno spazio narrativo che si propone come un'interfaccia con il territorio.

Progetto “Stanza della Memoria”
Dare una Testimonia Orale della propria vita

Il progetto “Stanza della Memoria” è il risultato del dialogo tra due istituzioni, la Facoltà di Medicina e Psicologia de La Sapienza di Roma e l’Esercito della Salvezza, due istituzioni solide nella loro differente missione (formare alle professioni di ricerca e cura; accogliere e prendersi carico di persone fragili). I

l Progetto si inscrive in una riflessione molto attuale che ha quali poli ideali la problematica della “memoria” da un lato e quella della (auto) narrazione dall’altro, entrambe al centro di un interesse assai sentito da storici, etnografi e cultori di “storia orale”. Questo dialogo è stato avviato nel 2010 con l’intento di mettere in rapporto, complice la mediazione antropologica, contesti e soggetti, studenti ed ospiti che si relazionavano nella differenza e nel reciproco evitamento di una presenza non vissuta. La conseguenza di questo scrutarsi ed avvicinarsi ha preso forma attraverso una mostra itinerante dal titolo “Risarcimenti. Storie di Vita e di Attesa” , realizzata per la prima volta nel Giugno 2011 presso la Casa della Partecipazione in Via dei Sabelli ed una seconda volta nel Luglio 2012 presso la Sala Santa Rita in Via Montanara. La mostra “Risarcimenti” ha visto come protagonisti gli ospiti dell’Esercito della Salvezza, gli “eroi del quotidiano”, che ci hanno raccontato, questa volta vincenti, le loro Storie di Vita. Le storie, di vite estreme, sono giunte a noi trasformate dalla narrazione, racconti intimi sotto forma di video-narrazioni autobiografiche. Memoria delle vite per strada, delle vite difficili, delle vite fragili, raccontate e accolte con dignità. I soggetti narranti sono persone appartenenti ad un orizzonte culturale che predilige l’oralità e che sono depositari della straordinaria arte del narrare. Nella fondata convinzione che la narratività possa far guadagnare spessore e complessità alla memoria collettiva delle culture urbane di quartiere il Progetto si propone di restituire e ridonare voce sopratutto alle donne, agli anziani e ai marginali rendendoli consapevoli della ricchezza del loro mondo e della loro esperienza di soggetti sociali attraverso le proprie stesse narrazioni, mostrando nel contempo come la Storia ufficiale, pubblica, che esula dal domestico e dal quotidiano, sia stata per troppo tempo privata di una parte significativa ed importante. Questo “raccontarsi” come modalità, non meramente individuale, di testimoniare esperienze vissute, risponde ad una crescente istanza collettiva di social remembering che sembra trovare sempre più ascolto, riconoscimento, rappresentazione, spesso all’interno di musei, o istituzioni dedicate alle memoria. Dunque il Progetto nasce in risposta a questa sentita esigenza sociale ed alla responsabilità morale e culturale verso i giacimenti narrativi di quartiere, che reclamano una valorizzazione e promozione adeguata al loro statuto di common heritage. Le narrazioni, riprese e filmate da un équipe di ricercatori sono confluite in un “Archivio di Storie”. La resa della ricerca in termini espositivi e non puramente testuali è volta ad aumentare le possibilità di collaborazione, riconoscimento e restituzione e racconta le Storie di vita attraverso performance, proiezioni, manufatti, fotografie e materiale cartaceo e digitale. Il fulcro dell’installazione sono i doni attesi, espressi in centinaia di bigliettini chiusi in altrettante scatole di latta che i visitatori possono toccare e aprire: a questi piccoli foglietti gli studenti della Facoltà di Medicina e Psicologia e gli ospiti dell’Esercito della Salvezza hanno consegnato desideri, richieste di risarcimento, aspirazioni per non dover vivere di rimpianti. Tutto intorno, valigie consumate nel passare di mano in mano oppure immobili, ferme nelle cantine umide ad aspettare il viaggio che non arriva, a desiderare di partire verso una patria elettiva dove potersi finalmente riconoscere, accolgono foglietti e paesaggi dell'anima in miniatura. La “Stanza della Memoria”, dunque, trova ad oggi una fissa dimora all’interno dell’Esercito della Salvezza in uno spazio conoscitivo ed espressivo sulle esistenze di quanti vi soggiornano, un archivio, un centro di documentazione e di esposizione. L’intento è quello di creare uno spazio aperto al territorio dove possa esserci interazione, un centro culturale riflessivo, una maggiore interfaccia con la realtà del quartiere, dei suoi abitanti, degli studenti e degli ospiti dell’Esercito della Salvezza, convocando inediti spazi di inclusione culturale. Tutto prende forma in una stanza ‘dedicata’ all’autobiografia e pensata come spazio protetto dove portare in dono storie personali e testimonianze individuali da consegnare alla memoria collettiva, come luogo di incontro dei narratori e di questi con chi ha voglia di ascoltare e conoscere . Al fine di dar vita concreta al dispositivo museale sopra delineato, si prevede quindi di istituire un setting - laboratorio di antropologia visuale stabile, che programma e prevede incontri durante i quali narratori locali, preventivamente individuati, ascoltati e coinvolti nel Progetto, saranno convocati per consegnare alla “Stanza della memoria” la propria storia condivisa, conservata, tutelata. La delicatezza e responsabilità dell’acquisizione, del trattamento, della conservazione e della gestione del materiale narrativo raccolto, che attiene a storie di vita ed a dati biografici, personali, familiari, ‘sensibili’ dei testimoni-donatori e dei loro contesti relazioni e parentali, richiede che siano assicurati elevati standard etici nella ricerca, acquisizione, elaborazione e fruizione delle autonarrazioni raccolte. La concreta realizzazione del Progetto sarà possibile unicamente grazie a sponsorizzazioni e al lavoro di volontari e consiste nell’allestimento di un ambiente che si rifà agli allestimenti delle mostre precedenti ma che necessità si essere arricchito di nuove Storie di Vita e di elementi di innovazione. Lo scopo è raggiungere una qualità dell’esperienza che mostri ricchezza, creatività ed originalità in contrasto con un luogo che generalmente può essere associato al degrado o al disagio. La Sapienza Università di Roma e la Facoltà di Medicina e Psicologia, quale garante della qualità della ricerca scientifica, del coordinamento scientifico e dei progetti didattici sottesi al Progetto generale stesso, L’Esercito della salvezza e l’Accademia dello Zazer costituiscono, ciascuno secondo le proprie competenze, i garanti e gli “agenti motivazionali” del Progetto generale; ne assicurano la missione etica, la competenza scientifica, etnografica, la qualità tecnica di realizzazione dei prodotti visuali, il coordinamento generale sino alla fruizione pubblica; la conservazione, implementazione e tutela dell’Archivio. In sintesi l’obiettivo è dare vita ad uno spazio di interazione e di scambio, nel quale da una parte, restituire attraverso il Risarcimento dignità ai protagonisti delle Storie di Vita e dall’altra facilitare le interazioni con il territorio al fine di trasformare quella che sin’ora è stata solo una pacifica convivenza in una costate comunicazione riflessiva. La completa realizzazione e dunque l’inaugurazione della “Stanza della Memoria” sono previste per Aprile 2015. Roma, 21 Gennaio 2015

Ideazione
Vincenzo Padiglione [Sapienza-Università di Roma]

Regia
Domenico Bemportato [SPAV]

Coordinamento
Simona Magazzù [Esercito della Salvezza-Roma]

Responsabile Marketing e Sponsorship
Sara Fiorillo

Foto di
Federico Mozzano

Si ringrazia
Maggiore Paolo Longo

Indirizzo

Rome
00185

Telefono

3408419464

Sito Web

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