La Fondazione Universitaria “INUIT-Tor Vergata” è disciplinata a livello legislativo dall’art. 59, comma 3 della L.n. 388/2000-legge finanziaria 2001 e dal D.P.R. 24 maggio 2001 n. 254 che definisce le fondazioni universitarie.
E’ stata riconosciuta in data 19 gennaio 2009 come personalità giuridica dalla Prefettura di Roma al n. 602 2.008 e opera nel diritto di regime privato senza scopi di lucro.
E’ stata fondata ed è a totale partecipazione dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.
La Fondazione opera nell’interesse dell’Ateneo al fine di favorire, sviluppare e coordinare le iniziative e attività culturali dirette alla promozione, proposta, gestione, svolgimento di programmi di ricerca, sia pura che applicata, orientati alla trasformazione, sviluppo e miglioramento di prodotti e/o tecnologie afferenti al Settore dell’Information Technology.
Nell’attuazione dei propri compiti istituzionali, la INUIT promuove e diffonde in modo coordinato all’interno dell’Ateneo soluzioni innovative e di ricerca ideate e realizzate dai ricercatori dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, sia al fine di innovare i processi di servizio e di gestione dell’Ateneo, sia di migliorare l’immagine e la qualità dei servizi, sia di fornire una vetrina rivolta al mondo esterno relativa ai risultati dell’innovazione prodotti dall’Università.
Promozione di laboratori scientifici nel settore della sicurezza informatica e telematica e nel settore della valutazione della sicurezza dei prodotti e dei processi dell’Information Technology.
Supporto allo svolgimento di attività di formazione, ricerca e trasferimento tecnologico nonché la valorizzazione dei risultati delle ricerche anche tramite la tutela della proprietà intellettuale e lo sviluppo di nuove imprese a base tecnologica altamente innovative.
Partecipazione ad iniziative di sostegno all’attività di ricerca e di gestione operativa di strutture scientifiche e/o tecnologiche di altre Università o di altre strutture ed Enti di ricerca, anche tramite convenzioni con soggetti terzi.
Protezione dei dati e Privacy riguardante la gestione della sicurezza e della privacy di dati sensibili per permettere alle imprese l’adempimento di tutti quanti gli obblighi tecnologici e documentali nel rispetto delle normative correnti e in particolare dei vincoli di sicurezza e privacy previsti dal GDPR (General Data Protection Regulation).
La Fondazione Universitaria Inuit “Tor Vergata” è in grado di offrire dei percorsi formativi per l’acquisizione delle competenze da DPO e per la sicurezza informatica ai vari livelli dei ruoli previsti all’interno dal modello di gestione delle informazioni secondo la normativa GDPR.
La Fondazione, tra l’altro, opera nelle seguenti aree di ricerca:
Cyber security
Identità digitale
ICT
e-Health
Nanomateriali
Nanosensori
Sistemi complessi
Privacy
Fintech
Identity Management
Nuovi modelli matematici per la medicina personalizzata
Nuove applicazioni nell’ambito della Blockchain
IoT – Internet of Things Management e sicurezza
Progetto di ricerca Europeo – Programma Horizon 2020: Progetto Picaso sulla medicina personalizzata tra i partner figurano il centro di ricerca tedesco Fraunhofer, numerose università europee e IBM.
Uno strumento che ha lo scopo di far riconoscere in modo semplice e flessibile uno studente e di guidare lo stesso nella fruizione di una serie di servizi dematerializzati dalla carta stessa, sia universitari sia legati alla sua carriera professionale. La carta permette agli studenti l’accesso in rete a tutti i servizi erogati dall’università e dalle facoltà, ivi compresi i servizi che richiedono il riconoscimento “forte” dello studente e i servizi che richiedono l’apposizione della firma digitale, quali la registrazione degli esami sostenuti, l’accesso ai dati personali e sensibili, ecc.
La Carta Multiservizi di Ateneo supporta la Mobilità intelligente per gli studenti e gli operatori universitari.
Il progetto riguarda i nuovi nanomateriali e le tecnologie da applicare al restauro e alla conservazione di beni archivistici e librari. In nuovi nanomateriali sono impiegati:
nei processi di legatoria di beni archivistici e librari, in quanto aumenta la resistenza meccanica dei supporti scrittori
per realizzare sensori portatili, dotati di trasmissione wireless del segnale in uscita, ed integrabili in circuiti micrometrici che confluiscono nel prototipo di laboratorio mobile. Quest’ultimo è adatto al controllo del micro-clima di ambienti confinati (indoor) preposti alla conservazione di Beni Archivistici e Librari.
Utilizzando le nuove tecnologie quali i sensori, i droni, i sistemi di monitoraggio integrato del terreno e delle acque si può dar vita ad un “bollino Italia” di qualità da proporre sia a livello nazionale che internazionale. Saranno le aziende a voler certificare dei loro specifici prodotti per dimostrare in modo “scientifico” la genuinità e farne uno strumento di marketing
Il progetto Smart Campus nasce per innovare profondamente la strategia del trasferimento tecnologico integrandolo nelle attività della ricerca.
Al fine di favorire l’incontro tra il mondo della ricerca ed il mondo produttivo si propone di realizzare una strumentazione integrata con banca dati, anche telematica, per l’utilizzo da parte delle imprese e del territorio delle competenze scientifiche e tecnologiche presenti nell’ Ateneo. Per il raggiungimento dell’obiettivo è necessario mettere a fattor comune le attività sperimentali dei laboratori dell’Ateneo dando origine così ad un “Laboratorio Diffuso” cioè condiviso e distribuito all’interno dell’Ateneo.
L’obiettivo dell’iniziativa è promuovere lo sviluppo economico del territorio favorendo la nascita di imprese ad alto contenuto di conoscenza. In particolare si intende diffondere la cultura d’impresa all’interno delle Università e dei Centri di Ricerca del territorio, favorendo la nascita di spin-off che sappiano trasformare le idee scientifiche e le invenzioni realizzate in progetti imprenditoriali innovativi.
L’idea progettuale riguarda la realizzazione di una infrastruttura virtuale che consenta, senza la creazione di ulteriori infrastrutture architettoniche, la realizzazione di spazi di gioco quali il cricket, al fine di attirare un maggior numero di studenti stranieri, in particolare indiani, dove il concetto di sicurezza personale e prevenzione del rischio per gli atleti sia affrontato in modo integrato con l’utilizzo di tecnologie ICT e AI che integrate con reti di sensori consentano di porre in sicurezza gli spazi utilizzati e verificare la salute degli atleti. INUIT, nelle sue collaborazioni con la macro area di medicina sta studiando modelli di valutazione e prevenzione per la valutazione del rischio di patologie cliniche.
Lo spazio realizzato non sarà soltanto uno spazio di sicurezza ma anche di certificazione di qualità del terreno utilizzando i risultati di ricerca sviluppati dalla Fondazione INUIT.
D’Intesa con il Governo italiano sorgerà la Città della Conoscenza che prevede il riuso a fini didattici, di ricerca e trasferimento tecnologico, di divulgazione scientifica, sportivi, intrattenimento ed espositivi della struttura dell’ex Città dello Sport progettata dall’ing. Santiago Calatrava e di proprietà dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e sita sui suoi terreni.
La proposta di riconversione predisposta dalla Fondazione Universitaria Inuit Tor Vergata nello specifico prevede la riconversione funzionale di una delle vele progettate dell’Ing. Santiago Calatrava a spazio polifunzionale di ricerca, alta formazione, educazione, informazione, ricreazione e ricerca sulle tecnologie digitali.
Per quanto riguarda il tema dell’identità digitale, in particolare sono stati sviluppati progetti di ricerca con le principali Pubbliche Amministrazioni italiane e a livello internazionale con i maggiori centri internazionali di ricerca: NIST, MIT, Harward, etc..
Progetto della Carta di Identità Elettronica per il Ministero dell’Interno: risoluzione delle criticità a seguito della prima fase sperimentazione della Carta di Identità elettronica. In tale contesto è stato introdotto un modello di emissione distribuita presso i Comuni delle carte basato su un unico circuito di sicurezza nazionale per la verifica dei dati e la revoca delle carte che a norma vigente ha consentito l’emissione di circa 4 milioni di carte di identità elettroniche, sia presso grandi Comuni, fino al più piccolo e sperduto Comune del territorio italiano;
in collaborazione con il NIST – National Institute of Standards Technology con il progetto “metodi per la definizione e la rappresentazione di ontologie relative a differenti aspetti del concetto di identità” che riguarda la gestione dell’Identità Elettronica e coinvolge il programma americano NSTIC e il progetto europeo SSEDIC.
progetto Europeo (ICT PSP Call4) SSEDIC - Scoping the Single European Digital Identity Community, una rete tematica con 35 partner europei. L’obiettivo di questa rete è stato la creazione una piattaforma per tutti gli interessati alla identità elettronica (eID) per lavorare insieme e collaborare al fine di preparare l’agenda per proporre una Comunità per un’unica identità digitale europea come previsto dalla Digital Agenda (DAE) nella sua chiave d’azione 16.
La Fondazione partecipa a bandi di ricerca e sperimentazione a livello nazionale e internazionale.