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02/06/2026

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Experience from previous outbreaks shows that while Ebola disease cases can occur in Europe, they remain rare.

As the Ebola disease outbreak caused by Bundibugyo virus continues in the Democratic Republic of the Congo and Uganda, ECDC has published an update to a rapid scientific advice to support preparedness and public health action if a suspected or confirmed case is identified during or after a flight.

Early recognition of symptoms, rapid risk assessment, appropriate isolation measures and contact tracing are key to supporting an effective public health response while avoiding unnecessary alarm or disruption to air traffic.
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Find the latest information about the outbreak on: bit.ly/ECDCEbolaDRC
Questions? We have answers! Find them here: bit.ly/QAEbolaDRC
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The risk to the general population in Europe from the current outbreak remains 𝗩𝗘𝗥𝗬 𝗟𝗢𝗪.

02/06/2026
02/06/2026

I dati che arrivano dal congresso di oncologia in corso a Chicago confermano sicurezza ed efficacia a cinque anni dell’approccio combinato

01/06/2026

In forme avanzate. Chiave il gene Kras. Oncologi Usa, 'livelli efficacia senza precedentì

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01/06/2026

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Perche` gli non hanno mai costituito un potenziale pericolo pandemico e perche invece l’epidemia di merita piu` attenzione.

Chiariamoci fin da subito: non tutti i virus pericolosi per l’uomo hanno il potenziale per causare una pandemia. Per farlo infatti devono avere determinate caratteristiche, che non si ritrovano ne` negli hantavirus ne` in Ebola.
Gia`, GLI hantavirus, perche` e` sbagliato parlarne al singolare dato che ne esistono molte decine di specie sparse in tutti i continenti (a parte l’Antartide) di cui ben 23 hanno dimostrato di poter infettare l’uomo, con tassi di mortalita` anche molto diversi.

I virus Ebola invece sono concentrati in Africa, e anche qui si parla al plurale perche` se ne conoscono sei specie, di cui tre che hanno causato focolai piu` o meno grandi negli esseri umani: il ceppo Zaire, il ceppo Sudan, e l’attuale sorvegliato speciale, il .
Questi due tipi di patogeni pongono problemi molto diversi dal punto di vista della salute pubblica.

La pericolosità di un patogeno non dipende solo dalla sua letalita`, ma soprattutto da:
-quanto facilmente si trasmette tra esseri umani,
-se la trasmissione puo` diventare sostenuta nel tempo,
-se i focolai possono espandersi geograficamente.

Prendiamo gli hantavirus.
Il primo e` stato isolato ormai cinquant’anni fa in Corea del Sud dalle parti del fiume Hantan, da cui il nome della famiglia, mentre l’hantavirus che ha causato tanto scompiglio sulla nave da crociera MV Hondius e` stato scoperto a fine anni ’90 e si chiama .
Andesvirus e` ad oggi l’UNICO hantavirus ad aver mostrato di poter forse passare uomo a uomo (anche se non ci sono dati definitivi in tal senso), e la sua letalita` puo` essere anche molto alta, dal 20% al 50%.
Come mai un range cosi`ampio?
Perche` lo si conosce poco, fondamentalmente perche` e` raro.
Ad oggi vengono segnalati in media 100-200 casi l’anno in Sud America (dove e` endemico) mentre il focolaio piu` grande mai registrato e` avvenuto in Argentina tra il 2018 e il 2019, il quale ha causato almeno 34 contagiati e 11 decessi.
Che non e` NIENTE se paragonato a cosa puo` fare Ebola o un virus pandemico.

Come ci si contagia con gli hantavirus?
Come detto, albergano solitamente nei roditori, da cui escono con i loro “prodotti del corpo”, dalle feci all’urina, passando per la saliva. L’infezione da morso e` pero` abbastanza rara, mentre e` molto piu` facile che avvenga ad esempio pulendo una stanza con resti disidratati di feci o urine. In questo modo le sostanze organiche si “polverizzano” e possono ve**re inalate con l’aria. Resistono nell’ambiente anche per 1-2 settimane e sopravvivono anche i succhi gastrici, quindi e` possibile infettarsi anche attraverso l’assunzione di cibi e bevande contaminati.
Una volta entrati questi virus possono generalmente causare due tipi di patologie, o una sindrome respiratoria acuta (hantavirus del Nuovo Mondo) o una febbre emorragica con sindrome renale (hantavirus del Vecchio Mondo), che nonostante il nome e` molto meno letale della prima forma.
Non e` ancora chiaro come si siano infettati i primi due individui sulla MV Hondius (ora deceduti), ma e` molto probabile che l’infezione sia avvenuta in questo modo mentre si trovavano in Sud America prima della partenza della nave.

Nonostante gli hantavirus in generale causino qualche migliaio di casi l’anno in tutto il mondo, fanno abbastanza schifo a passare poi da persona a persona, il che non li rende esattamente dei candidati ideali per il titolo di “virus pandemici”. Ma ci sono altri due motivi ancora piu` importanti.
Il primo e` che anche per i potenziali casi di trasmissione uomo-uomo, non si e` contagiosi fino alla comparsa dei sintomi (non si trasmette quindi da individui asintomatici), e lo si resta per molto poco tempo, forse appena 1-2 giorni. L’altro e` che e` un virus estremamente stabile (nonostante sia a RNA), e il sequenziamento dei casi della MV Hondius ha mostrato come il genoma sia molto simile a quello isolato da focolai anche di 30 anni fa. Virus come l’influenza o SARS-CoV-2 invece sono dei maghi del trasformismo, il che gli permette di evadere facilmente anche un sistema immunitario che li ha gia` incontrati.
In poche parole, se qualcuno in queste settimane ha paventato il rischio di da Andesvirus, ha semplicemente detto il falso (letale non significa pandemico!).

Diverso e` invece il caso di Ebola, che sta riempiendo le pagine di diversi quotidiani in questi giorni, e la situazione e` ben piu` grave e preoccupante. Si e`vero che l’Africa fa i conti da sempre con Ebola e che la Repubblica Democratica del Congo ha gia` esperienze di prima mano, ma questo focolaio non e` come gli altri.
Pero` per oggi siamo gia` andati abbastanza lunghi quindi ci fermiamo qui.
A Ebola dedicheremo un post a parte settimana prossima, quindi nel frattempo se avete dubbi o curiosita` al riguardo lasciatecele nei commenti, e le includeremo nel post.
A presto!

(Questo post e` stato scritto in collaborazione con la pagina Fabiologia)

30/05/2026

Una ricerca coordinata dall’Università La Sapienza svela il ruolo del transforming growth factor beta-induced (Tgfbi), che agisce da freno immunitario favorendo lo sviluppo dei tumori.

Lo studio, pubblicato sul 'Journal for ImmunoTherapy of Cancer', apre la strada a nuove terapie farmacologiche. Le attuali terapie antitumorali - spiega una nota dell'ateneo - includono farmaci di grande successo, come gli anticorpi monoclonali rivolti contro i cosiddetti 'immune checkpoints', per i quali Tasuku Honjo e James P. Allison hanno vinto il Premio Nobel per la Fisiologia e Medicina nel 2018.

Leggi l’articolo completo su salute.eu

Legionellosi. Trend in crescita nei Paesi Ue/See. Italia maglia nera: nel 2024 superata quota 4.600
30/05/2026

Legionellosi. Trend in crescita nei Paesi Ue/See. Italia maglia nera: nel 2024 superata quota 4.600

Nel 2024 notificati nell’Ue/See 15.362 casi di legionellosi, il dato più alto dell’ultimo decennio. L’Italia guida la classifica con 4.

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