28/05/2026
L’operazione condotta dalla di Bari mette in luce ancora una volta la pericolosità e la sofisticazione dei sistemi criminali legati al traffico illecito di rifiuti.
Siamo dinanzi a dinamiche estremamente preoccupanti: cambi di codici EER utilizzati per alterare la reale classificazione dei rifiuti, documentazione apparentemente regolare dietro cui si nascondono percorsi opachi, conferimenti verso impianti inesistenti o comunque non in grado di gestire realmente quei flussi.
Parliamo di metodologie che non solo aggirano le norme ambientali, ma falsano completamente la tracciabilità dei rifiuti, alterano il mercato e mettono seriamente a rischio territori, imprese corrette e cittadini.
Da anni, seguendo i flussi dei rifiuti e monitorando il settore, denunciamo il rischio che determinati schemi possano radicarsi anche in territori apparentemente lontani da certe emergenze. Ed è stato particolarmente amaro constatare, nel corso di recenti sopralluoghi in , segnali che evocano scenari che il nostro Paese conosce purtroppo molto bene e che nessun territorio dovrebbe più vivere, con il rischio della nascita di un’altra “Terra dei Fuochi”.
Per questo desidero esprimere un forte plauso alla magistratura, alla DDA di Bari e ai Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli per l’importante lavoro investigativo svolto, che ha permesso di smantellare una rete criminale organizzata e di riportare al centro il tema della legalità ambientale e dei controlli sulla filiera.