24/08/2026
Sabato scorso Legacoop Produzione e Servizi ha partecipato, con il Vicepresidente Andrea Laguardia, al dibattito organizzato a Vaccarizzo Albanese dal Festival delle Migrazioni Acquaformosa - Associazione don V. Matrangolo sul contrasto al caporalato.
👉"Il lavoro non è solo sostentamento. È identità. È quello che ogni persona restituisce alla comunità a cui appartiene. Quando il lavoro diventa sfruttamento, non si spezza solo un contratto: si spezza l'identità di chi lavora. Le vittime di Amendolara chiedevano di essere pagate, chiedevano una casa, chiedevano un contratto. Diritti minimi. Sono state uccise per questo."
Il caporalato non è un fenomeno estivo confinato ai campi. È strutturale, trasversale, silenzioso e ha un effetto di mercato preciso: chi sfrutta il lavoro fa dumping sulle imprese che operano onestamente.
Come mondo cooperativo, Legacoop Produzione e Servizi porta un punto di vista diverso. Nella cooperativa i lavoratori sono soci. Per questo l'impegno si concentra su due fronti concreti: chiedere che i fondi della PAC vengano condizionati al rispetto dei contratti nazionali, come propone Legacoop Agroalimentare e promuovere l'autorganizzazione cooperativa come argine storico allo sfruttamento, gli stessi principi che 140 anni fa hanno dato vita al movimento cooperativo. Anniversario che Legacoop Nazionale festeggerà a Milano il 9 e 10 ottobre.
C'è poi il tema della restanza. Durante il dibattito è stata ricordata una cooperativa di Polistena che, dopo 50 anni e 47 attentati, continua a dare lavoro ai giovani. Le aree interne si stanno svuotando, e il lavoro può essere l'argine, come dimostra il lavoro che svolge Legacoop Calabria in questo territorio.
Serve un modello strutturato come quello tedesco per i profughi siriani: formazione, il sistema del tre più due, accesso alla casa. In Italia si continua invece a rispondere con l'emergenza di decreto in decreto.
Legacoop Produzione e Servizi prova a fare la propria parte concretamente: mette in contatto cooperative che cercano personale con persone disposte a spostarsi, grazie a un protocollo con l'Associazione Don Vincenzo Matrangolo. L'ostacolo più ricorrente resta però sempre lo stesso: la casa. Proprietari che non affittano, difficoltà a trovare anche solo una sistemazione temporanea.
Nascere non è una scelta, e nascere in un posto diverso non può essere una condanna. In un paese a crescita zero e in calo demografico, l'interesse collettivo deve essere costruire politiche serie di accoglienza e integrazione.
Esperienze come quella di Vaccarizzo Albanese dimostrano che la rotta si può invertire. Andrebbero portate all'attenzione di chi si candida a governare il paese, non lasciate ai margini del dibattito pubblico.
Un ringraziamento all'Associazione Don Vincenzo Matrangolo per l'ospitalità e per il lavoro che svolge ogni giorno sul territorio. 🙏