01/09/2026
𝐈𝐧 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐃𝐨𝐥𝐥𝐲 𝐏𝐚𝐫𝐭𝐨𝐧
Gli Stati Uniti sono un grande paese, nel bene e nel male, impegnato a conservare una posizione dominante nel mondo con le bombe o con i dollari, ma complesso come ogni altra realtà umana.
Questa complessità si esprime anche in un personaggio come Dolly, una delle più famose cantanti country.
Il genere musicale country, con le sue articolazioni e le sue diverse manifestazioni, esprime, come un sogno, la fantasia di un'America che si ispira alla campagna, al West, alla malinconia per un mondo che, nonostante i successi discografici, è in fondo schiacciato e disconfermato dalla realtà della vita quotidiana negli States, e che esiste solo negli spettacoli e negli album, magari venduti in milioni di copie.
Sono melodie che hanno le loro radici nel folk, in storie antiche nate dalla sensibilità di autori sconosciuti. Nonostante i ritmi spesso allegri, vi si avverte una malinconia di fondo, simile a quella che arriva dalle ballate medievali: gli argomenti dei testi sono, il più delle volte, vicende tristi, perdite, lontananze e rimpianti.
Dolly si presentava con le sue centinaia di enormi parrucche e i suoi tacchi esagerati; alta solo un metro e mezzo, dominava comunque la scena. Nata in una famiglia poverissima nella zona dei monti Appalachi, ha venduto più di cento milioni di dischi, ha composto e cantato migliaia di canzoni, e ha espresso una mentalità estranea alla vita convulsa di un capitalismo reso ancora più accanito dalla paura di perdere la propria posizione egemonica nel mondo.
In “Jolene” racconta la supplica di una donna innamorata rivolta a un'altra donna, più bella e affascinante di lei, perché non le porti via l'uomo che ama: un appello quasi disperato, che nasce dal timore di non poter reggere il confronto con una rivale così seducente, “Ti prego”, “la mia felicità dipende da te… per me è l’unico”. In “I Will Always Love You” canta un amore che, pur giunto a una separazione, vuole restare per sempre; in “9 to 5” racconta la ribellione di tre impiegate contro la vita monotona e subalterna dell'ufficio. Vissuta nel Sud conservatore, ha comunque difeso i diritti dell’universo q***r, espresso nei testi e con il suono i controversi valori di un ovest americano caratterizzato da profondi istinti predatori.
Le sue canzoni ci parlano di sogni, ci hanno condotto in uno sfavillante mondo alla Nashville, ma restano anche una corrente di nostalgia e di emozioni struggenti che, sotto una coltre di sfrenato consumismo e di arida competizione, scorre nel profondo di uno dei paesi che più drammaticamente mostrano i conflitti e le angosce della nostra epoca.
Dolly, sì, ci può aiutare a capire l’America.