Lo Spazio Psicoanalitico

Lo Spazio Psicoanalitico Questa è la pagina ufficiale de Lo Spazio Psicoanalitico di Roma La Scuola riassume l'esperienza e gli entusiasmi di molti anni di duro lavoro.

«Lo Spazio Psicoanalitico», fondato nel 1972 da Cesare Musatti, Adriano Ossicini e Paolo Perrotti, è stato, fin dagli inizi, un centro di notevole importanza per la diffusione, a Roma e in altre città italiane, della teoria e della clinica psicoanalitica. Nacque da una esigenza ben precisa: sotto l'influenza dei movimenti giovanili del '68 la Psicoanalisi era di nuovo al centro di critiche e incom

prensioni. I giovani la contestavano perché la ritenevano una scienza reazionaria centrata sui problemi del singolo, incapace di capire i problemi della società; vi era, inoltre, il problema di una "discriminazione", dato il costo delle terapie. Avvicinarsi alla Psicoanalisi e conoscerla effettivamente era difficile a quei tempi; scarsa era la diffusione delle sue concezioni, e la formazione per diventare psicoanalisti era limitata a pochi e affidata – a pieno diritto – alla Società Italiana di Psicoanalisi.
«Lo Spazio Psicoanalitico» di Roma si adoperò molto per la corretta diffusione dei concetti psicoanalitici, studiò il problema di un setting che si avvicinasse il più possibile a quello del modello formativo classico, affrontò il problema dei costi della terapia in modo da renderla accessibile a strati più ampi della popolazione; dovette combattere dure battaglie per conquistarsi un'immagine di affidabilità. Innumerevoli sono le attività cui «Lo Spazio Psicoanalitico» di Roma ha dato vita: seminari, gruppi di studio, gruppi di formazione e convegni. Molte scuole di psicoterapia, nate successivamente, hanno preso stimoli e contenuti dallo «Spazio». Sono emanazioni dello «Spazio Psicoanalitico» i Laboratori Psicoanalitici «San Lorenzo», «Prati», «Piramide», «San Giovanni», «Tiburtina» e «Centocelle» di Roma. Un'attività rilevante dello «Spazio Psicoanalitico» è la Scuola di formazione quadriennale in psicoterapia psicoanalitica. Con Decreto Ministeriale del 24.10.1994 (apparso sulla Gazzetta Ufficiale del 10.11.1994) «Lo Spazio Psicoanalitico» è stato ritenuto «idoneo ad attivare corsi di formazione in psicoterapia presso la sua sede di Roma». Siamo giunti oggi al 50° anno dalla costituzione dello «Spazio» e al 27° anno di vita della Scuola di formazione. È motivo di grande soddisfazione per tutti coloro che hanno contribuito a creare queste strutture e questo movimento di idee constatare che forse non è utopia l'idea di una scienza psicoanalitica al servizio della collettività. Lo Spazio Psicoanalitico è Componente della Sezione Italiana della European Federation for Psychoanalytic Psychotherapy in the Public Sector. Sono aperte fino le iscrizioni per l'Anno Accademico 2022 ‑ 2023 alla Scuola di formazione istituita dallo «Spazio Psicoanalitico» di Roma. La formazione comporta, oltre alla frequenza ai seminari e alla partecipazione alle altre attività, un'analisi personale e supervisioni di materiale clinico. La durata minima della Scuola è di 4 anni. I singoli seminari avranno un ritmo settimanale e si svolgeranno dalle ore 20:00 alle ore 23:00:

I anno: lunedì, martedì, giovedì;
II anno: lunedì, martedì, giovedì;
III anno: lunedì, mercoledì, giovedì;
IV anno: martedì, mercoledì, giovedì. II Candidato è tenuto a seguire i seminari e le altre attività di ogni anno di corso. Ogni anno di corso comprende, per un totale di 500 ore:

‑ corsi teorici di indirizzo generale
‑ corsi teorici di indirizzo specifico (psicoanalitico)
‑ gruppi di studio e discussione
‑ tirocinio in Istituzioni specifiche
‑ convegni. Per essere ammesso alla Scuola, il Candidato deve:

‑ essere laureato in psicologia o medicina e chirurgia;
‑ presentare domanda alla Segreteria de Lo spazio Psicoanalitico allegando il certificato di laurea, il certificato di iscrizione al proprio Ordine professionale e un curriculum vitae;
‑ aver superato, con esito positivo, tre colloqui con altrettanti componenti del Comitato di Training. Per accedere agli anni successivi, il Candidato dovrà attenersi a quanto prescritto dal Regolamento della Scuola. Per conseguire il Diploma finale, legittimante l'esercizio dell'attività psicoterapeutica, al termine del corso il Candidato dovrà esporre in maniera argomentata casi clinici trattati con supervisione.

𝐈𝐧 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐃𝐨𝐥𝐥𝐲 𝐏𝐚𝐫𝐭𝐨𝐧 Gli Stati Uniti sono un grande paese, nel bene e nel male, impegnato a conservare una posizio...
01/09/2026

𝐈𝐧 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐃𝐨𝐥𝐥𝐲 𝐏𝐚𝐫𝐭𝐨𝐧

Gli Stati Uniti sono un grande paese, nel bene e nel male, impegnato a conservare una posizione dominante nel mondo con le bombe o con i dollari, ma complesso come ogni altra realtà umana.
Questa complessità si esprime anche in un personaggio come Dolly, una delle più famose cantanti country.
Il genere musicale country, con le sue articolazioni e le sue diverse manifestazioni, esprime, come un sogno, la fantasia di un'America che si ispira alla campagna, al West, alla malinconia per un mondo che, nonostante i successi discografici, è in fondo schiacciato e disconfermato dalla realtà della vita quotidiana negli States, e che esiste solo negli spettacoli e negli album, magari venduti in milioni di copie.
Sono melodie che hanno le loro radici nel folk, in storie antiche nate dalla sensibilità di autori sconosciuti. Nonostante i ritmi spesso allegri, vi si avverte una malinconia di fondo, simile a quella che arriva dalle ballate medievali: gli argomenti dei testi sono, il più delle volte, vicende tristi, perdite, lontananze e rimpianti.
Dolly si presentava con le sue centinaia di enormi parrucche e i suoi tacchi esagerati; alta solo un metro e mezzo, dominava comunque la scena. Nata in una famiglia poverissima nella zona dei monti Appalachi, ha venduto più di cento milioni di dischi, ha composto e cantato migliaia di canzoni, e ha espresso una mentalità estranea alla vita convulsa di un capitalismo reso ancora più accanito dalla paura di perdere la propria posizione egemonica nel mondo.
In “Jolene” racconta la supplica di una donna innamorata rivolta a un'altra donna, più bella e affascinante di lei, perché non le porti via l'uomo che ama: un appello quasi disperato, che nasce dal timore di non poter reggere il confronto con una rivale così seducente, “Ti prego”, “la mia felicità dipende da te… per me è l’unico”. In “I Will Always Love You” canta un amore che, pur giunto a una separazione, vuole restare per sempre; in “9 to 5” racconta la ribellione di tre impiegate contro la vita monotona e subalterna dell'ufficio. Vissuta nel Sud conservatore, ha comunque difeso i diritti dell’universo q***r, espresso nei testi e con il suono i controversi valori di un ovest americano caratterizzato da profondi istinti predatori.
Le sue canzoni ci parlano di sogni, ci hanno condotto in uno sfavillante mondo alla Nashville, ma restano anche una corrente di nostalgia e di emozioni struggenti che, sotto una coltre di sfrenato consumismo e di arida competizione, scorre nel profondo di uno dei paesi che più drammaticamente mostrano i conflitti e le angosce della nostra epoca.
Dolly, sì, ci può aiutare a capire l’America.

https://youtu.be/EQ19a8kJSxw?is=k0wQtj3m4lbxdPMWCosa ricaviamo da un’analisi? Una domanda ovviamente alla quale non c’è ...
08/08/2026

https://youtu.be/EQ19a8kJSxw?is=k0wQtj3m4lbxdPMW

Cosa ricaviamo da un’analisi? Una domanda ovviamente alla quale non c’è una risposta, per come è così intima e personale, irripetibile e ineffabile. Però forse e ancora forse, un' invariante c’è, l’analisi insegna a perdere, a saper perdere. Perdere un amore, perdere un’illusione, perdere un ideale, perdere un’idea del mondo, perdere un’idea di noi stessi. E trovare qualcosa di meno instabile, non stabile, meno instabile.
Soggetto alla mutevolezza e caducità delle vicende della vita e più aderente a quello che siamo veramente.
Guccini ha voluto insegnarci questo, con le sue canzoni e la sua felicissima e raffinatissima vena poetica. Saper perdere, amare sapendo che quello che amiamo lo perderemo, anzi, continuare ad amare quello che abbiamo perso, in un altro modo, ma continuare ad amare. Grazie

Provided to YouTube by Universal Music GroupFarewell · Francesco ...

Noi de Lo Spazio Psicoanalitico auguriamo un sereno e generoso agosto.Immagine: "L'été, les récoltes", Marc Chagall, 197...
01/08/2026

Noi de Lo Spazio Psicoanalitico auguriamo un sereno e generoso agosto.

Immagine: "L'été, les récoltes", Marc Chagall, 1974.

Una delle scoperte più importanti di Bion riguarda il linguaggio che si sviluppa all’interno di un gruppo. Un gruppo rie...
26/07/2026

Una delle scoperte più importanti di Bion riguarda il linguaggio che si sviluppa all’interno di un gruppo. Un gruppo riesce a creare un linguaggio in grado di non parlare assolutamente di nulla. Terrorizzato nel profondo dall’affrontare i problemi che circolano al suo interno e gli inevitabili conflitti che ne deriverebbero, crea una sorta di cultura del nulla, nella quale gli assunti di base, con le loro regole arcaiche e “animali”, prendono forma, condannando il gruppo all’oblio e alle azioni o non-azioni più sconsiderate. Ascoltare 𝐈𝐨𝐬𝐨𝐧𝐨𝐮𝐧𝐜𝐚𝐧𝐞 al tramonto, a Forca di Castiglione, 1300 metri s.l.m. solo con chitarra e voce, stridente e scomoda poi elegante e calda, davanti a un grande gruppo, soprattutto di giovani. Sentirlo cantare in linea con la vocazione sociale del cantautorato italiano, trattando temi come l’immigrazione e l’indifferenza, il razzismo e la ferocia, e l’amore sempre sacro, soprattutto quando finisce, ha il sapore di tutta quella forza del gruppo contraria alla cultura del nulla.

𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭 𝐌𝐚𝐩𝐩𝐥𝐞𝐭𝐡𝐨𝐫𝐩𝐞Roma, Museo dell'Ara Pacis"𝐋𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐛𝐞𝐥𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚"Ridurre Robert Mapplethorpe alla provocazione sign...
18/07/2026

𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭 𝐌𝐚𝐩𝐩𝐥𝐞𝐭𝐡𝐨𝐫𝐩𝐞
Roma, Museo dell'Ara Pacis
"𝐋𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐛𝐞𝐥𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚"

Ridurre Robert Mapplethorpe alla provocazione significa mancare il nucleo del suo sguardo. Le sue fotografie non espongono il corpo, ne rivelano la trama psichica, mostrando l'unità di corpo e mente. Un'unità cui la psicoanalisi contemporanea è sempre più attenta.
Fiori attraversati da un erotismo silenzioso, che si schiudono come corpi desideranti; nudi con la solennità della scultura; autoritratti segnati da un'intensa autoanalisi. Ogni immagine è la forma visibile di un paesaggio interiore. La precisione assoluta della composizione contiene il desiderio, la vulnerabilità, il limite, trasformando la pelle, così come i petali, nel luogo in cui l'invisibile prende corpo.
"L'Io è anzitutto un'entità corporea", scriveva Freud; è su questa radice che Winnicott ribadisce che "il Sé si radica nell'esperienza corporea". Così Mapplethorpe non spiega l'umano ma lo rende visibile, restituendo al corpo la sua profondità psichica, sottraendolo a quelle logiche che tendono a mercificarlo e recuperandone così vitalità.

𝑳𝒆 𝑨𝒍𝒄𝒉𝒊𝒎𝒊𝒔𝒕𝒆 di Kiefer esercitano un fascino travolgente, provocano uno stupore muto e al tempo stesso segretamente par...
12/07/2026

𝑳𝒆 𝑨𝒍𝒄𝒉𝒊𝒎𝒊𝒔𝒕𝒆 di Kiefer esercitano un fascino travolgente, provocano uno stupore muto e al tempo stesso segretamente parlante e svelante.
È una mostra maestosa già a partire dalle dimensioni delle opere, tutte esposte nella suggestiva sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano.
L’artista sceglie uno spazio di per sé rappresentativo della sua poetica, prevalentemente articolata intorno alla domanda “l’arte sopravvivrà alle sue rovine?”. La sala delle cariatidi è infatti ciò che resta a seguito di un incendio causato da un bombardamento del 1943.
È in questo luogo ferito che Kiefer ridà voce e vita a 38 donne dimenticate dalla storia, donne di scienza e magia sepolte nella memoria, rimosse dalla coscienza collettiva e individuale forse proprio perché veicolo di aspetti scomodi, incomprensibili e intraducibili. Il visitatore resta ammaliato dai teleri sospesi tra il fantasmatico e il simbolico, fortemente rappresentativi di coppie antitetiche: cura e abbandono, conoscenza e oblio, fertilità e sterilità. Nascono domande su come l’arte renda possibili accostamenti e trasformazioni altrimenti impensabili e su come ci avvicini a una creatività profonda che forse a volte sentiamo ferita o sepolta…
Sembra di immergersi in “quella sorta di spaventoso che risale a ciò che ci è noto da lungo tempo, a ciò che ci è familiare”. […] “qualcosa che avrebbe dovuto rimanere segreto, nascosto e che invece è riaffiorato” (Freud, Il Perturbante, 1919).

𝑳𝒆 𝑨𝒍𝒄𝒉𝒊𝒎𝒊𝒔𝒕𝒆, 𝐀𝐧𝐬𝐞𝐥𝐦 𝐊𝐢𝐞𝐟𝐞𝐫
Milano, 7 febbraio 2026 - 27 settembre 2026

01/07/2026

Si comunica che l'incontro di venerdì 3 luglio, previsto nel programma, sarà riservato ai soci e agli allievi.

Vi aspettiamo all'apertura del prossimo anno accademico.

La fragilità del talentoAlfiere variopinto di una generazione che non aveva paura di nulla. Neanche della morte, nè di d...
01/07/2026

La fragilità del talento

Alfiere variopinto di una generazione che non aveva paura di nulla. Neanche della morte, nè di darla nè di darsela, purtroppo. Nel frattempo si sentiva autorizzata a giocare con tutto, profondamente libera, di dare e darsi tutto, di togliere e togliersi tutto. Sotto sotto il silente lavoro della pulsione di morte? Dubiterebbe Freud. Nel contempo tanta pulsione di vita, espressa con un’infinita capacità inventiva, di idee, di provocazioni dadaiste e situazioniste, di rivoluzioni tecniche e di contenuti (quando mai un presidente della repubblica è diventato protagonista di un fumetto?).
La mostra al MAXXI, a Roma fino a tutto settembre, rende degno omaggio ad Andrea Pazienza, Caravaggio postmoderno, affini per la capacità di avvicinare crudeltà e dolcezza, cinismo e pietà. Irriverenza e devozione. Aggiungendo un’ironia che, affinata e non dissipata, può fare ancora moltissimo per contrastare l’arroganza diffusa di questi tempi.

Foto di Vanni Natola

Marjane Satrapi potrebbe essere emblema di tutti quei bambini traumatizzati dall’intrusione violenta della distruttività...
24/06/2026

Marjane Satrapi potrebbe essere emblema di tutti quei bambini traumatizzati dall’intrusione violenta della distruttività e della morte nel loro difficile compito di elaborare il proprio delicato equilibrio interno tra amore ed odio.
Noi occidentali non abbiamo nessuna reale esperienza, almeno da molti decenni, di cosa significhi vivere in regimi che espongono alla morte, che controllano non solo le idee ma anche le relazioni, il corpo, gli sguardi, reprimendoli e manipolandoli. Possiamo ascoltare, indignarci ma non vivere l’esperienza incarnata di tale intrusione. Alla fine dobbiamo rimuovere.
La sua storia contiene qualcosa di simile a quella di Primo Levi, come lui ha avuto il coraggio di continuare a ricordare per tutti, a non rimuovere, permettendoci di gettare uno sguardo nel conflitto tra il mortifico e la gioiosità della sua infanzia.
Marjane si è esposta, non si è conformata né al suo Iran né al bisogno di rimozione della società occidentale nella quale è poi emigrata. La sua esposizione è stata un atto di generosità verso il mondo intero, pagata con un costante contatto col dolore non rimosso.
Ci vuole però almeno un porto sicuro dove riposarsi da tale esposizione, dove le tempeste non arrivino, dove la mente possa finalmente dormire e sognare protetta. Altrimenti arriva il crepacuore.
Ciao Marjane e grazie.

20/06/2026

Indirizzo

Via Bargoni 78
Rome
00153

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