Estroversa, portata per l’arte
figurativa, conseguito nel 2001 il diploma di liceo “Socio-psico-pedagogico” presso
l’Istituto delle suore “Maria Immacolata”, si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia,
con indirizzo “Storia dell’Arte”, presso l’Università degli studi di Roma Tre. Inizia la
carriera universitaria in modo positivo; si prepara con diligenza e supera i primi esami
con entusia
smo. A maggio del 2002 le viene diagnosticato un osteosarcoma, tumore
osseo piuttosto raro e pressoché incurabile (anche per la poca volontà di investire
risorse nel campo della ricerca, per approfondire la conoscenza di una neoplasia poco
diffusa pur se colpisce soprattutto i giovani). Da quel momento Serena ingaggia una
battaglia senza quartiere, con spirito combattivo e senza mai perdere la vitalità che da
sempre la caratterizza. La forte volontà che la permea le permette di non perdere mai la
calma anche nei momenti più duri: dal difficile intervento alle complesse e pericolose
terapie che è costretta a subire. Eventi che affronta con una positività ed una
spiritualità tali da instillare a tutti coloro che le stanno vicino – compresi i familiari
e l’equipe medica – non solo la forza di andare avanti, ma anche la speranza che
“avrebbe potuto farcela”; senza mai un lamento, né una nota di sconforto. Nel
contempo continua a studiare con impegno; anzi: si iscrive ad un corso d’arte per la
lavorazione del vetro che termina, con la creazione di un piccolo capolavoro,
quindici giorni prima della sua scomparsa. Le tremende avversità non le fanno perdere
il bel sorriso, non la vedono mai cedere. Continua ad elargire consigli a tutti coloro che si rivolgono a lei, amici e non, giovani
e adulti; per ognuno ha sempre parole di conforto, sempre. Anche quando sente di non
farcela, è sempre lì, disponibile; non dice mai di nò. Pur nelle sue condizioni riesce ad
infondere coraggio a coloro che ama e che l’amano. Si addormenta con serenità, fedele al suo nome… così come la sua breve vita. Nei due
anni di malattia Serena frequenta due sacerdoti che imparano ad amarla e a stimarla:
Padre John, per il quale svolgeva attività di volontariato e Monsignor Paolo Aiello che
le sta vicino nelle ore immediatamente precedenti la scomparsa. Quest’ultimo di lei
ebbe a dire: “sono venuto per dare conforto e ho ricevuto una lezione di estrema
dignità e d’amore per il prossimo fuori dal comune”. L’Associazione nasce affinché
non vadano perduti quei valori che Serena ha saputo trasmettere a tutti coloro che
hanno avuto la fortuna e il privilegio, anche se solo per brevi attimi, di conoscerla. Nel vasto e variegato panorama delle attività di volontariato si è di recente inserita una
iniziativa, sorta nell’ambito dei colleghi della Banca d’Italia, volta ad affrontare
alcune problematiche alle quali non si può ritenere sia in atto dedicata sufficiente
attenzione. Tra queste è apparsa di più immediata attualità quella relativa ad una
malattia neoplastica poco diffusa, l’osteosarcoma, che miete vittime soprattutto tra i
giovani. Nell’attesa di reperire i mezzi necessari per sostenere efficacemente la ricerca,
decisamente poco praticata, si è provveduto ad acquistare alcuni strumenti per la
ricerca e ad istituire Borse di Studio annuali per giovani ricercatori, su segnalazione