02/09/2018
Memorie di Mogadiscio
Lunedì 17 settembre, ore 18-20.30
Via Statilia 15 / Via Santa Croce in Gerusalemme 55
Le migrazioni sono oggetto di accesi dibattiti in tutto il mondo. Mentre il numero di sfollati in tutto il pianeta continua a crescere, gli interrogativi sull’integrazione si fanno sempre più pressanti e urgenti.
La memoria può giocare un ruolo importante nel guarire le persone e creare per loro un senso di appartenenza, ma può anche essere fonte di dolore. Per molti membri della diaspora somala, la paura che i ricordi svaniscano rende ancora più urgente la necessità di mantenere in vita le storie della loro madrepatria. Il grande romanziere africano Ben Okri una volta disse che “per avvelenare una nazione basta avvelenare le sue storie”. Le storie hanno la capacità di nuocere alle società, o di guarirle. Spesso è semplicemente l’esclusione dalla narrazione principale a marginalizzare un gruppo di persone. È quello che è accaduto per due decenni a molti somali. La loro patria è stata descritta dai media come un luogo di violenza, indigenza e morte. Tuttavia, la patria delle generazioni più anziane è lontana dalle rappresentazioni sui media. Queste generazioni hanno innumerevoli storie delle lunghe giornate trascorse al Lido a godersi un gelato o in uno dei numerosi cinema all’aperto della città per guardare un film. Mogadiscio si è conservata nei loro pensieri e nei loro racconti.
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Una scrittrice, un linguista e una giornalista ci parleranno stasera delle loro esperienze di migrazione dalla Somalia all’Italia, dagli anni Settanta alle attuali sfide poste dalla crisi migratoria globale.
Parleremo di migrazioni forzate, reinsediamenti, integrazione, politiche di asilo e rappresentazione dei profughi nei media, e ci chiederemo come si integrano i rifugiati in Europa, che ruolo giochi la memoria nel loro processo di integrazione, cosa i rifugiati portano nel nuovo paese e cosa si lasciano alle spalle e, infine, dove si posiziona l’Italia nel contesto della crisi migratoria.
All’incontro seguirà la proiezione di “Memories of Mogadishu”, un breve documentario che mette assieme immagini di repertorio e interviste di membri della diaspora somala in tutto il mondo con l’obiettivo di documentarne il ricordo collettivo della città prima della guerra. Il progetto prende in esame l’uso della memoria nella ricostruzione di una città un tempo cosmopolita da parte di chi negli ultimi venticinque anni ha vissuto lontano a causa dell’instabilità politica.
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Introduce Asha Siad, giornalista e documentarista somalo-canadese.
Modera Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr per l’Europa meridionale.
Intervengono:
Shirin Ramzanali Fazel, scrittrice italiana di origini somale e pakistane, autrice di “Lontano da Mogadiscio” (1994) e “Nuvole sull’Equatore” (2010).
Abdalla Omar Mansur, professore di lingua e letteratura somala all’Università di Roma Tre, e in passato direttore del dipartimento di lingua italiana dell’Università Nazionale di Mogadiscio.
Zakaria Mohamed Ali, giornalista e filmmaker somalo, nato a Mogadiscio e giunto in Italia nel 2008, membro di AMM - Archivio delle memorie migranti. Ha realizzato uno dei cortometraggi inclusi nel film “Benvenuti in Italia” e il documentario breve “To whom it may concern”.
L’evento è realizzato in collaborazione con SPIN TIME LABS, UNHCR Italia - Agenzia ONU per i Rifugiati, AMM - Archivio delle memorie migranti, Centro Studi Somali dell' Università Roma Tre