14/01/2025
Purtroppo il Medioevo è ancora fra noi ...
Per la Corte d’Assise di Modena sarebbe umanamente comprensibile il fatto che un uomo uccida a fucilate la moglie e la figlia di lei. Umanamente comprensibile che, dopo il duplice assassinio, chiami il suo avvocato, vada al bar del suo paese e risponda, a chi gli chieda cosa sia successo: “Niente, ho ammazzato mia moglie e mia figlia”. Ma fermiamoci un momento: di quali fatti stiamo parlando? Non è questione di urla o di piatti rotti, né di un uomo che prende a calci una porta o rompe una finestra. Si sta parlando di un duplice femminicidio. E trovo francamente raccapricciante che, nel 2025, dopo anni di battaglie culturali per denunciare la violenze contro le donne come fenomeno strutturale e per smascherare la “cultura dello stupro” che per secoli ha normalizzato questi crimini, si torni a utilizzare argomentazioni che riecheggiano tutta quell’insopportabile retorica dei raptus, dei gesti incontrollati e dell’impossibilità di fermarsi. Poi, per ca**tà, leggerò anch’io, come tanti altri, l’integralità della sentenza. Ma resta il fatto che due donne sono morte. Cancellate da quei colpi di fucile. Perché un uomo dice di non averci visto più.
Il commento di Michela Marzano su Repubblica