Francesca Capriotti grafologa educatrice del gesto grafico aiuto compiti

Francesca Capriotti grafologa educatrice del gesto grafico aiuto compiti Consulente grafologa, educatrice e pedagogista del gesto grafico. https://www.linkedin.com/in/francesca-capriotti-9a1813127/

Bell' incontro , bella atmosfera. Grazie a te monica e grazie a tutti gli intervenuti  .vichi.grafologa ❤️✍️🏼
01/06/2026

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Creativita' per la terza eta': tracciati scivolati con il nome e le mani che si intrecciano creando relazioni✍️🏼🌟🎨
22/05/2026

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Creativita' per la terza eta'. Quando le emozioni lasciano tracce: arabeschi🎨✍️🏼
15/05/2026

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13/05/2026

CERCAMI

9 bambini su 10 , quando entrano nella stanza del corpo (come la chiamo io) prima di me, si nasconde.
E si vuole fare cercare.
E cerca un adulto che lo voglia pensare, trovare, abbracciare.

È un dato specifico.
Ogni giorno. Più volte.
Si pensa che l'età di riferimento sia i 3-4 anni, in realtà sono i bambini dai 5 anni ai 9-10 anni che più sentono il bisogno di farsi cercare.
La spinta dei 3-4enni è verso la sperimentazione senso motoria. La spinta dei bimbi dai 5/6 anni è la ricerca di un qualcosa, corporeo e simbolico.

Alcune volte sono io che lascio loro lo spazio "inizia ad andare, prendo la cartellina e arrivo" , altre volte salgono le scale velocemente e si nascondo prima del mio arrivo. Con speranza e senso di fiducia. Anche con eccitazione.
Fiducia nell'arrivo di un adulto che li possa trovare.

Parlano di un legame che permane nonostante l'assenza, del bisogno di essere tenuti nella mente: "esisto anche se non mi vedi?"
Parlano di un bisogno di essere pensato nell'assenza: "sono nei tuoi pensieri così tanto da farti muovere per cercarmi e riesci a farmi sentire il mio valore?"
Parlano di una qualità dell'attaccamento " mi trovi senza invadermi?"
Parlano del loro tentativo di controllare loro la distanza: " posso controllare io la distanza? "

So che è capitato anche a voi.
A tutti voi che incontrate i bambini.

Ci stanno affidando un compito molto antico: cercarli.
E noi abbiamo il dovere di rispondere con autenticità leggendo quel bisogno, che non è il procrastinare qualcosa ma è un evocare la relazione con il gioco più antico e ricco simbolicamente del mondo: il nascondino.

E allora fermiamoci, pensiamoli, cerchiamoli senza fretta, troviamolo senza invaderli, abbracciamoli senza trattenerli.
Non riduciamo tutto al "guardami".
Dimostriamo loro che possiamo trovarli anche quando non sanno farsi vedere.

E osserviamo i loro occhi, il loro corpo, "sentiamo" la loro voce, quando ci ricongiungiamo.

È un gioco antico, un gioco che esiste ad ogni latitudine del mondo, è un gioco che parla delle loro relazioni e del loro sviluppo emotivo e cognitivo, è un gioco che parla di loro e anche, come sempre di noi.
Di come cerchiamo.
Di quanto sappiamo attendere.
Di quanto sappiamo vedere.

Creatibita' per la terza eta': come coloro me stesso e le mie qualita'🖌🎨✍️🏼
08/05/2026

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Grazie A.❤️ Mi somiglia?😊
06/05/2026

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Perche' non tutte le madri amano.....
04/05/2026

Perche' non tutte le madri amano.....

PARLIAMO APERTAMENTE DI UN ANTICO TABÙ: NON TUTTE LE MADRI AMANO I LORO FIGLI.

Non tutte le madri amano.
E questo è uno dei dolori più silenziosi e profondi che un essere umano possa portare.

Cresciamo dentro un corpo che dovrebbe essere rifugio.
Cerchiamo nutrimento in uno sguardo che dovrebbe essere approdo.
Ma non sempre è così.
Ci sono madri che non sanno amare, non perché cattive,
ma perché troppo ferite per potersi aprire alla tenerezza.
Madri che portano nel sangue generazioni di gelo emotivo, rabbia repressa, doveri mai scelti.
Madri che guardano le figlie come rivali, e i figli come strumenti.
E sotto, nell’invisibile, vibra qualcosa di antico, mai risolto.

Da un punto di vista psicologico, i figli di queste madri diventano spesso terapeuti inconsapevoli:
cercano di aggiustare, riparare, consolare.
Fin da piccoli leggono l’umore della madre per non farla arrabbiare, per non deluderla.
Rinunciano a sé per ottenere un briciolo d’amore.
Si convincono che, se lei è infelice, è colpa loro.
E da lì nasce il seme tossico della colpa,
che da adulti si riversa in relazioni sbilanciate, dove si dà troppo e si riceve poco.

Questi figli imparano a vedere tutto,
tranne se stessi.
Sviluppano un’empatia ipersensibile, ma perdono i confini.
E il corpo si irrigidisce, come se fosse sempre in allerta.
Perché lo è stato davvero.

Da un punto di vista karmico, la relazione con una madre distante, anaffettiva o disturbata
non è una punizione, né una scelta consapevole dell’anima.
Ma è l’effetto di una vibrazione animica ancora legata al dolore,
alla rinuncia di sé, alla dipendenza affettiva, al senso di indegnità.
E quella madre, con tutta la sua durezza o freddezza,
è lo specchio necessario per portare alla luce quella vibrazione nascosta.
Il dolore che viviamo non è casuale: ci parla di ciò che dentro di noi deve evolvere.

In questo legame spesso i ruoli si confondono:
il figlio diventa la guida emotiva della madre,
la figlia si fa madre della propria madre.
E mentre si tenta di guarire l’altro, ci si perde.
Perché non si è nati per essere lo psicologo dei propri genitori.
Si è nati per vivere.

Eppure proprio questo travaglio può diventare portale.
Perché ciò che si rompe, può anche diventare seme.
E chi ha conosciuto il gelo, può imparare a generare calore.
Ma non subito.
Serve attraversare la rabbia, il lutto di un amore mai ricevuto.
Serve smettere di giustificare chi ci ha fatto del male, solo perché ci ha dato la vita.
Serve guardare in faccia ciò che non si vede:
il vuoto, la fame d’amore, la vergogna che abbiamo seppellito sotto il controllo.

Solo allora può nascere qualcosa di nuovo.
Una relazione con noi stessi più autentica,
una capacità di amare che non parte dal bisogno, ma dalla verità.

Non tutte le madri amano.
Ma ogni figlio, un giorno, può decidere di non portare più sulle spalle il dolore che non gli appartiene.
E smettere di essere il terapeuta di chi non ha mai imparato ad amarlo.

𝒞𝓁𝒶𝓊𝒹𝒾𝒶 𝒞𝓇𝒾𝓈𝓅ℴ𝓁𝓉𝒾

Prossimo incontro: 7 maggio 20:30
Eros, perfezione e piacere: perché la perfezione scatena l’ombra di eros e come diventa un meccanismo per controllare le nostre paure

Mitica raffaella!!👠💃👯‍♂️💁🏼‍♀️
03/05/2026

Mitica raffaella!!👠💃👯‍♂️💁🏼‍♀️

Creativita' nella terza eta': tracciati sole. Come ti senti oggi? 🌞🌤
24/04/2026

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