02/09/2026
Per cambiamento climatico si intende l’alterazione significativa e persistente del clima terrestre.
Secondo la comunità scientifica internazionale, il fenomeno è attribuibile direttamente o indirettamente alle attività umane che modificano la composizione dell’atmosfera globale, in particolare attraverso l’aumento delle concentrazioni di gas a effetto serra.
Le principali cause antropiche sono:
- produzione di energia da combustibili fossili;
- trasporti e processi industriali;
- agricoltura e allevamento;
- deforestazione e cambiamenti d’uso del suolo.
Il regime internazionale Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e Accordo di Parigi è lo strumento internazionale principale per combattere i cambiamenti climatici con adesione globale.
L’effetto serra è un fenomeno naturale che consente alla Terra di mantenere una temperatura compatibile con la vita. Tuttavia, l’aumento delle emissioni antropiche ha intensificato questo meccanismo.
I principali gas responsabili sono:
Anidride carbonica (CO₂) – derivante soprattutto dalla combustione di combustibili fossili, dall’industria e dalla deforestazione
Metano (CH₄) – legato principalmente ad agricoltura, allevamenti e settore energetico
Protossido di azoto (N₂O) – associato a pratiche agricole e processi industriali
Gas fluorurati – utilizzati in specifiche applicazioni industriali
La concentrazione di CO₂ nell’atmosfera ha ormai superato le 420 parti per milione (ppm), raggiungendo livelli che non si registravano da centinaia di migliaia di anni.
Secondo gli ultimi dati disponibili dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), aggiornati al 2023–2024:
- la temperatura media in Italia è aumentata di oltre +1,5°C rispetto ai livelli preindustriali, con una tendenza di crescita superiore alla media globale nell’area mediterranea;
- gli ultimi anni si collocano tra i più caldi mai registrati nelle serie storiche nazionali;
- si osserva un incremento nella frequenza e nell’intensità di eventi meteorologici estremi, inclusi episodi di precipitazioni intense, ondate di calore e periodi di siccità prolungata;
- i ghiacciai alpini continuano a registrare una marcata riduzione di superficie e volume;
- permangono criticità legate al dissesto idrogeologico e allo stress idrico, con impatti rilevanti sugli ecosistemi, sull'agricoltura e sulle infrastrutture, oltre 94% dei comuni italiani sono esposti a rischio frana, alluvione, erosione.
La posizione geografica dell’Italia, l’estensione delle coste e la complessità morfologica del territorio rendono il Paese particolarmente esposto agli effetti del cambiamento climatico.
Il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC), nel suo Sesto Rapporto di Valutazione (AR6), afferma che:
- il riscaldamento del sistema climatico è inequivocabile;
- l’influenza umana è la causa dominante dell’aumento della temperatura globale osservato dal 1850;
- la temperatura media globale è aumentata di circa 1,1°C rispetto al periodo preindustriale;
- si osservano cambiamenti diffusi e rapidi nell’atmosfera, negli oceani, nella criosfera e nella biosfera.
Gli eventi climatici estremi – ondate di calore, precipitazioni intense, siccità, incendi – sono aumentati in frequenza e intensità in molte regioni del mondo.
https://www.mase.gov.it/portale/clima
L’azione climatica dell’Italia si inserisce nel quadro della governance europea e internazionale sul clima, in coerenza con l’Accordo di Parigi, adottato nell’ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), e con gli indirizzi scientifici del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC).
A livello europeo, il riferimento normativo è la Legge europea sul clima, parte integrante del Green Deal, che rende giuridicamente vincolanti gli obiettivi di riduzione delle emissioni per l’Unione e per gli Stati membri. In particolare, la Legge europea sul clima stabilisce un obiettivo giuridicamente vincolante di emissioni nette di gas serra (GHG) pari a zero entro il 2050 (c.d. neutralità climatica). Al fine di raggiungere tale obiettivo, la Legge europea sul clima prevede obiettivi intermedi.
L'Italia, così come gli altri Stati membri, è chiamata a contribuire al raggiungimento dell’obiettivo europeo di neutralità climatica entro il 2050. La neutralità climatica implica:
- la riduzione drastica delle emissioni di gas a effetto serra in tutti i settori (energia, trasporti, industria, edilizia, agricoltura);
- il progressivo superamento dei combustibili fossili;
- il rafforzamento dei pozzi naturali di assorbimento del carbonio (foreste, suolo, ecosistemi);
- l’impiego di tecnologie innovative per la decarbonizzazione dei settori difficili da abbattere.
Questo obiettivo si fonda sulle evidenze scientifiche che indicano la necessità di raggiungere emissioni nette pari a zero a metà secolo per limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali.
La Legge europea sul clima prevede, inoltre, un obiettivo europeo di riduzione delle emissioni nette per il 2030 di almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990.
Nel 2023 l’UE ha adottato una serie di proposte legislative (il c.d. pacchetto "Fit for 55"), che le consentiranno di raggiungere il proprio obiettivo climatico del 2030. In particolare, il pacchetto "Fit for 55" prevede:
- obiettivi di riduzione delle emissioni in un'ampia gamma di settori;
- un obiettivo per aumentare i pozzi di carbonio naturali;
- un sistema aggiornato di scambio di quote di emissione per limitare le emissioni, stabilire un prezzo sull'inquinamento e generare investimenti nella transizione verde;
- sostegno sociale per i cittadini e le piccole imprese.
Inoltre, il piano REPowerEU, presentato a maggio 2022, mira a:
- implementare più energia rinnovabili;
- rispiarmiare energia;
- diversificare le proprieforniture energetiche.
In particolare, l’Italia contribuisce al raggiungimento dell’obiettivo climatico europeo, attraverso gli obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni sono definiti in coerenza con:
- il Regolamento sulla condivisione degli sforzi (Effort Sharing Regulation);
- il Regolamento LULUCF (uso del suolo, cambiamento di uso del suolo e foreste);
Nonché partecipando al sistema aggiornato di scambio delle quote di emissione (European Union Emissions Trading System EU ETS).
a Legge europea sul clima prevede, inoltre, la definizione di un obiettivo climatico a livello dell’Unione per il 2040.
Nel febbraio 2024 la Commissione ha presentato la Comunicazione "Obiettivo climatico 2040 dell'Europa e il percorso verso la neutralità climatica entro il 2050 a una società sostenibile, giusta e prospera”, in cui raccomanda un obiettivo europeo di riduzione netta delle emissioni di gas serra pari al 90% rispetto ai livelli del 1990.
Nel luglio 2025 la Commissione europea ha proposto una revisione della Legge europea sul clima, introducendo un nuovo obiettivo climatico per il 2040.
Su tale base, e a seguito delle successive deliberazioni del Parlamento europeo e del Consiglio, il 5 novembre 2025 l’Unione europea e i suoi Stati membri, in attuazione dell’Accordo di Parigi, hanno trasmesso formalmente il Contributo Determinato a livello Nazionale (NDC) - pdf per il periodo post-2030.
Il contributo prevede una riduzione indicativa delle emissioni nette di gas a effetto serra, compresa tra il 66,25% e il 72,5% rispetto ai livelli del 1990, entro il 2035. Tale traiettoria si inserisce nel quadro della Legge europea sul clima, che stabilisce il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050, attraverso un obiettivo vincolante di riduzione delle emissioni di almeno il 55% entro il 2030 e un obiettivo del 90% entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990.
È inoltre previsto il possibile ricorso, fino al massimo del 5%, a crediti internazionali di elevata qualità, al fine di garantire un approccio ambizioso ed efficiente sotto il profilo dei costi.
La Strategia di lungo termine per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, adottata dall’Italia nel gennaio 2021, definisce la visione nazionale al 2050 e individua i percorsi di decarbonizzazione coerenti con l’obiettivo della neutralità climatica fissato a livello europeo. Essa costituisce il riferimento strategico di lungo periodo per l’azione climatica nazionale ed è pienamente integrata nel quadro delle politiche dell’Unione europea.
Il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) è lo strumento di pianificazione strategica con cui l’Italia definisce le politiche e le misure per conseguire gli obiettivi al 2030. Il Piano viene periodicamente aggiornato per riflettere l’evoluzione del quadro normativo europeo e degli impegni internazionali, nonché per garantire coerenza con il percorso verso la neutralità climatica entro il 2050.
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