14/01/2026
Si nasce non soltanto per morire, ma per camminare a lungo con piedi che non conoscono dimora e vanno oltre ogni montagna.
Alda Giuseppina Angela Merini nacque nel 1931 a Milano.
Il padre faceva l’assicuratore, la madre era casalinga.
Già da giovanissima dimostrò di avere un talento poetico unico, ma a scuola ebbe un percorso irregolare. Non verrà ammessa al liceo classico perché insufficiente in italiano (😁), ma eccelleva in latino.
Venne notata giovanissima da critici e poeti di rilievo come Pasolini, Quasimodo e Spagnoletti e già a 15 anni entrò a far parte dei circoli letterari milanesi.
Nel 1953 pubblicò la sua prima raccolta: “La presenza di Orfeo” accolta molto bene dalla critica.
Verso gli anni Sessanta iniziarono i suoi problemi mentali riconducibili alla bipolarità. Tra il 1964 e il 1979 fu ricoverata molto spesso in ospedali psichiatrici, soprattutto al Paolo Pini di Milano.
Questi anni di grave malattia influenzarono moltissimo i suoi lavori dove il manicomio era visto come luogo distruttivo, ma anche rivelatore. Il testo “La Terra Santa” del 1984 è quello che meglio racconta questo suo stato d’animo ed è considerato uno dei migliori libri poetici del Novecento.
Ebbe 4 figlie che però le furono tolte durante la malattia e questa ferita restò una delle più profonde se non la più profonda della sua vita.
Durante gli anni ‘80 inizio una nuova fase della sua vita, anche dal punto di vista creativo. Scrisse e pubblicò tantissimo tra prose, aforismi e testi autobiografici come ad esempio:
“Vuoto d’amore”, “Aforismi e magie”, “Il caos della mente”.
Era l’immagine della poetessa fragile e carismatica.
In lei c’erano dolore, follia, eros e sacro.
Visse a lungo sui Navigli a Milano dove morì nel 2009.
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