21/08/2026
SOVRAFFOLLAMENTO AOU SASSARI.
CISL FP: “BASTA MINIMIZZARE. NON È UN’EMERGENZA ESTIVA, È UN PROBLEMA STRUTTURALE CHE DURA DA ANNI”.
La CISL FP di Sassari respinge con forza ogni tentativo di ricondurre il grave fenomeno del sovraffollamento nei reparti dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari ad una semplice e temporanea “emergenza estiva”.
“Se questa è la risposta alle nostre denunce – dichiarano il Segretario Generale, Antonio Monni e il Segretario Territoriale Giamma Sard – allora dobbiamo constatare che qualcuno non conosce fino in fondo ciò che accade quotidianamente nei reparti oppure, cosa ancora più preoccupante, tende a minimizzarlo. L’estate può certamente accentuare il problema, ma non può essere utilizzata come alibi per spiegare una criticità che denunciamo da mesi e che gli stessi documenti aziendali descrivono come strutturale”.
E non si tratta esclusivamente dei reparti citati nella nostra ultima denuncia. Geriatria, Patologia Medica e Medicina Interna rappresentano soltanto alcuni esempi di un fenomeno molto più ampio, rispetto al quale la CISL FP continua a ricevere segnalazioni da diverse unità operative.
“Definire tutto questo una semplice emergenza estiva significa confondere la causa con l’aggravante. Il maggiore afflusso stagionale può aumentare la pressione sul sistema, ma le barelle nei reparti, il ricorso ai posti aggiuntivi, la carenza di personale e le difficoltà della rete territoriale esistevano prima dell’estate e, purtroppo, rischiano di esserci anche dopo”.
La CISL FP ricorda inoltre che la stessa documentazione ufficiale dell’AOU ha già individuato nel tempo criticità legate alla disponibilità dei posti letto, alla capacità della rete territoriale di assorbire i pazienti, alla lungodegenza, alla riabilitazione e alle cure intermedie.
Non siamo quindi davanti ad una percezione del sindacato, ma ad una criticità già conosciuta dal sistema.
“La Regione ha previsto strumenti, procedure e forme di coordinamento per la gestione del sovraffollamento. È il momento di utilizzarli pienamente. Vogliamo sapere quando e come vengono attivate le unità di crisi aziendali, quali misure scattano al superamento delle soglie di allerta, come vengono messi in rete i posti letto disponibili e quali azioni vengono adottate per alleggerire concretamente i reparti in difficoltà”.
Per la CISL FP il tempo delle rassicurazioni e delle spiegazioni contingenti è finito.
“Non serve mettere la polvere sotto il tappeto o cambiare nome alle cose. Una barella in un corridoio rimane una barella in un corridoio, d’estate come d’inverno. E un reparto che lavora stabilmente oltre la propria capacità rappresenta un problema di sicurezza che le istituzioni hanno il dovere di affrontare”.
La CISL FP di Sassari chiede pertanto con perentoria fermezza alla Regione Sardegna di assumere pienamente il proprio ruolo di governo, controllo, programmazione e coordinamento del sistema sanitario regionale e di esercitare ogni possibile e legittima pressione nei confronti dei Direttori Generali delle Aziende sanitarie affinché il fenomeno del sovraffollamento venga affrontato concretamente e senza alcuna minimizzazione.
Se esiste un protocollo regionale contro il sovraffollamento, quel protocollo deve funzionare quando gli ospedali sono sotto pressione, non rimanere sulla carta.
È necessario – concludono Monni e Sardu - affrontarne le cause strutturali, mettere realmente in rete le Aziende e il territorio e garantire che ciascuna Direzione faccia fino in fondo la propria parte. La sicurezza dei pazienti e dei lavoratori non può dipendere dalla stagione”.