30/05/2026
Ieri sera abbiamo vissuto una serata memorabile ed allo stesso tempo mistica. Il violinista Erzhan Kulibaiev, in stato di grazia, ha entusiasmato il numeroso pubblico che lo ha salutato con lunghi e prolungati applausi, al termine di una esecuzione straordinaria. Questa sera ci sarà il secondo concerto. Nel programma è prevista l’esecuzione della Ciaccona della Partita n. 2 in re minore: è considerata una delle composizioni più impressionanti della letteratura violinistica. Molti interpreti e ricercatori la considerano più di un semplice capolavoro tecnico e interpretano il brano come un'espressione musicale di dolore personale. Forse scritta in memoria della prima moglie defunta di Bach, la Ciaccona unisce profondità emotiva e rigore compositivo. Il suo effetto si basa su un'intensità tranquilla che risuona ancora oggi e la sua decifrazione pone importanti interrogativi a musicisti e musicologi.La struttura della Ciaccona di Bach
La Ciaccona di Bach è un'opera monumentale di 256 battute, più dei quattro movimenti precedenti della Partita n. 2 in re minore (BWV 1004) messi insieme, che costituiscono il suo contesto immediato. Si basa sulla forma dell'Ostinato, in cui un basso ricorrente costituisce la base. Bach si rifà alla tradizione italiana, in cui il tema è spesso figurativo e difficile da riconoscere. Nella Ciaccona, il motivo del basso alterna un lamento basso (d-c-b-a) e un passus duriusculus.
La complessità della ciaccona si riflette in una pletora di analisi scientifiche, tra le quali le strutture da interpretare sono spesso controverse. Ad esempio, diverse analisi ipotizzano una struttura in 64 variazioni di quattro battute, mentre altre suddividono la ciaccona in 34 variazioni, in cui le prime quattro battute ricorrono 8 volte e tutte le otto battute altre 26 volte. La divisione in tre parti in una prima sezione minore con 33 variazioni, una sezione centrale maggiore con 19 e una sezione finale minore con 12 variazioni porta a un aumento drammatico attraverso la riduzione delle variazioni per sezione: la musica diventa più intensa, più densa, le cadenze iniziano prima. Inoltre, i passaggi diatonici e cromatici, le tonalità minori e maggiori, le pause accordali e le scale contrastano tra loro. La polifonia, spesso solo accennata, è suggerita da un'abile conduzione della voce, come è presente in forma simile anche nelle famose suite per violoncello di Bach.
Sulla base di queste osservazioni strutturali, i musicologi hanno esplorato l'architettura tonale della ciaccona non solo dal punto di vista musicale, ma anche simbolico numerico; molti autori interpretano la divisione in tre sezioni (minore-maggiore-minore) come una narrazione spirituale o biografica. Heinrich Poos, ad esempio, vede nel numero 4 un'allegoria dei quattro elementi o delle quattro stagioni (musica mundana), delle quattro età (musica humana) e delle quattro corde del violino (musica instrumentalis). Altri studiosi analizzano le strutture simmetriche e ipotizzano che il numero 30 – il numero di variazioni prima e dopo la sezione maggiore – sia un calcolo compositivo deliberato che si ritrova anche in altre opere come le Variazioni Goldberg.
Helga Thoene si spinge particolarmente in là nella sua analisi. Nel suo libro „Ciaccona – Tanz oder Tombeau?“ sostiene che Bach abbia composto con la Ciaccona un monumento funebre per la moglie defunta. Identifica corali nascosti, basati sulla conversione delle note in numeri (gematria), e scopre riferimenti all'anno ecclesiastico nella composizione. sostiene una tesi simile, utilizzando un alfabeto numerico per identificare i nomi della famiglia Bach nel testo musicale. Critici come Martin Geck considerano queste tesi speculative, ma sottolineano che il simbolismo numerico ha avuto un ruolo importante nel periodo barocco. Geck mette inoltre in guardia dal ricorrere alle edizioni a stampa, poiché solo gli autografi rappresentano autenticamente il processo compositivo.
Come detto, La Ciaccona è il movimento finale della Partita n. 2 in re minore (BWV 1004), una delle sei opere del ciclo „Sei Solo. a Violino senza Basso accompagnato“ (BWV 1001–1006). Secondo la copia corretta, questo ciclo fu composto a Köthen nel 1720, mentre gli inizi potrebbero risalire al periodo di Weimar (1708–1717). Bach trovò a Köthen le condizioni ideali: Il principe Leopold von Anhalt-Köallora era estremamente appassionato di musica, l'orchestra di corte aveva un organico eccellente e la musica strumentale era particolarmente favorita. Vi aspettiamo stasera per vivere un’esperienza irripetibile
La Ciaccona di Bach come opera solistica polifonica
Il „Sei Solo“ e le suite per violoncello (BWV 1007–1012) dimostrano la profonda familiarità di Bach con la tecnica esecutiva dei rispettivi strumenti. Nonostante la rinuncia al basso continuo, riesce a creare una densa polifonia e armonie complesse. Melodie accordali solistiche, monofonia pura e polifonia suggestiva si combinano in modo unico.