02/10/2026
Tutte le fonti francescane collocano il miracolo compiuto da San Francesco a Sessa nel cosiddetto quartiere “Alle Colonne”. Fino ad oggi, sulla scorta di quanto riferito dallo storico locale Lucio Sacco nella sua opera del 1640, si è sempre ritenuto che il luogo delle Colonne fosse l’odierna via Ugolino e cioè la strada che dal Corso Lucilio porta all’ex convento di S.Germano. Tuttavia, questa conclusione deve essere in parte riconsiderata, esaminando il testo integrale di due pergamene del 980 e del 1065, che dimostrano che il luogo delle Colonne confinava con quello dei Pignatari, cioè l’attuale via Mozart, e la zona in prossimità di San Sevile, detta altrimenti anche “ La Vigna del Vescovo”, proprio dove sorge la Chiesa di San Carlo Borromeo.
Infatti, nella pergamena redatta a Capua il 03 giugno del 980 si fa riferimento alla donazione di alcune terre site nella città di Sessa nel luogo “ad ipse Culomne”. Nel descrivere i confini di uno questi terreni si legge che vi è “de unu latu muru super ipsa Gripta de Piniatari” Dobbiamo quindi concludere che il quartiere “Alle Colonne” non si trovasse nella parte antistante, ma in quella retrostante il convento di S.Germano e cioè tra l’attuale largo S.Domenico e via Mozart, proprio in prossimità della Chiesa di S.Carlo, che, come riferisce il De Masi, un tempo era “dedicata a S.Francesco de Pignatari, perché ivi dappresso eran l’officine di coloro, che la creta lavoravano” Ulteriori indizi in tal senso, si ricavano dal fatto che, secondo la pergamena del 980, tra i confini che delimitano la zona delle Colonne, risultano una silice - cioè una strada lastricata in basoli, verosimilmente di epoca romana identificabile con un ramo dell’antica via Appia - ed una località chiamata Cercinu, citata anche in una successiva pergamena del 1338 che la situa in prossimità della zona di S.Sevile e del rivo della Maddalena. Molto probabilmente il termine viene dal latino circinus che significa cerchio ed è riferibile alla forma ellittico-circolare dell’antico anfiteatro romano ivi esistente, dove un tempo si svolgevano le attività circensi. Verosimilmente, quindi, dal X secolo e per tutto il periodo alto medioevale è probabile che, con il toponimo “Alle Colonne” venisse indicata una vasta area, costituita prevalentemente da orti e giardini, che dal convento di S. Germano arrivava alla via dei pignatari. A conclusioni non diverse si perviene rileggendo con attenzione quanto riferisce il passo del De Masi, che parlando dell’antica estensione della città, afferma che “ 'l suo circuito fusse stato anche ne’ tempi de' Romani assai più ampio di quello ch’è al presente, non mancano di farne testimonianza i molti frammenti di antiche mura per lo più di opera reticolata, le colonne, gli acquidotti, e le conferve di acqua, che fi ritrovano a sinistra di essa Città nella vigna nominata del Vescovo e ne’ contigui giardini denominati Santo Sevile”. Probabilmente, tra il XIV ed il XV secolo, in seguito all’edificazione nella medesima area del Convento di San Domenico, il toponimo “Alle Colonne” si restrinse all’area esistente tra l’attuale Corso Lucilio e Largo San Domenico ed adiacente al Convento di San Germano. Questa conclusione rafforza la tesi riportata dal Diamare che i francescani si siano originariamente insediati a Sessa nei pressi del luogo dove secondo la tradizione si era verificato il prodigioso miracolo, dedicando a San Francesco dei Pignatari, la precedente chiesa, ivi esistente, di S.Maria ad Nives, dove ancora a fine ‘500 aveva sede una Confraternita di S. Francesco, vulgariter dicta de li battenti, poi intitolata a San Carlo Borromeo nel 1615 e nella quale si trova, non a caso, una lapide, risalente al 1755, commemorativa del miracolo. In altri termini, come rilevato dall’illustre studioso francescano padre Gennnaro Bove, è questa la chiesa a cui fa riferimento la madre del bambino miracolato nelle parole del suo voto “San Francesco, restituisci a questa poverina il figlio diletto e io cingerò con un filo d'argento il tuo altare, lo ricoprirò con una tovaglia nuova e circonderò con candele tutta la tua chiesa” Questa conclusione è peraltro compatibile con la tradizione, tramandata dagli storici locali ed in particolare da Lucio Sacco, secondo il quale San Francesco sarebbe stato presente in un luogo “presso il monastero dei Padri Predicatori (San Domenico) ed oprò molti miracoli fra i quali celebre fu quello d’haver resuscitato un uomo morto sotto una rovina di una casa nella strada chiamata Le Colonne in cui è situato il monastero di S.Germano che sorge dentro la Città nella piazza delle Colonne” Un disegno dell’architetto francese Charles Percier, risalente ai primi anni dell’800, mostra che proprio in quest’area, compresa tra il monastero di San Germano e quello di San Domenico, sorgeva ancora in quel periodo un antico edificio, simile ad un tempio, sorretto da varie colonne, che,come già ipotizzato dal Parolino, giustificano forse l’origine dell’antico toponimo.