Confraternita di San Carlo Borromeo - Sessa Aurunca CE

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Confraternita di San Carlo Borromeo - Sessa Aurunca CE Pagina FB della Confraternita di San Carlo Borromeo e Monte dei Morti di Sessa Aurunca (Caserta).

Grazie a Luigi Izzo per questi scatti in occasione della processione straordinaria per VIII Centenario del Transito di S...
10/10/2026

Grazie a Luigi Izzo per questi scatti in occasione della processione straordinaria per VIII Centenario del Transito di San Francesco.

04/10/2026

VIII Centenario del Transito di San Francesco d'Assisi. Lettura del miracolo di Sessa presso la nostra chiesa.

Alcuni momenti dell'incontro di studi sul Miracolo di Sessa Aurunca di San Francesco d'Assisi tenutosi lo scorsi 2 ottob...
04/10/2026

Alcuni momenti dell'incontro di studi sul Miracolo di Sessa Aurunca di San Francesco d'Assisi tenutosi lo scorsi 2 ottobre presso la nostra chiesa. Al tavolo dei relatori il dott. Filippo Sedda, il dott. Lorenzo Esposito, il Priore avv. Gianluca Sasso e il cappellano don Pietro Robbio.
Foto di Luigi Izzo

03/10/2026

Racconto del beato Transito di S. Francesco di Assisi
“Dimorava allora il beato Francesco nel palazzo del vescovo di Assisi, e pregò i frati di trasportarlo in fretta a Santa Maria della Porziuncola, per rendere a Dio lo spirito della vita, là dove aveva ricevuto lo spirito della grazia. Quando vi fu condotto si prostrò tutto n**o sulla nuda terra in quell’ora estrema nella quale il nemico poteva ancora scatenare la sua ira. Così disteso sulla terra sollevò la faccia al cielo mentre con la mano sinistra copriva la ferita del fianco destro, che non si vedesse. E disse ai frati: «Io ho fatto la mia parte; la vostra, Cristo ve la insegni».
Piangevano, i compagni del Santo, e uno di loro, che l’uomo di Dio chiamava suo guardiano, si levò su in fretta, prese la tonaca, la corda e le mutande e le porse al poverello di Cristo, dicendo: «Io te le do in prestito, come a un povero, e tu prendile con il mandato della santa obbedienza». Ne gode il Santo e giubila per la letizia del cuore perché vede che ha serbato fede a madonna Povertà fino alla fine; e, levando le mani al cielo, magnifica il suo Cristo, perché, alleggerito di tutto, libero se ne va a Lui. Volle uscire n**o dal mondo e ai frati che gli stavano intorno ingiunse per obbedienza e carità che, dopo morto, lo lasciassero n**o là sulla terra per il tratto di tempo necessario a percorrere comodamente un miglio.
Finalmente, avvicinandosi il momento del suo transito, fece chiamare intorno a sé tutti i frati del luogo e, consolandoli della sua morte con espressioni carezzevoli li esortò con paterno affetto all’amore di Dio. Si diffuse a parlare sulla necessità di conservare la pazienza, la povertà, la fedeltà alla santa Chiesa romana, ma ponendo sopra tutte le altre norme il santo Vangelo. Mentre tutti i frati stavano intorno a lui, stese sopra di loro le mani, intrecciando le braccia in forma di croce (giacché aveva sempre amato questo segno) e benedisse tutti i frati, presenti e assenti, nella potenza e nel nome del Crocifisso. Inoltre aggiunse ancora: «State saldi, o figli tutti, nel timore del Signore e perseverate sempre in esso! E, poiché sta per ve**re la tentazione e la tribolazione, beati coloro che persevereranno nel cammino iniziato! Quanto a me, mi affretto verso Dio e vi affido tutti alla Sua grazia!».
Terminata questa dolce ammonizione, l’uomo a Dio carissimo comandò che gli portassero il libro dei Vangeli e che gli leggessero il passo di Giovanni, che incomincia: «Prima della festa di Pasqua...»(Gv 13,1). Egli, poi, proruppe nell’esclamazione del salmo: «Con la mia voce al Signore io grido, con la mia voce il Signore io supplico» e lo recitò fin al versetto finale: «Mi attendono i giusti, per il momento in cui mi darai la ricompensa»(Cfr Sal 141,1-8).
Quando, infine, si furono compiuti in lui tutti i misteri, quell’anima santissima, sciolta dal corpo, fu sommersa nell’abisso della chiarità divina e l’uomo beato s’addormentò nel Signore. Uno dei suoi frati e discepoli vide quell’anima beata, in forma di stella fulgentissima, sollevarsi su una candida nuvoletta al di sopra di molte acque e penetrare diritta in cielo: nitidissima, per il candore della santità eccelsa e ricolma di celeste sapienza e di grazia, per le quali il Santo meritò di entrare nel luogo della luce e della pace, dove con Cristo riposa senza fine.

In occasione della Pasqua di San Francesco e in comunione con il Sacro Convento di Assisi e con tutte le comunità del mo...
03/10/2026

In occasione della Pasqua di San Francesco e in comunione con il Sacro Convento di Assisi e con tutte le comunità del mondo questa sera, alle 23:59, risuoneranno le campane della nostra chiesa. "Un suono che unisce, un messaggio che parla a tutti!"

Vi ricordiamo che da oggi fino all'11 ottobre è possibile visitare la mostra Fratello Universo a cura di Giuseppe Ottaia...
03/10/2026

Vi ricordiamo che da oggi fino all'11 ottobre è possibile visitare la mostra Fratello Universo a cura di Giuseppe Ottaiano.
Gli orari di visita sono:
Mattina: 10-12:30
Pomeriggio: 17-19:00
Vi aspettiamo!

Tutte le fonti francescane collocano il miracolo compiuto da San Francesco a Sessa nel cosiddetto quartiere “Alle Colonn...
02/10/2026

Tutte le fonti francescane collocano il miracolo compiuto da San Francesco a Sessa nel cosiddetto quartiere “Alle Colonne”. Fino ad oggi, sulla scorta di quanto riferito dallo storico locale Lucio Sacco nella sua opera del 1640, si è sempre ritenuto che il luogo delle Colonne fosse l’odierna via Ugolino e cioè la strada che dal Corso Lucilio porta all’ex convento di S.Germano. Tuttavia, questa conclusione deve essere in parte riconsiderata, esaminando il testo integrale di due pergamene del 980 e del 1065, che dimostrano che il luogo delle Colonne confinava con quello dei Pignatari, cioè l’attuale via Mozart, e la zona in prossimità di San Sevile, detta altrimenti anche “ La Vigna del Vescovo”, proprio dove sorge la Chiesa di San Carlo Borromeo.
Infatti, nella pergamena redatta a Capua il 03 giugno del 980 si fa riferimento alla donazione di alcune terre site nella città di Sessa nel luogo “ad ipse Culomne”. Nel descrivere i confini di uno questi terreni si legge che vi è “de unu latu muru super ipsa Gripta de Piniatari” Dobbiamo quindi concludere che il quartiere “Alle Colonne” non si trovasse nella parte antistante, ma in quella retrostante il convento di S.Germano e cioè tra l’attuale largo S.Domenico e via Mozart, proprio in prossimità della Chiesa di S.Carlo, che, come riferisce il De Masi, un tempo era “dedicata a S.Francesco de Pignatari, perché ivi dappresso eran l’officine di coloro, che la creta lavoravano” Ulteriori indizi in tal senso, si ricavano dal fatto che, secondo la pergamena del 980, tra i confini che delimitano la zona delle Colonne, risultano una silice - cioè una strada lastricata in basoli, verosimilmente di epoca romana identificabile con un ramo dell’antica via Appia - ed una località chiamata Cercinu, citata anche in una successiva pergamena del 1338 che la situa in prossimità della zona di S.Sevile e del rivo della Maddalena. Molto probabilmente il termine viene dal latino circinus che significa cerchio ed è riferibile alla forma ellittico-circolare dell’antico anfiteatro romano ivi esistente, dove un tempo si svolgevano le attività circensi. Verosimilmente, quindi, dal X secolo e per tutto il periodo alto medioevale è probabile che, con il toponimo “Alle Colonne” venisse indicata una vasta area, costituita prevalentemente da orti e giardini, che dal convento di S. Germano arrivava alla via dei pignatari. A conclusioni non diverse si perviene rileggendo con attenzione quanto riferisce il passo del De Masi, che parlando dell’antica estensione della città, afferma che “ 'l suo circuito fusse stato anche ne’ tempi de' Romani assai più ampio di quello ch’è al presente, non mancano di farne testimonianza i molti frammenti di antiche mura per lo più di opera reticolata, le colonne, gli acquidotti, e le conferve di acqua, che fi ritrovano a sinistra di essa Città nella vigna nominata del Vescovo e ne’ contigui giardini denominati Santo Sevile”. Probabilmente, tra il XIV ed il XV secolo, in seguito all’edificazione nella medesima area del Convento di San Domenico, il toponimo “Alle Colonne” si restrinse all’area esistente tra l’attuale Corso Lucilio e Largo San Domenico ed adiacente al Convento di San Germano. Questa conclusione rafforza la tesi riportata dal Diamare che i francescani si siano originariamente insediati a Sessa nei pressi del luogo dove secondo la tradizione si era verificato il prodigioso miracolo, dedicando a San Francesco dei Pignatari, la precedente chiesa, ivi esistente, di S.Maria ad Nives, dove ancora a fine ‘500 aveva sede una Confraternita di S. Francesco, vulgariter dicta de li battenti, poi intitolata a San Carlo Borromeo nel 1615 e nella quale si trova, non a caso, una lapide, risalente al 1755, commemorativa del miracolo. In altri termini, come rilevato dall’illustre studioso francescano padre Gennnaro Bove, è questa la chiesa a cui fa riferimento la madre del bambino miracolato nelle parole del suo voto “San Francesco, restituisci a questa poverina il figlio diletto e io cingerò con un filo d'argento il tuo altare, lo ricoprirò con una tovaglia nuova e circonderò con candele tutta la tua chiesa” Questa conclusione è peraltro compatibile con la tradizione, tramandata dagli storici locali ed in particolare da Lucio Sacco, secondo il quale San Francesco sarebbe stato presente in un luogo “presso il monastero dei Padri Predicatori (San Domenico) ed oprò molti miracoli fra i quali celebre fu quello d’haver resuscitato un uomo morto sotto una rovina di una casa nella strada chiamata Le Colonne in cui è situato il monastero di S.Germano che sorge dentro la Città nella piazza delle Colonne” Un disegno dell’architetto francese Charles Percier, risalente ai primi anni dell’800, mostra che proprio in quest’area, compresa tra il monastero di San Germano e quello di San Domenico, sorgeva ancora in quel periodo un antico edificio, simile ad un tempio, sorretto da varie colonne, che,come già ipotizzato dal Parolino, giustificano forse l’origine dell’antico toponimo.

L'appuntamento è per domani!
01/10/2026

L'appuntamento è per domani!

Le radici storiche e spirituali legate alla figura del santo di Assisi in un percorso che unisce fede, storia e memoria collettiva

Indirizzo

Piazzetta San Carlo
Sessa Aurunca
81037

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