23/07/2026
La giornata inaugurale della XII edizione dell’Elba Book Festival ha visto la traduzione protagonista con il conferimento del Premio “Lorenzo Claris Appiani” per la Traduzione letteraria, promosso dalla famiglia Appiani, dall’Associazione culturale Elba Book festival e dal Direttivo del CeST, che ne cura il supporto scientifico.
Nelle parole della presidente di giuria, Giulia Marcucci, slavista dell'Università per Stranieri di Siena e Direttrice del CeST, è riecheggiata l’importanza di questo riconoscimento: «Far parte della giuria di un Premio di traduzione che porta il nome di Lorenzo Appiani implica una doppia responsabilità: si tratta innanzitutto di onorare la memoria di questo figlio, fratello, brillantissimo avvocato che amava quest’isola e, al contempo, si tratta di leggere le traduzioni con occhio critico e con capacità dialogica. Ci siamo mossi con onestà intellettuale e umana su binari paralleli, che non possono perdersi di vista.»
La giuria, che quest’anno ha valutato opere tradotte dal greco antico e dal greco moderno alla lingua italiana, era composta anche da Ilide Carmignani, traduttrice e curatrice della sezione “L’Autoreinvisibile” al Salone Internazionale del Libro di Torino, e Tommaso Braccini, traduttore e ordinario di Filologia greca e latina presso l'Università degli Studi di Siena. Ad aggiudicarsi il premio ex aequo sono stati due traduttori di opere molto diverse quanto a genere, poetica e peculiarità stilistiche: Maurizio De Rosa per “La grande chimera” (Aiora Press) di M. Karagatis, e Elisabetta Garieri per “Deepfake” (Baldini+Castoldi) di Makis Malafekas.