Dominio Collettivo della Università Agraria di Chia

Dominio Collettivo della Università Agraria di Chia In precedenza nota semplicemente come Università Agraria di Chia

Il Dominio Collettivo dell'Università Agraria di Chia è un ente giuridico di diritto privato, riconosciuto come un'organizzazione primaria della comunità originaria di Chia. Il "Dominio Collettivo dell'Università Agraria di Chia" è un ente giuridico di diritto privato, riconosciuto come un'organizzazione primaria della comunità originaria di Chia. In precedenza nota semplicemente come "Università

Agraria di Chia", ha acquisito la nuova denominazione a seguito della legge 20 novembre 2017, n. 168, che ha unificato sotto il nome di "domini collettivi" tutte le entità che amministrano gli usi civici.

🇮🇹 2 Giugno – Festa della Repubblica Italiana 🇮🇹Oggi celebriamo i valori di libertà, democrazia e partecipazione che uni...
02/06/2026

🇮🇹 2 Giugno – Festa della Repubblica Italiana 🇮🇹
Oggi celebriamo i valori di libertà, democrazia e partecipazione che uniscono il nostro Paese.

Un augurio a tutti affinché questa giornata sia occasione di orgoglio, memoria e condivisione.

🌿 Dal Dominio Collettivo dell’Università Agraria di Chia, custodi di natura, storia e comunità, buona Festa della Repubblica!

🇮🇹🌿

ROMA, 28 Maggio 2026 – Si è svolta oggi a Roma, nella cornice del WEGIL, la prima storica edizione degli Stati Generali ...
28/05/2026

ROMA, 28 Maggio 2026 – Si è svolta oggi a Roma, nella cornice del WEGIL, la prima storica edizione degli Stati Generali delle Università Agrarie del Lazio. L’evento, promosso con la collaborazione dell’Università Agraria di Canale Monterano e ospitato all’interno del prestigioso 20° Forum Compraverde Buygreen della Fondazione Ecosistemi, ha registrato una straordinaria partecipazione dei rappresentanti delle Università Agrarie del Lazio.

L’iniziativa, moderata con efficacia da Giorgio Galotti della Fondazione Ecosistemi, ha visto la partecipazione di figure chiave delle istituzioni e del settore, tra cui:
Marcello Marian, Presidente dell’ARUAL (Associazione Regionale Università Agrarie del Lazio);
Claudia Federico, Avvocato, esperta di usi civici e università agrarie;
L’Onorevole Marietta Tidei, Consigliera Regionale del Lazio, Presidente della Commissione Sviluppo Economico e membro della Commissione Agricoltura;Luca Del Ferraro, Presidente dell’ASBUC di Giulianello.

Nel corso della mattinata sono state affrontate le sfide cruciali che attendono il mondo delle Università Agrarie. Il dibattito si è snodato attorno al delicato equilibrio tra la gestione tradizionale degli usi civici e il mantenimento del comparto agro-silvo-pastorale, aprendo contemporaneamente alla necessità di una profonda modernizzazione delle attività degli enti.
Tra le priorità emerse:

Lo sviluppo di nuove forme di turismo sostenibile;
La salvaguardia dell’ambiente in chiave agro-silvo-pastorale;
Il tema di una revisione della riforma dell’ente che dia maggiori possibilità di gestione e di strutturazione alle Università Agrarie, attraverso una più stretta collaborazione e un costante scambio con la Regione Lazio.
Verso un percorso comune!

Coordinamento, modernizzazione e transizione ecologica le priorità emerse nel confronto tra i rappresentanti del territorio e le istituzioni regionali.

📢 AVVISO ALLA CITTADINANZAL’Università Agraria di Chia informa la cittadinanza che con Delibera dell’Assemblea degli Ute...
25/05/2026

📢 AVVISO ALLA CITTADINANZA

L’Università Agraria di Chia informa la cittadinanza che con Delibera dell’Assemblea degli Utenti n. 3 del 29/04/2026 è stato approvato il nuovo:

🌿 Regolamento per la concessione temporanea delle aree 🌿

A partire dal mese di GIUGNO, tutti gli interessati potranno recarsi presso l’Ente per:

🔄 Rinnovo delle concessioni in scadenza
📝 Presentazione di nuove domande di concessione per le aree disponibili

🕔 Orario di apertura al pubblico:
Mercoledì dalle 17:00 alle 19:00

📧 Per informazioni:
[email protected]

🤝 Partecipiamo insieme alla tutela e valorizzazione del nostro patrimonio collettivo.

🫶👏💚
22/05/2026

🫶👏💚

17/05/2026

In Italia esistono ancora oltre 300 enti chiamati 'università' che non hanno mai smesso di funzionare dal Medioevo.

Non insegnano nulla. Tengono assemblee, gestiscono migliaia di ettari e portano in tribunale chiunque provi a privatizzare le loro terre.

E la stragrande maggioranza degli italiani non sa che esistono.

Si chiamano Università Agrarie. Il nome viene dal latino 'universitas' — che non significa ateneo, ma 'totalità della comunità'. Nel Medioevo, ogni borgo creava la propria 'universitas' per gestire ciò che non poteva essere di nessuno in particolare: pascoli, boschi, acque, terre comuni.

Quel sistema non è mai stato abolito.

Solo nel Lazio ne esistono circa 50, con un patrimonio stimato intorno ai 50.000 ettari. La più grande d'Italia è quella di Tolfa, seguita da Allumiere — dove oggi si coltivano cereali biologici, si allevano bovini e si gestisce direttamente la filiera zootecnica, esattamente come si faceva secoli fa.

A Blera, sempre nel Lazio, l'Università Agraria controlla 3.572 ettari di boschi, seminativi e pascoli. Una superficie più grande di molti comuni italiani, gestita da un ente che sulla carta potrebbe sembrare un reperto storico.

Spoiler: non lo è.

Questi enti assegnano ancora oggi diritti precisi — chiamati usi civici — alle famiglie iscritte per generazioni: il diritto di pascolo, il legnatico (raccolta della legna dai boschi), la raccolta di funghi, tartufi, erbe. Non sono privilegi simbolici: sono diritti giuridicamente azionabili, riconosciuti dalla Legge 397 del 1894 e confermati — nel Lazio — dalla Legge Regionale 20 del 2005.

E quando qualcuno prova a ignorarli, l'Università Agraria fa causa. E vince.

La ragione è semplice quanto paradossale: queste terre non possono essere vendute, né ereditate, né privatizzate. Appartengono alla comunità per definizione giuridica. Chiunque tenti di appropriarsene si scontra con un ente medievale che ha dalla sua parte secoli di precedenti e una legge regionale aggiornata.

In Abruzzo sono attive a Isola del Gran Sasso, Cortino, Tossicia. In Toscana esistono strutture analoghe. In tutto il paese, oltre 300 enti simili gestiscono silenziosamente terre collettive che nessun governo ha mai avuto il coraggio — o la voglia — di toccare.

Un pezzo di Medioevo che ha sopravvissuto a ogni riforma agraria, a ogni codice civile, a ogni ondata di privatizzazioni.

Il comune più vicino a casa tua potrebbe averne una.

In breve:
Oltre 300 Università Agrarie medievali sono ancora attive in Italia, specialmente in Lazio, Toscana e Abruzzo.
Gestiscono decine di migliaia di ettari e assegnano diritti collettivi (pascolo, legnatico, raccolta) riconosciuti per legge.
Le loro terre non possono essere privatizzate: questi enti fanno causa a chiunque ci provi, e vincono.

17/05/2026

In vetrina La Corte d’Appello di Roma conferma che la Torre di Chia e i terreni su cui sorge tornano nella gestione dell’Università Agraria 16 maggio 2026 Share on Facebook Tweet on Twitter La Corte d’Appello di Roma – Sezione Speciale Usi Civici – con provvedimento del 14 maggio 2026 ha ...

📢 TORRE DI CHIA ALL’UNIVERSITÀ AGRARIA DI CHIA⚖️La Corte d’Appello di Roma – Sezione Speciale Usi Civici – con provvedim...
15/05/2026

📢 TORRE DI CHIA ALL’UNIVERSITÀ AGRARIA DI CHIA

⚖️La Corte d’Appello di Roma – Sezione Speciale Usi Civici – con provvedimento del 14 maggio 2026 ha rigettato l’istanza di sospensiva presentata nel procedimento di reclamo relativo alla sentenza di primo grado sulla Torre di Chia.

La Corte ha ritenuto che il reclamo “non appare manifestamente fondato” e ha confermato l’efficacia immediata della decisione di primo grado, mantenendo quindi validi gli effetti della sentenza che riconosce i terreni della Torre come dominio collettivo gravato da usi civici, nella gestione dell’Università Agraria di Chia.

Un passaggio importante per la tutela del patrimonio storico, ambientale e collettivo del territorio di Chia e della Tuscia. 👨🌿

✅ Difesa dei beni collettivi
✅ Tutela della storia e dell’identità di Chia
✅ Salvaguardia del patrimonio civico 🌿

L’iter processuale proseguirà secondo il calendario stabilito dalla Corte nel 2028

Indirizzo

Via Vittorio Emanuele III, 291/A
Soriano Nel Cimino
01038

Orario di apertura

Lunedì 17:00 - 19:00
Mercoledì 17:00 - 19:00
Giovedì 15:00 - 19:00

Sito Web

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