16/08/2026
🖊️ All’indomani di quanto accaduto la notte scorsa al Museo Regionale Accascina di Messina, una riflessione del nostro Direttore, Daniele Malfitana, sull’importanza della del nostro patrimonio culturale:
“Nella serata di Ferragosto, mentre la città chiudeva il suo giorno più sentito con la processione della Vara appena conclusa in piazza Duomo, ignoti si sono introdotti nelle sale del Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, eludendo i sistemi di sicurezza e sottraendo tre delle cinque tavole superstiti del Polittico di San Gregorio, datato al 1473, e una tavoletta bifronte raffigurante la Madonna e il Cristo in pietà, opere attribuite ad Antonello da Messina. La direzione del museo ha disposto la chiusura al pubblico per consentire i rilievi delle forze di polizia e degli specialisti della Scientifica, impegnati a ricostruire la dinamica dell'effrazione.
Non è la prima ferita di questo tipo che il patrimonio culturale subisce quest'anno: pochi mesi fa era toccato al Louvre, con la sottrazione dei gioielli della Corona in un'azione durata pochi minuti, per un bottino stimato di circa 88 milioni. Episodi sicuramente molto diversi per contesto, ma che raccontano della stessa fragilità: la storia, la cultura, la bellezza che un territorio custodisce da secoli può andare perduta in una notte.
Come archeologi, storici dell'arte, come comunità scientifica che ogni giorno lavora perché la memoria del passato resti viva e fruibile, non possiamo limitarci al semplice sgomento. Un'opera come il Polittico di San Gregorio è un capolavoro artistico, un frammento di identità collettiva, una testimonianza altissima di quanto di straordinario questa nostra terra abbia saputo produrre e custodire. Perderlo, anche solo temporaneamente, significa interrompere un filo che lega chi lo guarda oggi a chi lo ha mirabilmente creato secoli fa.
Noi lo ribadiamo da sempre con forza: la tutela non può essere considerata, come invece troppo spesso accade, soltanto un fastidioso vincolo burocratico, una voce di spesa in coda alle priorità, ma rappresenta piuttosto l'unico argine che si frappone tra la conservazione e l'oblio. Ogni sistema di allarme eluso, ogni teca forzata, ci ricorda quanto sia ancora enormemente fragile l'infrastruttura che dovrebbe proteggere ciò che non ha prezzo, proprio perché irripetibile. Da questa scuola, che forma chi domani si occuperà di beni culturali, non possiamo che rinnovare l'impegno: studiare, catalogare, vigilare, perché il patrimonio non sia mai dato per scontato, e perché nessuna notte possa più portarcelo via”.
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Photo credits: Museo Regionale Interdisciplinare Accascina