24/09/2026
MARGINI E BUIO: DUE SUD DEL MONDO
bell hooks, Vincenza Castria, scrivere “al buio”, scrivere dai margini
🖊️Writing in the dark
Per bell hooks, "scrivere al buio" significa produrre teoria e narrazione partendo da una condizione di oscuramento imposta dal potere egemonico: è la condizione di chi abita il margine, dove le luci del "centro" (la cultura ufficiale, l'accademia, i media) non arrivano o arrivano solo per distorcere la realtà. Dunque “scrivere al buio” significa dar voce a ciò che è stato reso muto. È l'atto di tracciare segni in uno spazio dove il potere ha decretato che non debba esserci storia.
- Un breve confronto tra la “scrittura al buio” di bell hooks e la scrittura dai “margini” delle lettere di Vincenza Castria
✍️Il confronto tra la «scrittura al buio» di bell hooks e la scrittura scaturita dai «margini» nelle lettere e negli interventi di Vincenza Castria evidenzia un profondo nesso di continuità nell'elaborazione della teoria critica e della prassi femminista e subalterna. ⬇️
☑️La «scrittura al buio» come spazio di emersione del sé
Per bell hooks, la scrittura rappresenta un atto di rottura contro l'invisibilizzazione imposta dalla struttura di dominio capitalista, patriarcale e razzista. Scrivere "al buio" significa dare parola a ciò che il potere e l'egemonia culturale hanno relegato nell'ombra: è il gesto politico di chi ricompone la propria frammentazione interiore e trasforma la ferita dell'emarginazione in consapevolezza teorica.
☑️Le lettere dai «margini» di Vincenza Castria
Nelle lettere e negli interventi di Vincenza Castria (bracciante, militante dell'UDI e prima consigliera comunale di Montescaglioso), la scrittura nasce direttamente dalle viscere della lotta per la terra nel Mezzogiorno del dopoguerra. La sua presa di parola rappresenta l'accesso materiale all'alfabetizzazione politica per una donna del proletariato rurale: scrivere dai "margini" del feudo lucano significa spezzare il secolare silenzio imposto alle plebi meridionali dal latifondo e dalla morale clerico-patriarcale.
☑️Il margine come sito di resistenza radicale
Il punto di convergenza più alto tra le due prospettive risiede nella ridefinizione del margine:
per bell hooks (Elogio del margine), il margine non è una mera condizione di privazione subìta, ma un «sito di resistenza radicale», un luogo politico da cui guardare il centro con sguardo antagonista e da cui edificare nuove relazioni comunitarie.
Per Vincenza Castria, la periferia geografica ed economica della Basilicata cessa di essere spazio di rassegnazione per farsi avanguardia di classe. La sua scrittura epistolare e i suoi discorsi pubblici trasformano il dolore privato (il lutto per l'uccisione del compagno Giuseppe Novello) e la marginalità bracciantile in prassi organizzata, affermando la piena soggettivazione della donna lavoratrice.
In entrambe le esperienze, la scrittura cessa di essere un esercizio formale o un privilegio di ceto: si fa pedagogia della liberazione, strumento di riscatto e cartografia materiale in cui la parola scritta diventa il prolungamento necessario della lotta per la giustizia sociale. /
biblio.:
📖bell hooks, Elogio del margine / Scrivere al buio, a cura e con traduzione di Maria Nadotti, Tamu Edizioni, Napoli, 2020
📖Vincenza Castria: la rivelazione della politica. Lettere e interventi 1950-1989.
A cura di: Tommaso Russo, Adriana Salvia, Rosa Maria Salvia ed Emilia Simonetti, Calice Editori (promosso dalla Fondazione Basso e da istituzioni locali lucane in occasione del centenario della nascita di Vincenza Castria, 1922-2022), 2022, prefazione di Susanna Camusso.
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