12/09/2017
5 minuti circa.
Tic tac, tic tac... 4 minuti.
Sincronizzate le campanelle, è il primo giorno di scuola.
Un in bocca al lupo speciale a tutti gli studenti della provincia di Taranto che oggi, volenti o nolenti, si preparano ad affrontare l'inizio di un nuovo incredibile anno scolastico.
Saranno terminate le feste in spiaggia, le lunghe giornate al mare, ma fate in modo di godere ogni istante delle giornate a scuola, delle risate e delle discussioni. Sottolineate in giallo fluo le parti più importanti dei libri, disegnate sui banchi se volete (e poi ricancellate), uscite dall'aula nell'intervallo, incontrate gli amici nei corridoi, portate avanti tutte le vostre singole e personali battaglie. Crescete. Ascoltate gli insegnanti, tutti:
le loro lezioni e i loro consigli, perché son persone prima ancora di essere professionisti. Fate tesoro dei buoni docenti, non fatevi forgiare da quelli cattivi. Ma abbiate sempre rispetto e non considerateli nemici, non tutti vogliono combattervi. Quasi nessuno di loro, in realtà, ha voglia di guerre.
Siate forti abbastanza da trarre il meglio da tutto ciò che è "peggio" e fatevi trascinare dalla corrente di tutto il "meglio" che esiste tra i banchi, come quando fate - il morto - a pelo d'acqua.
Cambiate! Mutate le vostre personalità restando sempre voi stessi.
In fisica, se da un punto X ci si muove in una determinata direzione per poi ritornare esattamente al punto X di partenza, nonostante i metri compiuti, lo spostamento risulterà uguale a zero. Non siate un anonimo s=0: macinate chilometri lungo le vostre personalissime strade e fateli fruttare. Trasformate i vostri sogni e le vostre paure anche a costo di cambiare, ogni settimana, la risposta alla domanda "Cosa vuoi fare da grande?"
L'astronauta, il pompiere, il pittore, il poeta, il medico o il giardiniere.
Diventerete il vostro "Cosa vuoi fare da grande?" anche grazie a quelle quattro mura che, oggi, vi hanno fatto svegliare alle sette. E ne sarete grati.
E siate giovani e ribelli, coraggiosi e responsabili, testardi ma buoni ascoltatori. Siate carichi di entusiasmo e di voglia di sporcarvi le mani perché, miei cari, non rappresentiamo il futuro ma il più vero e vivo Presente.
Vi abbraccio tutti,
Anna Corrente e la CPS tutta