Chi ha paura del Novecento?

Chi ha paura del Novecento? Una serie di lezioni-concerto musicali organizzata dal Laboratorio di filologia musicale dell'Università di Trento. Ingresso libero a tutti gli eventi.

"Pensa musicale": 4 lezioni-concerto, 4 curatori artistici e 4 interlocutori scientifici per ascoltare e comprendere la musica con gli strumenti della filosofia, della matematica, della fisica e dell’ingegneria. Programma di lezioni-concerto organizzato dal Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento e dal Collegio “Bernardo Clesio” con il contributo della Fondazione CARITRO e la

collaborazione dell’Associazione culturale “I Minipolifonici. Responsabile scientifico: prof. Marco Uvietta, musicologo e compositore, docente di Musicologia e Storia della musica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trento.

Indirizzo

Via Tommaso Gar
Trento
38122

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CHI HA PAURA DEL NOVECENTO?

ANTIDOTI MUSICALI ALL’HORROR VACUI

Una domanda semplice e diretta che costringe a riflessioni di ampio respiro, anche qualora riferita al solo ambito della creazione musicale. Forse ognuno di noi ha “paura” di qualche aspetto del secolo scorso, non ancora metabolizzato del tutto.

Uno sguardo interdisciplinare consente di comprendere opere musicali complesse come espressioni di forme di pensiero condivise con le altre arti, ma anche con le scienze umane e naturali. Pur nella consapevolezza della diversità dei linguaggi, il confronto fra diversi ambiti della conoscenza può costituire un valido ausilio per capire le ragioni profonde di un’arte che si diffonde sonoramente, ma comunica in egual misura attraverso l’inudibile. L’approccio tematico favorisce il confronto.

L’horror vacui è un’emozione primaria che ha influito profondamente sulla storia delle idee del Novecento europeo: la sfiducia nel progresso, il disorientamento ideologico, l’illusorietà degli obiettivi, la crisi dei valori della cultura mitteleuropea – in cui la musica ha svolto un ruolo guida unanimemente riconosciuto – hanno prodotto senso di vuoto. Esso ha determinato comportamenti diversamente orientati: dalla saturazione all’organizzazione all’accettazione del vuoto, come condizione indispensabile alla creazione. Il confronto con forme di pensiero extraeuropee ha costituito una fonte inesauribile di soluzioni.